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    September 27

    ...diritti e doveri...come l'uovo e la gallina...

    Insomma la febbre del blog dopo aver contagiato comici, attori cantanti e umili mortali pare essere venuta anche al nostro caro sindaco Alessandro Cosimi, in seguito alla triste vicenda dei bambini Rom morti nel rogo di pian di rota lo scorso agosto, e alla vergognosa reazione che ha avuto la cittadinanza livornese, che si è dimostrata non tanto aperta e tollerante quanto pensava di essere. E sul suo blog, , che non sto a linkare ma che è raggiungibile dal sito del comune di livorno, da tutta questa triste storia non è emerso solamente il razzismo insito forse in tutti noi italiani, livornesi compresi, ma la tremenda ignoranza con cui la maggior parte di chi commenta si relaziona al problema, parlando per loghi comuni o per sentito dire, senza un minimo approfondimento storico o culturale, cosa molto grave quando si parla di argomenti delicati e se finalizzata come in molti casi a fomentare odio. Forse molti livornesi che parlano e scrivono al blog e ai giornali non sanno che per esempio a livorno la percentuale di rom sulla popolazione è bassissima , circa il 2 %  tra rom e zingari, e che queste due etnie non sono proprio la stessa cosa,  non sanno che i rom sono una popolazione seminomade di origini rumene che è stata costretta da decenni di persecuzioni, dai nazisti prima dai comunisti dopo da tutti noi adesso, a seminarsi nel resto d'europa, mentre gli zingari sono popolazioni nomadi per lo più gitani provenienti dalla spagna o dall'ungheria. Forse non sanno nemmeno che il furto non è scritto nel dna dei rom, che in molte realtà europee e anche italiane riescono a lavorare e a vivere in una casa pagando l'affitto. Lo fanno, si intende, quando gliene viene data la possibilità, altrimenti si organizzano come possono, come faremmo ognuno di noi se avessimo fame, vivessimo sotto un ponte e se ci vedessimo negato il diritto alla dignità. Forse  non sanno che le comunità rom sono sparse per tutta europa, sono in francia in germania  e se questi paesi non hanno problemi come l'italia, è perchè sono riusciti veramente ad optare per una politica di intergrazione, - e questo vale per i rom come per tutte le altre minoranze - applicando una legge europea che tutela l'integrazione delle minoranze straniere, cosa che non è avvenuta in italia. Infatti durante i giorni successivi si parlava costituire una commisssione europea che facesse luce sui perchè questo in italia non sia accaduto. Anche se effettivamente basta vedere in che direzione si dirigono città come bologna o firenze, dove in nome della "legalita" si attua una politica di tolleranza zero mirata a negare a queste persone anche il diritto alla sopravvivenza. Ed è proprio sul concetto di legalità che vorrei interrogare il nostro sindaco,  che ho votato ma se tornassi indietro me la mangerei la scheda elettorale, e i suoi colleghi di partito Domenici e Cofferati, su cosa si intenda per legalità? legalità è impedire alle minoranze di delinquere ma non impedire agli italiani di sfruttarli? Mi ricordo l'eclatante caso dello sgombero di qualche anno fa di un campo nomadi a Riva di Reno a Bologna, le ruspe arrivarono all'accampamento in piena mattina, quando c'erano solo donne e bambini perchè gli uomini, come tutti giorni erano partiti all'alba, con un furgone di una ditta italiana che li portava su un cantiere edile a lavorare logicamente in nero. Come si può pensare che queste persone si facciano carico di  doveri se non si inizia ad estenderli  diritti? perchè dobbiamo partire dal presupposto che prima si deve adempiere a doveri per essere degni di diritti?dove sta scritto?non potrebbe essere il contrario?per me dovrebbe! In uno stato di diiritto  alcuni diritti sono inalienabili, e non soggetti a nazionalità sancita dal pagare le tasse come molti italiani pensano, perchè per fortuna l'epoca in cui i diritti erano in vendita è finita da un  pezzo, quindi  è giusto che chi delinque paghi, ma questo è giusto per i rom per gli italiani ricchi,  poveri o parlamentari che siano, ma ad un reato corrisponde una pena non una sospensione dei diritti. Inoltre nel caso della tragedia avvenuta nella nostra città a venir meno è stato il diritto alla vita di 4 bambini innocenti e questo fatto invece che sdegno e rabbia ha suscitato reazioni distaccate e vergognose  di buona parte della popolazione, che ha pensato e pultroppo dichiarato alla stampa  " che si poverini ma magari meglio cosi tanto sarebbero finiti a rubare i portafogli", come se il furto di un portafoglio, 2, 3 o anche 5000 fosse cosa tanto grave da compensare la morte. Questo è vergognoso, aberrante ed abominevole. è DISUMANO!!!!!
    July 26

    ...Intervista a Mark Covell giornalista di Indymedia...

        
     
     
    MArK Covell è un giornalista inglese collaboratore di Indymedia che nel luglio del 2001 si è trovato a Genova nei pressi della scuola diaz ed è stato vittima dell'assalto incontrollato ed ingiustificato delle forze dell'ordine.In questa intervista rilasciata a Beppe Grillo, e pubblicata sul blog del comico genovese,  non solo racconta la sua raccapricciante storia con molta lucidità e chiarezza, non solo mostra come ci fosse un disegno criminale dietro quello che è successo a genova, ma chiede che venga fatta un inchiesta parlamentare su coa è accaduto qella orrenda notte alla diaz o a bolzanetto, chiede che i 76 picchiatori indagati siano accusati di crimine contro i diritti umani. Se ciò non avverrà dichiara che sarà lui stesso a portare il caso di fronte alla corte europea dei diritti umani di strasburgo, e questo avrebbe ripercussioni molto gravi sulla nostra nazione in quanto le sanzioni sarebbero pesantissime. E così per noi italiani di nuovo oltra al danno la beffa... Questa è la legge che pare dominare la vicenda dei processi a carico delle istutuzioni per i fatti del g8. Mentre circa un mese fa sono state ammesse dall'allora vicequestore Michelangelo Fournier gli  evidenti soprusi e le torture avvenute all'interno della scuola sono arrivate le sentenze civili che stabiliiscono risarcimenti a molti zer per alcune vittime della polizia, risarcimenti lecitissimi certo ma che saremo noi a pagare... Ma di una condanna penale ancora non si parla nei confronti di nessuno e forse se saranno fortunati al ritorno delle vacanze gli italiani saranno così rincoglioniti dalla stampa gossippara dell'estate e si saranno già dimenticati tutto.. 
    June 21

    ...processo allo stato...finalmente...

    ....Manca giusto un mese dall'anniversario, il sesto dei tragici fatti avvenuti a Genova durante il meeting del G8, quando gli scontri cercati e voluti dalle forse dell'ordine e dei loro cari amici black block hanno portato all'uccisione di Carlo Giuliani e alle violenza subite da migliaia di persone andate a manifestare per il nostro diritto ad un mondo migliore - alle quali purtroppo, o per fortuna, al tempo non mi sono potuta unire a causa di un imminente esame universitario - e che improvvisamente si sono trovate rinchiuse a Bolzaneto o peggio massacrate all'interno della scuola Diaz , luogo che era stato messo a disposizione per i manifestanti dallo stesso comune di Genova ma in cui in piena notte ci fu un' ingiustificata irruzione da parte dei reparti cerere della polzia di stato che si avventarono sui manifestanti che riposavano usando gravi violenze. Da due anni a questa parte è in corso un processo contro 26 agenti per quell'irruzione processo che fino a poche settimane fa sembrava essere ad un punto morto ma che invece sembra aver preso una piega positiva dopo le dichiarazioni in aula del vicequestore di Genova ai tempi del g8, Michelangelo Fournier che ha definito quello ha definito lo scenario che li si è presentato al momento del suo ingresso nella scuola quell'orrenda notte "una mattanza mesicana", con i poliziotti che si avventavano con estrema violenza su manifestanti inermi. A seguito di queste dichiarazioni e di alcune intercettazioni telefoniche il capo della polizia Gianni de Gennaro, ai tempi di Genova 2001 questore del capoluogo ligure, è da ieri indagato di concorso nel reato di falsa testimonianza di Francesco Colucci ex questore di Genova , che sarebbe stato istigato da de gennaro a dire il falso in forza dei rapporti gerarchici che intercorrevano tra due. Per quanto De Gennaro sia sempre stato ritenuto il vero responsabile dei fatti avvenuti la notte tra il 20 e il 21 di luglio 2001 non si era mai riusciti a trovarne le prove fino a quando non sono venute fuori delle intercettazioni telefoniche tra il capo della polizia e l'ex vicequestore, che lo scorso maggio aveva presentato in aula una versione dei fatti del tutto diversa da quella resa all'inizio dell'inchiesta, e che mirava a cancellare una volta per tutte le responsabilità della polizia nei tragici fatti, e che sembra essergli stata suggerita telefonicamente da De Gennaro in persona. Il presidente del consiglio Romano Prodi prontamente stavolta ha stabilto, in accordo con i suoi alleati, la rimozione del capo della polizia dal suo incarico, decisione che ha fatto inbufalire i leader dell'opposizione Berlusconi in primis, che vanta la nomina del personaggio alla carica di capo delle " forze del male " poco dopo gli sconcertanti fatto di Genova, che hanno fatto presente il proprio disappunto - unito ad altri disappunti - al capo dello stato , e a noi italiani attraverso una conferenza stampa al quanto grottesca durante la quale l'ansimare del redivivo Umberto Bossi mi ha fatto inutilmente sperare in un colpo apoplettico in diretta televisiva. L'ombra della defenestrazione di De Gennaro era calata a palazzo già la scorsa settimana ma si era deciso dietro consiglio di Clemente Mastella, altro personaggio che credo sia molto adirato per questa storia, di aspettare gli sviluppi giudiziari, sviluppi che per fortruna sembrano essere positivi. Senza lasciarsi trasportare dall'ottimismo e ricordando sempre che siamo ancora lontani dalla verità e dalla giustizia questo sviluppo nel processo della scuola Diaz sembra un lieve segnale verso un cambiamento di rotta rispetto alla posizione garantista che era stata presa dallo scorso governo nei confornti delle violenze di cui troppo spesso le forze dell'ordine si sono rese responsabili nei confronti dei cittadini, specialmente se messo in relazione alla notizia sempre di ieri del rinvio a giudizio nei confronti dei 4 poliziotti responsabili della morte di Federico Aldrovandi il 24 settembre del 2005, diciottene, di ritorno da una serata con gli amici e morto per soffocamento durante una collutazione con gli agenti.
    June 16

    ....sono finite le speranze di vivere in democrazia...

    Passata una settimana dalla storica e non tanto gradita visita del presidente USA George Bush a roma ieri si è cominciato a capire quale fosse il vero scopo di tale evento. Per quanto per i giorni precedenti e quelli immediatamente successivi alla visita governo e media abbiano cercato - riuscendoci- come al loro solito di spostare l'attanzione degli italiani sulla manifestazione, sugli scontri e su una stupidissima scritta fatta in via Fani che paragonava George Bush ad Aldo Moro dimostrandosi frutto di una mano ignorante che evidentemente ben poco sa della storia di quegli anni e dell'omicidio altrimenti si sarebbe reso conto del complimento  che ha fatto al presidente Usa e dell'insensatezza di ciò che ha scritto, ma che ha destato lo sdegno di giornalisti e politici, specialmente d quelli che in quegli anni c'erano, che si sdegnano ma ancora non ci pensano nemmeno a raccontarci come mai Aldo Moro è stato lasciato morire, ieri i nodi sono venti a galla attraverso la dichiarazione fatta in conferenza stampa dall'ambasciatore Usa Ronald Spogli che annuncia il benestare all'ampliamento della base Dal Molin a Vicenza da parte del governo, governo che non ha ritenuto nemmeno corretto e necessario verso il suo elettorato darci questa lieta notizia. Elettorato che ha più volte dimostrato ai suoi pseudo interlocutori una certa insofferenza verso le poltiche filo USA di una coalizione che solo 2 anni fa scendeva in piazza contro la guerra senza se e senza ma e che adesso per bocca del ministro degli esteri Massimo D'Alema si definsce gli USA com i nostri migliori amici. Per non parlare del vergognoso voltafaccia di Bertinotti - personaggio che io stimavo moltissimo - la cui voce non si sente da circa un anno se non quando si è recato in libano e ringraziare i nostri ragazzi impegnati nei territori di conflitto...Strane parole dette da colui che si era sempre schierato coi movimenti e con i popoli invasi e che adesso si trova a congratularsi con gli invasori. Da lui e da molti altri esponenti del governo che scendevano con noi in piazza chiedendo un intervento in palestina, in questi ultimi giorni non si è più sentita proferire parola nemmeno riguardo alla drammatica situazione in cui versa la striscia di Gaza, martoriata da una guerra civile e fraticida che vede la maggior parte della penisola sotto il controllo di Hamas e la Cisgiordania ancora scenario invece della contesa tra le milizie di Hamas e quelle di Fatah nella totale indifferenza dei paesi di tutto il mondo.


    May 10

    ...tutti ai lavori forzati...

    ...Sulla scia delle elezioni francesi che hanno visto trionfare la destra di Sarkozy il neonato Partito Democratico ne approfitta per fare il suo primo, e non troppo timido, passo a destra e lo fa riguardo alla politica sulle droghe. Se già era ottimistico pensare che la coalizione che abbiamo mandato al governo riuscisse a mantenere la promessa di rivedere al più presto la giovanardi - fini in una luce meno repressiva , adesso con questo nuovo soggetto politico sembra diventare una vera e propria utopia. Ieri sulle pagine del corriere della sera, il democratico sindaco di torino, Sergio Camparini, pare aver delineato la nuova frontiera della nostrana lotta contro la droga, dando un colpo di spugna a quelle poche vittorie che il movimento antiproibizionista aveva faticosamente raggiunto, e alle speranze di quella svolta a sinistra per cui siamo andati a votare. " E' ora, dichiara CAmparini, di punire chi si droga...non tanto i drogati disperati ma chi lo fa per divertimento o curiosità". Un evidente attacco ai consumatori di droghe leggere e una totale negazione di ogni differenziazione tra sostanze. Il consumo di sostanze è in poche parole per il primo cittadino torinese immorale e per questo va represso. Non auspica punizioni corporali se non altro, si accontenta dei lavori forzati - ops scusate l'espressione giusta è socialmente utili -, soluzione che è sembrata ottimale al nostro ministro della sanita Livia Turco alla quale dobbiamo la signficativa revisione delle tabelle dell'attuale legge sulle tossicodipendenze .E non importa la storia del consumatore, la tipologia di sostanza, la condizione sociale, chi sbaglia deve riparare il danno...su quale sia il danno alla comunità apportato dai consumatori di droghe ancora ci si interroga...Camparini però anche su questo pare non avere dubbi, "il commercio di droghe alimenta la criminalità ed è causa di crimini dai più banali ai più efferati"..Infatti sicuramente il bambino di cogne è stato ucciso per un regolamento di conti legati allo spaccio di fumo e il massacro di erba non si chiama così a caso.Cosi in italia si fa un ennesimo passo indietro e non si riesce a capire che l'unica via per risolvere il problema delle tossicodipendenze è quella del controllo e dell'informazione. E questo si può fare solo attraverso una politica di riduzione del danno e con un progetto di comunicazione rivolto ai giovani e giovanissimi mirato a differenziare le sostanze e a spiegare la differenza tra uso e abuso d qualsiasi sostanza, che si tratti di droghe leggere, pesanti, o altre sostanze legali ma altrettanto pericolose.
    April 21

    ...iettatore USA...

    ...oggi attraverso la pagina di cronaca di Firenze e dintorni del manifesto l'associazione comunista il Pianeta Futuro di Pisa ci mette a conoscenza dell'esistenza di un accordo proposto  all'amministrazione di Pisa dalla base Usa di Campo Darby, immensa area mlitare che si estende tra Livorno e Pisa e in cui stanzia l'ottavo gruppoe  di supporto Usa che garantisce il supporto logistico a tutte le forze americane operant a sud del Po ed ha una responsabilità sul bacini del mediterraneo e del nord - Africa - responsabilità che si traduce facilmente nell'invio di armamenti attraverso il mare toscano - , che offre una collaborazione mirata ad integrare il sistema di protezione civile della zona. La popolazione pisana in caso di gravi calamità naturali potrà essere ospitata all'interno del campus la cui amministrazione mettera a loro disposizione addirittura coperte, tende e il necessario per le operazion di soccorso presenti nei magazzini della base. A prescindere dal fatto che credo che a pisa l'arno non straripi da quattro decenni, - l'ultima esondazione dell'arno di cui ho notizia è stata nel 1966 - e nonostante la crescante preoccupazione per il rischio di disastri naturali dovuti al crescente inquinamento del pianeta non credo che i territori pisani siano a rischio catastrofe..per questo la proposta risulta l quanto bizzarra..e si fa allarmante quando si legge che prevede addirittura il trasferimento  del centro di coordinamento dei soccorsi dalla Prefettura all'interno della base..mi chiedo perchè la nostra protezione civile dovrebbe aver bisogno di essere coordinata da cervelli americani, che non mi sembra che nella gestione dell'emergenza a New Orleans abbiano mostrato molta competenza..
    Come si legge nel comunicato dell'associazione al quotidiano comunista, gli obbiettivi dichiarati dell'iniziativa sono di " rafforzare l'integrazione tra base e la realtà circostante", secondo le dichiarazioni dei comandi Usa del campo, sembra più essere una campagna per impedire che gli abitanti della zona di Pisa e Livorno, comprendano finalmente il rischio, la pericolosità il danno economico e ambentale che la presenza di camp Darby sul proprio territorio comporta. Questo progetto di collaborazione sembra quindi essere finalizzato a creare un clima favorevole nella cittadinanza nei confronti della base, che nell'agosto del 2005 aveva richiesto alle amministrazioni di Pisa e Livorno la concessione di altro territorio nella zona di Guasticcie, a pochi km da Livorno, progetto che ha trovato molta diffidenza da parte della popolazione locale - e di cui ben presto si è smesso di parlare . Anche in questo caso, come a Vicenza, l'amministrazione Usa cera di allacciare rapporti trasversali con le amministrazioni facendo passare i loro tentativi di intromettersi negli affari italiani come vantaggi per noi poveri italiani, ai quali non viene permesso però di decidere se tollerare queste intromissioni...
    April 14

    ...Gli accordi segreti Usa-Ita..

    ..."Da parte italiana è stato recentemente firmato un Accordo quadro di cooperazione Italia_Usa che amplia il perimetro d cooperazione al settore della difesa da missili balistici.." Con queste parole il sottosegretario alla difesa Marco Verzaschi (Udeur) ha reso noto il 12 aprile la camera dei deputati di un accordo siglato in gra segreto , senza quindi prima discuterlo in parlamento un accordo che prevede la condivisione di difesa missilistica, analisi, e "altre forme" di collaborazione" tra Italia e Usa- così si legge in un comunicato del generale Henry Obering III, direttore dell'agenzia Usa di difesa mistilstaca , del 27 febbraio scorso. L'accorrdo era stato fin ora tenuto segreto, finchè il sottosegretario non è stato chiamato a risponderne alle camere lo scorso 3 aprile da un interpellanza presentata da Rifondazione Comunista, rientrerebbe secondo Verzeschi  tra le "molteplici iniziative di cooperazone intreprese in ambito Nato, dove a parteire dal 1996 sono state avviate varie attività volte alla realizzazione di idonei strumenti a protezione dell'Alleanza dal rischio derivante dall'uso di missili equipaggiati con armi di distruzione di massa di nazioni ostili o soggetti terroristici", e per questo coperto da norme di segretezza.Quindi nonostanto oramai la stessa amministrazione Bush abbia dovuto ammettere che quella della armi di distruzione di massa è stata un enorme bufala i nostri governani non si fanno problemi a tirare fuori questo movente mostrando un evidente mancanza d rispetto e di consderazione per l'intelligenza di tutti noi italiani.  Inoltre stesso Obering ha chiarito che lo schieramento in Europa di missili antimissili da perte degli Stati Uniti NON rientra in ambito Nato, ma che gli Usa stanno siglando accordi con i paesi Europei scavalcando l'Alleanza dopo aver riscosso un totale rifiuto da parte della Francia e di altri paesi Europei. A ora l'Usa ha ottenuto il consenso da parte di Gran Bretagna, Polonia Repubblica ceca con accordi bilaterali.Per la stesura di questi accordi quindi il governo avrebbe dovuto in qualche nmodo assicurarsi che gli italiani fossero almeno in maggioranza favorevoli e non cercare di venderci fischi per fiaschi. Cmq l'accordo all'Italia è stato proposto nel marzo del 2006 quando c'era ancora il governo della cdl, ma non fu firmato in vista delle elezioni..E così come per la base di Vicenza pare che il governo si sia trovato "costretto" a tenere fede all'impegni del suo predecessore e apporre la firma a un documento che impone non solo il posizionamento sul territorio italiano testate missilistiche puntate oltremare, ma anche una serie di accordi attuativi successivi che che coinvolgeranno non solo le industrie militari italiane, ma anche delle università e centri di ricerca provocando un' ulteriore mlitarizzazione della ricerca a scapito di quella civile - che già non mi sembra molto incoraggiata in italia-, con i conseguenti costi della spesa militare italiana e un rafforzamento dei comandi e delle basi Usa in italia che saranno sempre più utilizate come trampolino di lancio per operazioni militari verso sud e verso est- e questo mi preoccupa non poco avendone una qui a due passi, e memore del disastro del moby prince -...tutto questo mi sembra poco adatto ad un paese la cui costituzione ripudia la guerra, e ad un governo che fino a 2 anni fa scendeva in piazza con bandiera arcobaleno che adesso evidentemente utilizzano come strofinacci per ripulire il sangue di irakeni e afgani..inoltre questa situazione oltre a mettere l'italia nella condizione di possibile bersaglio militare rischia di destabilizzare gli equilibri strategici consolidati, "specialmente con la russia", ammette Verzaschi, e concorda con lui e lo ammonisce Chiracq che vede il costituirsi di un nuovo asse che potrebbe spaccare l'europa e dare vita ad una nuova guerra fredda in cui a riscuotere le botte degli Usa resta come sempre solo l'italia...Bella prospettiva no??!! ..specialmente alla luce delle recenti dichiarazioni successive al sequestro e al rilascio del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo da parte dell'aministrazione Usa attraverso le quali con grande arroganza venivano criticate le scelte del nostro governo, il quale tra l'altro non ha avuto nemmeno la prontezza di rispondere subito, anzi prima ha nascosto la mano dando tutta la colpa / merito ad Emergency, e adesso si limita ad una flebile difesa lasciando gli uomini di Gino Strada in balia di se stessi e della guerra, oppure del caso Calipari in cui il marins lozano non solo è libero di non presentarsi in aula e non rispondere del reato di omicidio di cui si è macchiato ma si permette pure di andare in televisione e ai giornali a sparlare dei nostri giornalisti senza un minimo di pudore, e a cui non è stata chiesta nemmeno la decenza di lasciare il corpo. Da dopo la seconda guerra mondiale gli usa hanno dimostrato di ritenere l'italia una loro colania dove poter fare i porci comodi senza dover minimamente rendere conto a nessuno, vedi ustica, vedi il cermis , vedi il moby prince e in fine l'omicidio di Nicola Calipari..ora la guerra è finita da più di 60 anni e tra poco persino in Giappone avrà pagato il suo debito e potrà esportare armi..ma noi a quanto pare siamo costretti in esterno a questo servilismo verso i padroni della terra..e così sia.. 
    April 13

    ...telecom italia addio...

    Non so quanti di voi ricorderanno la discussione che ha animato mass media la scorsa estate sulla acquisizione di telecom da parte del gruppo tim e il consequenziale piano di scorporamento del Nostro affezionato Tronchetti Provera. La tim a giugno era una delle poche aziende italiane con il capitale in attivo, ma la legge dell'economia vuole che le banche predilgano riversare il proprio capitale in aziende che vantano debiti a molti zeri, quindi il progetto di tim è sin dall'inizio quello di comprare telecom ereditarne parte del debito, risanadone l'altra parte e poi venderla recuperando parte del capitale.Questo progetto, criminale dal mio punto di vista, è stato bloccato dall'autority e si è cercato di trovare una soluzione che impedisse la scissione e l'acquisizione della più importante azianda delle telecomunicazioni italiana con capitali stranieri. Ma ieri l'Unione europea ha decretato lecita la scissione e non solo ha impedito all'autority di spingere per una rinazionalizzazione dell'azienda, auspicando addirittura l'apertura a capitali extraeuropei, che sarebbe a dire a AT&T grande colosso delle comunicazioni made in Usa, che da tempo sembra essere interessata all'ex azienda nazionale italiana. A prescindere dal fatto che io sia stata sempre contraria alla privatizzazione e de-nazionalizzazione delle aziende statali, come trenitalia o autostrade, nel caso della telecom l'arrivo di capitale straniero e in particolar modo americano mi preoccupa ancora di più. I recenti scandali che hanno animato le pagine dei quotidiani nell'ultimo anno, a partire da Antonveneta per arrivare a moggiopoli hanno mostrato come telecom non solo abbia il totale e indiscriminato controlo sulle vite di tutti noi ma anche come non sia stato difficile fare un uso delle intercettazoni illecito e scorretto, per il quale telecom è finita sotto inchiesta, e che ha reso impellente e necessaria la stesura di una legge sulle intercettazioni che però ancora non c'è stata. Alla luce di ciò e dei difficili rapporti internazionali che si stanno delineando anche per questioni legate alle guerre in corso mi sembra che la prospettiva dell'inserimento di soggetti stranieri specialmente americani, che avranno accesso ai dati sensibli e a tutte le conversazioni che passano per le proprie reti , sia abbastanza rischiosa e ben poco intelligente.

    March 24

    Telefonia..come non restare fregati dal post Bersani

     Come tutti saprete a partire dal 4 marzo sono stati aboliti con il decreto Bersani costi di ricarica dei cellulari..per questo i gestori telefonici, chi più chi meno si stanno ingegnando perchè quello che perdono da una parte rientri loro dall'altra..Con aumenti, offerte, nuovi servizi di messaggistica a pagamento ecc..per riuscire a orientars nella giungla delle tariffe telefoniche riporto una sintesi di alcuni articol sull'argomento pubblicati su www.soldiblog.it con qualche consiglio su come non passare per fessi.. 
     
     
     
    La dura legge del taglione delle tariffe telefoniche
     
    "Consumatori - gestori di telefonia mobile 1 a 0. Vinta la battaglia con l'abolizione dei costi di ricarica non si può dire che lo sia la guerra contro gli extra costi applicati ai telefonini. L'assedio agli interessi di settore sembra infatti destinato a durare ancora a lungo per quanto riguarda lo scatto alla risposta e la trasparenza sulle informative dei piani tariffari. Nonostante l'entrata in vigore della delibera del 6 marzo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sui prospetti informativi "trasparenti" i vari gestori non sembrano aver migliorato la leggibilità delle tariffe agli occhi dei consumatori. Certo ora compaiono sui vari siti delle comode e consultabili tabelline a volte anche comparative, fermo restando però un fitto sottobosco di noticelle e postille di non immediata comprensione.

    Anche sul fronte costi di ricarica sembrano sorgere alcune complicazioni….se alcuni operatori hanno deciso il passaggio obbligato per il proprio bacino di utenza a tariffe più costose, altri hanno invece optato per la riformulazione delle offerte commerciali a tutto vantaggio delle opzioni "flat".

    E' il caso di Tim  il cui neo-direttore generale Luca Luciani ha iniziato una politica tariffaria rivoluzionaria di rottura con il passato proponendo un ventaglio di offerte flat, tra cui MaxxiDay che offre la possibilità di disporre di 500 minuti al giorno per chiamare Tim e inviare 500 Sms sempre a telefonini Tim, al costo di 1 euro per un giorno, fino a 10 euro per 10 giorni. Sempre in questi giorni (ma a un target molto mirato di clienti di carte prepagate) ha offerto per 4 euro al mese 1.000 minuti di chiamate verso altri telefonini Tim.

    Si prosegue poi con le tariffe "Tutto Compreso" da 30, 60, 90 euro a sostituzione delle vecchie Tim Relax:

    • con 30 euro si ha un telefonino (con 24 mesi di obbligo contrattuale), 250 minuti di telefonate verso tutti i numeri nazionali di fissa e mobile, senza distinzione di gestore;
    • con 60 euro si hanno 600 minuti di chiamate ma anche 600 Mbyte di navigazione;
    • con 90 euro ci sono 900 minuti di chiamate e 900 Mbyte di navigazione Internet.

    Il ricco piatto delle offerte telefoniche prosegue con il cambio di rotta di Vodafone, che capita la tendenza all'utilizzo dello standard IP per le chiamate, apre a nuove frontiere cercando di dimenticare la burrascosa rivoluzione normativa. Arriva frettoloso dal Cebit di Hannover l'annuncio di un nuovo servizio che permetterà di effettuare chiamate via telefonino sfruttando la rete Internet. Sebbene il servizio in oggetto, denominato in codice Starfish e di fatto un programma "clone" di Skype, sia ancora un progetto pronto solo sulla carta il fatto che il primo carrier di telefonia mobile al mondo abbia di fatto confermato l'intenzione di portare sul cellulare anche i servizi Voip (dopo quelli di eBay, YouTube e MySpace) è sintomo di una imminente rivoluzione nel settore. Offrendo infatti ai clienti un software in grado di attivare chiamate su reti Ip, Vodafone metterebbe a repentaglio una parte dei propri profitti derivanti dalle chiamate voce tradizionali, e cioè l'attuale gallina delle uova d'oro per tutti gli operatori di rete mobile .

    Non cercherà mica di farci dimenticare, con clamorosi effetti speciali, lo scandaloso tentativo di appiopparci opzioni mai richieste sui piani tariffari per recuperare pecunia sui costi di ricarica??
    Da giorni il Codacons sta infatti ricevendo migliaia di segnalazioni da parte di arrabbiatissimi clienti Vodafone che si sono visti attivare sul proprio telefonino "Sms vocale". Il costo dell'invio di un "Sms vocale" è di 0,29 euro. La cosa che appare grave è che il servizio sia stato attivato ai clienti senza alcuna autorizzazione da parte loro e senza che gli stessi ne abbiano fatto richiesta o abbiano espresso il proprio consenso all'attivazione.

    "Chiediamo all'Autorità per le comunicazioni di intervenire con urgenza, per verificare se il comportamento di Vodafone sia pienamente legittimo e, se necessario, disporre l'interruzione del servizio - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - L'impressione dei consumatori è che, dopo il taglio dei costi di ricarica imposto dal Decreto Bersani, l'arroganza delle compagnie telefoniche torni a farsi sentire più forte di prima".

    Chi riuscirà a sopravvivere alle dure leggi del marcato ora che il protezionismo sul settore si sta sgretolando?"

     

    Come aggirare la tele-truffa Vodafone

    gli operatori di telefonia mobile le stanno provando tutte per compensare la perdita provocata dall'abbattimento dei costi di ricarica ... questo però non implica che il fine giustifichi i mezzi. Oltre a Wind anche Vodafone ha adottato un piccolo stratagemma per arginare le perdite sui costi fissi a totale insaputa dei consumatori. Dal 6 marzo infatti ha introdotto due nuove "funzionalità" ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica (al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica ossia il 99% degli utenti.

    Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a e il telefono è spento sentirete una voce che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa funzione è necessario:

    • essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it
    • effettuare l'accesso al proprio account
    • Cliccare su "190 fai da te", poi sul menu di sinistra la voce "Servizi e Promozioni"
    • Cercare nell'elenco dei servizi le voci "Ricezione SMS vocale" e "Notifica Ricezione Vocale" (solitamente è nella seconda pagina)
    • Cliccare sul pulsante "Disattiva" nel rettangolo i ciascun servizio da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce minuscola in basso con scritto "Clicca qui per confermare l'operazione"
    • Eseguire lo stesso procedimento per entrambi i servizi.

    Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!!

    ( Il servizio può essere disattivato anche chiamando il numero 42070, gratuito almeno questo. ndr.)

     

    Chi semina Wind raccoglie tempesta!

    "Gentile cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158"

    Come denunciato da una nostra lettrice e confermato da una associazione Consumatori in questi giorni il "furbetto" del telefonino Wind ha comunicato a centinaia di clienti questo messaggio in cui si da chiara indicazione dell'avvenuto cambio tariffario da Wind 10 a Wind 12.

    Wind 12, come si legge nella pagina di presentazione, prevede una tariffa, applicata per chiamate verso qualsiasi numero, di 12 centesimi di euro al minuto, uno scatto alla risposta di 16 centesimi (che con Wind 10 era di 15 cent), 15 centesimi per ogni SMS e notifica SMS (contro i 10 dell'offerta precedente), 60 centesimi per gli MMS. Le videochiamate verso cellulari Wind costeranno 50 centesimi al minuto, mentre quelle effettuate verso numeri di altri operatori costeranno 1 euro al minuto. Le lagnanze degli utenti vertono sul passaggio forzato dal piano tariffario previsto da Wind 10 alla nuova offerta Wind 12, meno conveniente. Gli operatori del call center Wind, interpellati dalla redazione a più riprese, sono stati concordi nel sottolineare che la variazione contrattuale coinvolgerà solamente chi oggi aderisce al piano Wind 10 e che questa modifica avviene in conformità all'articolo 2.4 della carta dei servizi.

    Secondo il Codacons la strategia elaborata dalla compagnia “elude il Decreto Bersani con conseguenze pesanti per gli utenti".

    Ad aggravare la situazione secondo D'Ambra la politica al rialzo di wind che verrà prossimamente applicata anche agli altri piani tariffari. L'Authority, inoltre, Generazione Attiva ha denunciato anche altri comportamenti ritenuti scorretti, "come quello di Tim e Vodafone circa il servizio SOS RICARICA su cui permane il costo di ricarica (ricarica da 3,00 euro contenente 1,00 euro rappresentato da costo di ricarica e solo 2 Euro di traffico)".

    Adusbef e Federconsumatori hanno tempestivamente provveduto a denunciare l’accaduto all’Agcom perché ne valuti la legittimità sostenendo che le modifiche unilaterali dei contratti sono state attuate, illegittimamente, per recuperare quanto perso dai tagli dei costi di ricarica.

    A denunciare l’attivazione di servizi non richiesti è invece l’Adoc, che chiede all’Authority di punire le compagnie protagoniste di ogni forma di elusione della legge che ha abolito i costi di ricarica visto che “migliaia di consumatori si lamentano per l’attivazione della segreteria telefonica, per la modifica unilaterale del piano tariffario, per la difficoltà nel reperire ricariche di piccolo taglio”.

    Noi ci associamo invece al Movimento Consumatori nel consigliare il cambio di gestore viste le schizofreniche cattive notizie che piovono continuamente dall'aranciato cielo di Wind.

    E' in questi giorni arrivato sul tavolo dell'Antitrust anche un esposto per pubblicità ingannevole, "dopo i messaggi che per giorni hanno invaso giornali, tv e radio veicolando informazioni che lasciavano intendere come, quella dell'eliminazione dei costi di ricarica, fosse stata una spontanea scelta degli operatori e senza minimamente far riferimento all'obbligo derivante dal Decreto legge che ne ha imposto l'abolizione. 


     


     

    ....disinformazione.it

    Non è durato nemmeno tre giorni il senso di lieve sollievo dopo il rilascio del giornalista italiano Daniele Mastrogacomo rapito dai "talebani", il governo italiano con la presa di distanza dalle trattative portate avanti da emergency ha definitivamente detto addio ad ogni minima parvenza di discontinuità dalla politica di chi lo ha preceduto affermando la sua presenza in afganistan come una forza a fianco dell'invasori e non del popolo afgano..Ieri Massimo D'Alema, bombardato dalle accusa mosse dagli usa, dal governo afgano, dall' onu, insomma da tutti per aver trattato con i terroristi ha nascosto finalmente la sua manina dietro la schiena prendendo le distanze dalla mediazione importantissima di gino strada e promette a cordoleeza rice di mandare un altro contingente e degli armamenti in Afganistan.
    La mozione sul rifinanziamento delle truppe in Afganistan sarà discussa alle camere martedì e lo spettro della scorsa crisi di governo aleggia ancora nelle stanze istituzionali e avrà purtroppo diritto di voto.
    E intanto in Afganistan la guerra è ancora in corso, le truppe italiane sono coinvolte in azioni di guerra vere e proprie a sud del paese, luogo ameno in cui il controllo da parte del governo fantoccio afgano è completamente assente. Inoltre mentre in italia si sta a scusarsi son la nuova lady di ferro, in versione stelle e strisce, la sorte del mediatore d emergency che ha trattato per la liberazione di Mastrogiacomo, rapito dal governo afgano è incerta, come quella dell'interprete del giornalista di cui si sarebbero perse le tracce dopo la liberazione..Nemmeno la riconoscenza verso chi ha permesso di risparmiare una vita rischiando la propria ci fa trovare la dignità di andare fino in fondo e chiedere verità..
     
    Per fortuna qualcuno questa verità ce la dice ... pubblico qui sotto un saggio scritto da  Antonella Randazzo  per www.disinformazione.it il e pubblicatto il 19 marzo 2007 , su come samo arrivati a questa guerra e quanto poco siano nobili gli scorpi e gli inetressi dei nostri alleati d'oltreoceano.

     

    La distruzione dell’Afghanistan

    di Antonella Randazzo  
    Autrice del libro: "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"

    Da molti anni le autorità anglo-americane si accaniscono in maniera crudele e spietata contro l'Afghanistan. Già nel 1919, gli inglesi fecero guerra all'Afghanistan per poter continuare ad imporre il proprio dominio. Quell'anno la resistenza afgana, guidata da Amanullah Khan, riuscì a prevalere e a rendere il paese indipendente. Iniziò una fase di riforme e cambiamenti. Furono realizzati sistemi d’irrigazione, costruite nuove strade e scuole, e venne abolito l'obbligo di portare il velo. Per molti anni gli inglesi e gli americani cercarono di imporre un controllo indiretto, finanziando governi conservatori. Negli anni Settanta diventò più difficile controllare l'Afghanistan perché il paese tendeva a laicizzarsi e a realizzare una maggiore libertà e indipendenza. Invano le autorità statunitensi foraggiavano bande di estremisti religiosi, che avevano il compito di opporsi alle riforme.  

    Una svolta importante si ebbe nel 1978, quando il Partito Democratico del Popolo afghano (PDPA) iniziò la "rivoluzione d'aprile" e fondò la Repubblica Democratica dell'Afghanistan, sotto la guida di Nur Muhammad Taraki.
    Gli Usa cercarono di far credere che il nuovo governo era un governo fantoccio dell'Urss, per poterlo abbattere. Ma ciò non era vero, come spiegarono il New York Times e il Washington Post, che riferirono che il nuovo governo era sostenuto dalla maggioranza degli afgani, e che "la lealtà degli afgani verso il governo è fuor di dubbio".[1]
    Il governo di Taraki attuò riforme sociali importanti: iniziò una campagna per l'alfabetizzazione e introdusse l'assistenza medica gratuita per tutti. Inoltre, abolì il potere feudale nelle campagne, introdusse la libertà di religione e l'uguaglianza fra uomini e donne. Parecchie persone beneficiarono di questi cambiamenti, ad esempio, Saira Noorani racconta:

    Ogni ragazza poteva andare alle scuole superiori e all'università. Potevamo andare dove volevamo e vestirci come ci pareva... Potevamo frequentare i caffè, e il venerdì andavamo al cinema a vedere gli ultimi film indiani e ascoltare gli ultimi successi della musica hindi... Tutto è cominciato ad andare storto quando i mujaheddin hanno iniziato a vincere... Uccidevano gli insegnanti e bruciavano le scuole... Eravamo terrorizzate. Era comico e nel contempo triste pensare che quelle erano le persone che erano state sostenute dall'Occidente.[2]

    Il governo afgano veniva continuamente minacciato dagli Usa, e per questo chiese all'Urss di essere aiutato militarmente. Le autorità americane volevano intervenire prima possibile per abbattere il legittimo governo afgano. Anni dopo, lo stesso Zbigniew Brzezinski[3],  Consigliere per la Sicurezza Nazionale , confessò a Le Nouvel Observateur del 15 gennaio del 1998, che gli Usa avevano attuato in Afghanistan una serie di operazioni di sostegno dei mujaheddin, per alzare le probabilità di un intervento russo:

    Secondo la versione ufficiale della faccenda, gli aiuti ai mujaheddin da parte della Cia sono cominciati durante il 1980, ovvero, dopo che l'armata rossa aveva cominciato l'invasione dell'Afghanistan il 24 Dicembre 1979. La realtà, rimasta fino ad oggi strettamente celata, è completamente diversa: è stato il 3 luglio 1979 che il presidente Carter ha firmato la prima direttiva per aiutare segretamente gli oppositori del regime filo sovietico di Kabul.

    Quello stesso giorno ho scritto una nota al presidente nella quale si spiegava che a mio parere quell'aiuto avrebbe determinato un intervento armato dell'unione sovietica in Afghanistan.

    (...) Non abbiamo spinto i russi ad intervenire, ma abbiamo consapevolmente aumentato le probabilità di un loro intervento... Il ruolo fondamentale è svolto dai servizi segreti pakistani (ISI) che ricevono intelligence e finanziamenti da USA e Arabia Saudita ( sono questi gli anni dell'alleanza economica tra la famiglia Bush e la famiglia saudita dei bin Laden, al cui proposito torneremo in seguito). L'ISI gestisce autonomamente i fondi americani e la guerra contro la Russia non viene presentata al popolo afgano e ai volontari stranieri (che d'ora in poi chiameremo arabi-afgani) come una guerra pro-America, ma come una jihad islamica contro gli infedeli comunisti. I pochi ufficiali, che in realtà erano a conoscenza del vero ruolo americano, lo hanno silenziosamente accettato, pur di abbattere l'allora principale nemico russo.[4]

    A partire dal luglio del 1979, la Cia iniziò ad organizzare l'esercito dei mujaheddin, per poter fare una grande guerra per procura, sul modello di quella organizzata nel Laos negli anni Sessanta e Settanta.
    La Cia preparò manuali operativi su cui si dovevano basare le nuove tecniche di arruolamento. Occorrevano ferventi predicatori, che convincessero molti giovani che Dio stesso li stava chiamando a combattere contro gli "invasori" russi. La paga era misera, all'incirca 10-20 dollari al mese, ma il premio ultraterreno oltremodo generoso: il paradiso. In un misto di inganno, mistificazione e licenza di commettere crimini, vennero addestrati centinaia di migliaia di combattenti per la jihad americana.

    I capi mujaheddin erano fanatici, spietati e sanguinari, e ricevevano grosse somme dalla Cia per arruolare e addestrare. Uno di loro, Gulbuddin Hekmatyar, nel 1986, venne invitato a Londra, e in quell'occasione il Primo ministro inglese Margareth Thatcher lo definì "combattente per la libertà".[5]
    Gli Usa si valsero del governo pakistano e dei suoi servizi segreti (Isi), organizzati dalla Cia, per addestrare 100.000 militanti islamici, fra il 1982 e il 1992. Crearono i combattenti mujaheddin, che utilizzarono in numerose guerre. Grazie ad infiltrati e ai servizi segreti, scatenarono un conflitto fra i diversi gruppi afgani e formarono gruppi di mercenari combattenti affinché mettessero in difficoltà il governo afgano. Robert Gates, direttore della Cia in quel periodo, nel suo libro From the Shadows, parlò delle operazioni segrete degli Usa in Afghanistan nel 1979. La Cia non si limitò a destabilizzare, ma pagò milioni di dollari affinché fosse rafforzato l'estremismo. Le autorità americane fecero pubblicare e diffondere nelle scuole molti libri che inneggiavano all'odio contro l'Occidente. A questo proposito, così scrisse il Washington Post del 23 marzo 2002:

    Questi manuali zeppi di riferimenti al Jihad e di immagini di fucili, proiettili, soldati e mine sono alla base del programma scolastico nazionale. Anche i talebani hanno usato i libri pubblicati con i soldi americani (...). (libri che ) Hanno fomentato la violenza in un'intera generazione.[6]

    Il fanatismo e la violenza fomentati dagli Usa scatenarono in Afghanistan, negli anni Novanta, una guerra civile. I Talebani, nel 1994 divennero la formazione politico-militare più forte, e alla fine degli anni Novanta sottomisero il paese all'estremismo religioso più violento e disumano.  Nel 1996 si impadronirono di Kabul grazie all'aiuto della società petrolifera americana Unocal (Union Oil of California), della Cia e dei servizi segreti pakistani. Dal gennaio del 1980, gli Usa sostennero economicamente e militarmente il Pakistan, allo scopo di bloccare l'avanzata dell'Urss in Afghanistan. Nel 1987 gli Usa avevano dato alla guerriglia circa 65000 tonnellate di armi e aiuti economici fino a 470 milioni di dollari. L'Isi assunse ben 150.000 persone, grazie ai dollari americani, e costruì un'organizzazione segreta efficiente e potente, che finanziava cellule di al Qaeda ovunque. Nel 1989 le truppe sovietiche furono costrette al ritiro. Questa sconfitta contribuirà alla futura dissoluzione dell'Urss, che era uno degli obiettivi dell'élite americana.

    Il mondo assistette ignaro ai cambiamenti drammatici in atto in Afghanistan: nel 1993 era ormai un paese distrutto. Sarà diviso in diverse zone di influenza. Il Pakistan, grande produttore di oppio, voleva incrementare la produzione e il controllo di questa droga, e creò in Afghanistan grandi piantagioni di oppio. La Cia approvò pienamente il progetto e l'Afghanistan diventò uno dei maggiori produttori di oppio.[7]
    Dal 1994 al 1998 il sostegno Usa ai Talebani fu totale, e in cambio chiedevano la tutela dei loro interessi strategici ed economici in quell'area. Dal 1999 al 2000 il sostegno non era più totale, perché i Talebani non obbedivano ciecamente a Washington e non riuscivano a sottomettere la popolazione.
    La Unocal voleva realizzare un oleodotto che arrivasse fino al Pakistan, passando attraverso il Turkmenistan e l'Afghanistan. Nell'estate del 1998 iniziò la costruzione, ma già nell'agosto i lavori si interruppero e la Unocal uscì dal Centgas, il consorzio creato per la costruzione delle condutture. Il progetto fallì per diversi motivi, soprattutto per la difficoltà a mantenere la sicurezza. Il Business Recorder del 24 marzo del 2000 scrisse:

    Secondo quanto confidato al nostro giornale da fonti attendibili, la società americana (Unocal) starebbe trattando con le autorità locali perché venga garantita la sicurezza del suo personale impegnato sul suolo afgano. Un'operazione curiosa, quella dell'azienda, dato che l'Afghanistan, considerato un fiancheggiatore del terrorismo, è oggetto di pesanti sanzioni da parte delle Nazioni Unite.

    I rapporti fra gli Usa e i Talebani diventarono a dir poco ambigui e strani.  La Enron stabilì stretti legami con i Talebani per realizzare un oleodotto. Il paradosso fu che mentre Clinton bombardava l'Afghanistan, come presunto covo di bin Laden, la Enron foraggiava i talebani. Ufficialmente, già nel 1996, Osama bin Laden aveva trovato rifugio in Afghanistan e nell'agosto aveva iniziato la cosiddetta "guerra all'America". Nel novembre di quell'anno si ebbe un attentato terroristico in Arabia Saudita, che fece diciannove morti. Anche gli attentati del 23 febbraio del 1993 contro il World Trade Center, che uccisero 6 persone e ne ferirono più di 300, e del 1995 a Riad, furono collegati alla rete di bin Laden, ma come nulla fosse la Unocal e la Enron facevano affari con i Talebani. Nel 2000 si hanno prove di sostegno ai Talebani tramite l'Isi. Quindi, gli Usa, mentre ufficialmente criminalizzavano i Talebani, di nascosto li finanziavano e facevano affari con loro. I media parlavano di una rottura fra i Talebani e gli Usa, e di una conseguente "guerra terroristica" iniziata dai Talebani delusi dagli Usa.

    Le autorità statunitensi iniziarono nel 2000 ad attuare misure contro l'Afghanistan. Il Toronto Sun scriveva il 4 dicembre del 2000: "Gli Stati Uniti misero in atto, contro l'Afghanistan devastato dalla guerra un embargo punitivo stile Iraq, in un momento in cui buona parte dei diciotto milioni di abitanti del paese era senza tetto e stava morendo di fame".[8]
    L'embargo e le operazioni militari degli Usa avevano lo scopo di distruggere e piegare il paese, in modo tale da poterlo controllare. L'embargo colpiva la gente comune, e non i Talebani. Morirono almeno tre milioni di persone, di cui moltissimi erano bambini. In Afghanistan gli americani stavano praticando gli stessi metodi di sterminio dei civili praticati in Vietnam, in Cambogia, in Iraq e in molti altri paesi. Non c'erano prove certe che i Talebani fossero in contrasto con le volontà americane. Nel luglio del 2001 Christina Rocca, vicesegretario di Stato americano per l'Asia meridionale, annunciò che quarantatré milioni di dollari sarebbero stati dati ai Talebani. La motivazione era quella degli aiuti umanitari, ma i Talebani non erano tenuti a dare un rendiconto di cosa avrebbero fatto con tale somma.

    Nei giorni successivi all'11 settembre, Bush si prodigò a dimostrare che i Talebani erano nemici, arrivando addirittura a parlare di un'operazione per abbattere il regime talebano. Il piano, che era stato delineato nella "Direttiva presidenziale per la sicurezza nazionale",  sosteneva interventi militari, diplomatici e di intelligence per lottare contro al Qaeda. In realtà si trattava di un'invasione progettata già dal 1997.[9] 
    Dopo l'11 settembre Bush si sentiva di avere mano libera per agire ovunque. Il 7 ottobre del 2001 gli Usa iniziarono a bombardare l'Afghanistan, uccidendo migliaia di persone inermi e costringendo altre migliaia di persone a morire di fame a causa della difficoltà ad avere gli aiuti umanitari su cui si basava la loro esistenza. Dal 7 ottobre e il 10 dicembre morirono, sotto le bombe americane, 3.767 civili, in media 62 morti innocenti al giorno.[10]

    Successivamente l'Onu, con la risoluzione n. 1368 ha legittimato la guerra, e dall'agosto del 2003 è intervenuta la Nato.
    L'intervento bellico del 2001 si concluse due mesi dopo, con la caduta dei Talebani. Gli Usa volevano ripristinare la produzione di droga, che era precipitata in seguito agli accordi che i Talebani avevano stipulato con l'Onu nel 2000. L 'Onu aveva imposto il divieto di coltivazione del papavero. Con la vittoria degli Usa la produzione di droga, dall'1,4% (2001) della produzione mondiale, salì al 78% (2003).  Raggiunse quasi i livelli record del 1999 (79%). Gli Usa misero al governo Hamid Karzai, un ex agente della Cia, che aveva lavorato in Afghanistan nel periodo in cui la Unocal stava trattando con i Talebani per la costruzione dell'oleodotto.

    Anche oggi i rapporti fra le autorità americane e Talebani sono a dir poco inquietanti. I mass media creano sempre più confusione sulla situazione afgana, per nascondere la verità. Alcune fonti[11] sostengono che i Talebani traggono profitti dai raccolti di oppio, mentre altre fonti[12] sostengono che è la Cia a coordinare la produzione e lo smercio internazionale dell'eroina. Il commercio di droga è terzo per la quantità di profitti (dopo il petrolio e la vendita di armi). E' un settore di massima importanza per la criminalità organizzata e per i servizi segreti americani. La Cia finanzia le sue numerose guerre per procura anche grazie ai proventi di questo traffico, e accresce il suo potere finanziario con investimenti nelle numerose banche compiacenti. Alla luce di questo si comprende che l'economia della droga ha dei padroni molto potenti, che basano il loro potere sulla supremazia militare mondiale e sul lavoro dell'intelligence. E' facile capire che non si tratta dei Talebani.  

    Gli stessi americani sostengono che i Talebani si autofinanziano grazie al traffico di droga. Ma il traffico di oppio, in Afghanistan, è controllato dai Signori della guerra, che sono a loro volta controllati dal governo Karzai (che è controllato dalla Cia). Poco tempo fa emerse una lista di nomi dei Signori della guerra che controllano il traffico di droga. La lista venne immediatamente insabbiata perché c'era anche il nome del fratello di Karzai.

    Siamo proprio sicuri che siano un gruppo di Talebani i nemici da combattere? Dai fatti non si direbbe. Attraverso l'agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (Usaid), le autorità americane finanziano gruppi di estremisti islamici, che operano, oltre che in Afghanistan, anche in Egitto e in Pakistan. Ufficialmente l'Usaid sarebbe un'organizzazione benefica, ma sono emerse numerose prove e testimonianze dell'aiuto finanziario che fornisce ai Talebani. In diversi casi è emerso che i Talebani sono stati protetti dai servizi segreti statunitensi. Il comandante delle truppe Isaf, il britannico David Richards, che aveva individuato una strategia per isolare i Talebani dalla popolazione, nel febbraio scorso è stato immediatamente sostituito con il generale americano Dan McNeil.

    I Talebani sarebbero riforniti ed equipaggiati sul territorio pakistano, come avveniva al tempo della guerra contro l'Urss,  e sarebbero persino aiutati dal governo di Islamabad, con 2.500 esperti combattenti. Ma il governo pakistano è controllato, attraverso l'Isi dalla Cia. Ufficialmente, il governo di Pervez Musharraf è al fianco di Bush e contro i Talebani, ma in segreto aiuta ad armare e addestrare i terroristi, controllato dalla Cia, com'è sempre avvenuto.
    I Signori della guerra non sono altro che l'85% dei parlamentari afgani, eletti con brogli, intimidazioni e irregolarità di vario genere. Le stesse persone, che siedono in Parlamento o che lavorano per il governo, si occupano del traffico di oppio. I Signori della guerra, nel periodo fra il 1992 e il 1996, hanno massacrato decine di migliaia di civili. Soltanto a Kabul vennero massacrati 65mila civili. Nessuno ha pagato per quei crimini, e molti responsabili oggi siedono in parlamento o governano. Questa situazione è stata denunciata anche dalla parlamentare Malalai Joya, che per questo è stata minacciata di morte. 

    Nel 2006 sono state prodotte 6.100 tonnellate di oppio. Le coltivazioni interessano almeno 164.700 ettari e permettono di produrre il 90% del fabbisogno mondiale.
    Prima che arrivasse la Cia , in Afghanistan e in Pakistan non esisteva la produzione di eroina, ma soltanto una modesta produzione di oppio. Dopo l'intervento americano i due paesi divennero i maggiori esportatori di oppio e di eroina.
    Le morti per eroina negli Usa, negli anni Novanta, aumentarono del 100%, e in Pakistan, dove prima della guerra c'erano pochissimi tossicodipendenti, dopo la guerra diventarono 1,7 milioni. In un rapporto del Drug Control Program delle Nazioni Unite (Unidcp), pubblicato nel 2001, viene tradotto in cifre l'aumento notevole della produzione di oppio in Afghanistan: nel 1980 ne veniva prodotto appena il 5% della produzione mondiale, mentre nel 1990 se ne produceva il 70%. La società e l'economia afghana vennero devastate dalla massiccia militarizzazione e dalla cultura della droga, che ormai aveva assorbito gran parte delle coltivazioni.

    La Costituzione afgana è stata redatta dagli occupanti, e presenta paradossali ambiguità: in teoria riconosce i diritti umani, politici e civili e la parità tra uomini e donne, ma in realtà non impedisce la pena di morte, la lapidazione e i "reati" religiosi. 
    Nel 2006 i media si occuparono in modo serrato del caso di Abdul Rahman, condannato a morte perché si era convertito al cristianesimo. Ma nessuno diceva che ciò era legale perché previsto dalle leggi afgane, che sono state elaborate dagli americani e scritte dapprima in inglese. Le leggi imposte all'Afghanistan dalle autorità americane prevedono la pena di morte per chi rinnega la religione islamica. Ciò significa che il sistema di oppressione dell'estremismo religioso islamico è stato imposto agli afgani dagli occupanti per meglio controllare e vessare la popolazione. Hanno utilizzato la religione per opprimere il popolo, in modo tale che fosse più facile sottometterlo. In Occidente, invece, passa il messaggio errato che queste tradizioni siano volute dal paese, come se tutti i cittadini afgani fossero felici che la loro libertà venga limitata da una religione oppressiva. E come se il processo di laicizzazione non fosse stato bloccato dagli occupanti anglo-americani.

    I fondamentalisti religiosi, grazie alle autorità americane, hanno acquisito un potere enorme. Essi impongono la legge coranica in modo fanatico, e  così aiutano gli Usa ad opprimere i cittadini. 
    I nostri soldati si trovano a sostenere una guerra d'occupazione, con tutte le caratteristiche di una guerra coloniale, e infrangono l'articolo 11 della nostra Costituzione, che non ammette "missioni" di guerra. In Afghanistan sono stati portati diversi velivoli da combattimento italiani, che saranno utilizzati dalle nostre truppe contro la resistenza armata afgana. Le autorità italiane hanno diffuso una motivazione del tutto risibile: gli aerei da combattimento serviranno, secondo la versione ufficiale, per "fotografare i papaveri da oppio". Le nostre autorità militari e politiche si ostinano a farci credere che la missione Isaf è di "pace" e che i soldati possono combattere soltanto in risposta alle aggressioni. Ma in un paese occupato che cerca di liberarsi, le truppe d'appoggio all'occupante sono truppe di pace o di guerra?

    Nel settembre del 2006 gli italiani parteciparono all'offensiva chiamata operazione 'Wyconda Pincer', che per sbaglio venne resa nota, facendo capire a tutti che le truppe Isaf non sono "truppe di pace". I combattimenti sono contro la resistenza afgana, che vuole liberare il paese dall'occupazione occidentale. Probabilmente, i Talebani servono a terrorizzare la popolazione e a permettere di propagandare la guerra come "missione contro il terrorismo". 
    Il "terrorismo" è un modo per giustificare la militarizzazione e la guerra da parte delle truppe occidentali. Come spiega lo storico Frank Furedi: "terroristi diventano tutte le persone straniere che non piacciono. Inoltre il terrorismo viene ridefinito come metafora multiuso ogni qualvolta il Terzo Mondo richieda un'azione concorde dell'Occidente".[13]

    Le autorità anglo-americane non ritengono possibile lasciare l'Afghanistan libero perché si tratta di un'area geostrategicamente importante, e perché occorre controllare la produzione di oppio. Le autorità occidentali vogliono apparire, attraverso i media, come benefattori. Non hanno il coraggio di dire che la missione Isaf è una missione di guerra. Una guerra contro un popolo, che prevede combattimenti feroci e l'uccisione di civili inermi. Oggi esistono numerosi filmati che testimoniano questo. Anche i rapporti delle Forze Aeree Usa (Centaf) attestano che la missione Isaf è una missione di guerra. Ad esempio, uno di questi rapporti dice:

    4 ottobre (2006), 35 sortite. Un bombardiere Usa B- 1 ha sganciato bombe Gbu-38 da 227 chili nella provincia di Uruzgan nel corso di una battaglia tra truppe Isaf e talebani.

    Caccia britannici Harrier hanno bombardato la zona di Samangan con bombe bombe Gbu-38 e missili.

    Gli stessi aerei hanno poi sganciato bombe Gbu-16 “Paveway II” da 454 chili e lanciato missili nel distretto di Garmsir (Helmand).

    Missioni di supporto aereo alle truppe Isaf impegnate in combattimenti a Nawzad (Helmand) e a Sado Kala (Ghazni).[14]

    .

    Le forze Nato spacciano i morti civili per Talebani. PeaceReporter ha documentato che alcuni fucili sono stati messi addosso ai morti per poterli spacciare per Talebani:

    L'aviazione bombarda i villaggi in cui si pensa vi siano dei Talebani. Vengono sganciati ordigni da 500 libbre , che non distinguono certo tra combattenti e civili. Dopo il raid aereo, intervengono sul posto le forze speciali per verificare il risultato dell'attacco e fare rapporto al comando... Queste pattuglie si portano sempre dietro una bella scorta di kalashnikov sequestrati in altre occasioni e li depongono accanto ai civili. Scattano una bella foto ed ecco che quei morti, nel rapporto, diventano talebani. Il sistema lo hanno inventato gli statunitensi, stanchi di vedersi messi sotto accusa per i "danni collaterali": con queste messe in scena e con le prove fotografiche sanno di poterla fare franca di fronte a chiunque li accusi. Ma adesso hanno imparato a fare lo stesso anche i britannici e i canadesi. Tale pratica si sta però rivelando strategicamente controproducente, perché la popolazione locale, che in passato non appoggiava minimamente i talebani, preferisce andare a combattere con loro per vendetta o semplicemente perché, se vengono ammazzati lo stesso, tanto vale morire in battaglia... "Uccisi 50 talebani qui, 90 Talebani là", in realtà si tratta sempre di civili spacciati per talebani con il giochino dei fucili buttati vicino ai cadaveri... La Nato bombarda senza sosta, di giorno e di notte... Sparano su tutti, senza stare a guardare se sono civili o Talebani.[15]

    In Afghanistan vengono utilizzate anche truppe mercenarie. Sarebbero almeno 25.000, e possono agire al di sopra delle leggi civili e militari. Le agenzie che si occupano di mandare queste truppe sono di proprietà delle grandi corporation come la DynCorp, la Kellog, la Blackwater, Brown and Root ecc. Queste truppe "speciali" forniscono anche protezione al presidente Karzai, e sono dotate di armamenti altamente tecnologici. Amnesty International, in un rapporto del maggio 2006, ha denunciato numerosi casi di tortura e di violenza sessuale commessi dalle truppe mercenarie.

    In Afghanistan esiste un giro di cacciatori di taglie. Le autorità americane hanno posto taglie per catturare i nemici delle loro liste nere, come nel Far West. Le taglie vanno dai 25 milioni di dollari ai 5 milioni di dollari, a seconda dell'importanza data al personaggio. 
    L'Italia spende per l'Afghanistan almeno 300 milioni di euro l'anno (in tutte le missioni estere spende 600 milioni). I soldati italiani in Afghanistan sono 1850,  armati di tutto punto. 
    Nel luglio del 2006, le truppe Isaf hanno esteso notevolmente il loro originario mandato di "operazioni di grande polizia", e oggi sono impegnate in duri combattimenti nelle province meridionali dell'Afghanistan.
    Gli Usa attuano anche operazioni mirate, come racconta Gino Strada:

    I comandi USA, basandosi sui racconti delle loro spie, indicano di volta in volta chi ammazzare, mandando truppe, o qualche aereo a bombardare. E fare a pezzi esseri umani si chiama ora – nel sito ufficiale del Ministero della Difesa italiano – “bonifica del territorio”. Nessun commento. All'operazione, come ci informa lo stesso sito, “contribuiscono 70 Paesi dei quali 27, tra cui l'Italia, hanno offerto "pacchetti di forze" da impiegare, per la condotta dell'operazione militare vera e propria”. Inequivocabile. E allora come mai i politici dell’attuale maggioranza continuano a intorpidire le acque? Hanno forse paura di essere considerati “guerrafondai”? ... Alcune idee si sono fatte largo e sono finite dentro la coscienza di molti, nella loro etica, nel modo di concepire i rapporti tra esseri umani. Una di queste idee è che non esista più giustificazione alcuna per la guerra. Né etica, né storica, né politica. Per quel movimento di coscienze, nessuna guerra sarà “mai più” accettabile né negoziabile.[16]

    Il numero dei morti nelle numerose operazioni belliche della Nato viene omesso, e il nemico viene genericamente chiamato "Talebano", che in Occidente è sinonimo di "terrorista".
    Il termine "terrorismo" non è ancora stato definito chiaramente nella legislazione americana, né in quella europea. Le autorità europee e americane menzionano spessissimo il termine "lotta al terrorismo", senza darne una definizione chiara e univoca. Il rimanere nel vago permette la mancata distinzione fra terrorismo e proteste dei civili contro governi ingiusti o contro l'occupazione straniera. La distinzione sarebbe di importanza notevole per la tutela dei diritti umani.

    Nel Patriot Act, approvato il 24 ottobre del 2001, il concetto di "terrorismo interno" è talmente vago che è possibile farvi rientrare tutti i reati non a scopo di lucro in cui si sia fatto uso di "armi o dispositivi pericolosi" che "appaiono tesi a influenzare la politica di un governo con l'intimidazione o con la coercizione, (o) mettano in pericolo la vita umana in violazione del diritto penale". Una definizione così vaga permette di avere un campo d'azione assai ampio, violando i diritti umani.
    Per quanto riguarda i rapimenti, in Afghanistan, come in Iraq, i rapimenti avverrebbero da parte della comune criminalità a scopo di estorsione, oppure da parte degli anglo-americani, per fare in modo che la resistenza venga criminalizzata. Non si tratta, come nel caso della Nigeria, di rapimenti attuati da parte della resistenza per attrarre l'attenzione dei media sulla situazione locale, perché l'Iraq e l'Afghanistan sono già presenti all'attenzione dell'opinione pubblica molto di più che non l'Africa.

    Gli anglo-americani, attuando rapimenti di giornalisti o occidentali, attraverso manodopera locale, otterrebbero diversi vantaggi: far capire agli occidentali che chi avversa il potere degli occupanti agisce da criminale terrorista, e intimidire i giornalisti occidentali, in modo da tenerli lontani da alcune zone, per scongiurare il pericolo che possano emergere fatti sconcertanti, come omicidi mirati di civili, o torture contro semplici cittadini. Inoltre, attraverso i rapimenti, l'attenzione viene dirottata sui presunti crimini dei Talebani così da far passare sotto silenzio i numerosi e quotidiani crimini della Nato. Ciò è avvenuto anche in Iraq. Ad esempio, poco tempo prima delle operazioni che avrebbero distrutto Falluja, avvennero diversi rapimenti di giornalisti che erano diretti in quella città. Farli rapire ha significato accrescere i sentimenti negativi contro la resistenza, e ha evitato che quei giornalisti vedessero la distruttività con cui gli americani si accanirono contro la città di Falluja, utilizzando anche terribili armi chimiche, che decimarono la popolazione mentre si trovava in preghiera nelle proprie case.

    Il 4 marzo, gli americani spararono sulla folla che protestava, uccidendo almeno 16 afgani e ferendone 29. Successivamente, costrinsero i fotoreporter a cancellare le immagini dell'evento. Il giorno successivo, la Nato bombardò Kapisa, distruggendo diverse abitazioni e sterminando un'intera famiglia. Nove persone morirono, di cui due erano bambini e cinque donne. Il rapimento del giornalista Daniele Mastrogiacomo è avvenuto proprio mentre la Nato stava attaccando ferocemente alcune zone del paese, uccidendo numerosi civili. Si trattava della più importante offensiva dal 2001, fatta mentre migliaia di persone protestavano per le stragi di civili ad opera delle truppe americane e gridavano "morte agli americani". L'operazione, chiamata "Achille", vedeva in azione ben 4.500 soldati della Nato (in Afghanistan ci sono 33 mila soldati Nato) e mille afgani. L'operazione è stata insabbiata dai media anche grazie alla notizia del rapimento del giornalista italiano. Ad oggi non si conosce il numero delle vittime.

    Il giornalista di Repubblica, poco prima del rapimento, era entrato in contatto con alcuni agenti di sicurezza afgani, che gli avevano riferito che era stato assai preoccupante l'attacco kamikaze contro il vicepresidente americano Dick Cheney, dato che "la visita era del tutto segreta e sconosciuta". Mastrogiacomo aveva notato che c'era un contatto fra le reti di intelligence e i cosiddetti Talebani. 
    Il "terrorismo" o l'etichetta di "Talebano" sono molto utili alle autorità americane per nascondere al mondo intero le condizioni pazzesche in cui hanno ridotto alcuni paesi. Ogni tanto qualcuno lascia trapelare qualcosa di vero. Ad esempio, il governatore della provincia pachistana del Belucistan ha confessato: "c'è il rischio che la guerra dei talebani diventi una guerra di tutto il popolo. Non lo si può sterminare tutto." E' proprio per questo che l'esercito più potente del mondo, aiutato dai suoi alleati, è ancora lì a combattere dopo oltre cinque anni di guerra, perché il popolo "non lo si può sterminare tutto".

    Per capire chi è il vero nemico indicato dagli Usa è necessario analizzare i fatti. Se questo nemico fosse, come da loro indicato, costituito da un gruppo di criminali, come mai una superpotenza con capacità di controllo abnormi non riesce ad arrestarli? Come mai Dick Cheney , che esalta la potenza americana, sostiene che si potranno avere 50 (cinquanta) anni di lotta al terrorismo? Se si trattasse di una banda di delinquenti, come mai non si utilizzano i metodi investigativi e dell'intelligence di cui gli Usa sono esperti? E' credibile che una banda di criminali, per giunta descritta come priva di equilibrio psichico, possa sfidare una superpotenza che tiene in scacco il mondo intero?

    C'è qualcuno che crede che l'esercito più potente del mondo, con l'appoggio di tutti gli altri paesi della Nato non possa sconfiggere poche migliaia di presunti "Talebani"? Se ciò non accade è perché i nemici degli anglo-americani e della Nato non sono poche migliaia di persone, ma quasi l'intero popolo afgano, che non accetta, come il popolo iracheno, l'occupazione straniera del proprio paese. Anche il diritto internazionale accetta come legittima difesa la sollevazione contro l'oppressore. 
    Il "terrorismo" è agire per far paura, per uccidere senza pietà pur di imporre il proprio dominio. La domanda è: in Afghanistan e in Iraq chi sono i terroristi?

    Dal 2001 ad oggi, questa assurda guerra in Afghanistan ha causato almeno 50.000 vittime. Dopo l'11 settembre, oltre 500.000 afgani si sono rifugiati  in Iran o in Pakistan. Oggi ci sono almeno 5 milioni di rifugiati afgani. In Afghanistan ci sarebbero 7 mine inesplose per ogni abitante, e ogni mese ne esplodono in media 88, ferendo, mutilando o uccidendo. Per fare in modo che le vittime siano bambini, gli americani hanno fabbricato mine a forma di bambola, di penna stilografica, o con colori simili ai pacchi-viveri che vengono distribuiti dalle organizzazioni di beneficenza. 
    La maggior parte del popolo afgano vive in estrema miseria, senza acqua potabile, elettricità, scuole, ospedali, casa e lavoro. La vita media degli afgani è di 44 anni, e soltanto il 29% della popolazione è alfabetizzato. Il salario medio è di 40 dollari, ma gli affitti costano in media 200 dollari al mese e il cibo per una famiglia costa altri 200 dollari. Il 70% della popolazione afgana è sottonutrita. Migliaia di donne, rimaste vedove o senza famiglia, per la disperazione sono entrate nel giro della prostituzione, che è aumentato in seguito all'occupazione americana.

    Le autorità occidentali hanno letteralmente distrutto l'Afghanistan, come spiega Mamdani Mahmood: "Su una popolazione iniziale di venti milioni, un milione è morto, un milione e mezzo è stato mutilato, altri cinque milioni sono diventati profughi, praticamente tutti i venti milioni hanno dovuto lasciare la propria casa. Infine, l'Onu ha calcolato che circa un altro milione e mezzo è clinicamente impazzito, mentre il resto della popolazione vive oggi nel paese più minato del mondo".[17] 
     Attualmente si sta svolgendo una guerra aerea terribile, con oltre 60 "missioni di appoggio ravvicinato a truppe Isaf" al giorno. Il numero dei morti e dei feriti non viene detto, e i nemici vengono sempre definiti in modo vago come "insorti", "ribelli", terroristi o Talebani.

    Sarebbe ora che si dicesse la verità: il colonialismo occidentale non è mai finito, e da secoli si vale dei metodi più criminali per sottomettere le popolazioni, utilizzando la giustificazione paradossale di difendere la "democrazia" o i "diritti umani". Le autorità occidentali spacciano i crimini per filantropia. "Pacificare" per loro significa sottomettere al potere occidentale, e per gli afgani ciò equivale ad accettare di vivere in estrema miseria e rimanere sotto occupazione militare, col pericolo continuo di essere uccisi o torturati. Questo spiega perché il popolo afgano preferisce sollevarsi e combattere anziché rassegnarsi.  
    Molti occidentali sono convinti che le truppe della Nato garantiscano i diritti umani contro il fanatismo e la crudeltà dei Talebani o dei "terroristi". Ma dai fatti è evidente che le autorità occidentali non sono affatto disinteressati e motivati dalla difesa dei diritti umani, né in Afghanistan né in altri paesi occupati militarmente dalle truppe dell'Onu o della Nato.

    Non si può più negare che esiste una resistenza civile contro l'occupante americano. Questa resistenza è anche pacifica, e si articola attraverso proteste, manifestazioni, associazioni per i diritti umani ecc. Ad esempio, l'Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell'Afghanistan (Rawa)[18] lotta per i diritti delle donne calpestati anche dalla costituzione confessionale stilata dagli americani. 
    La guerra in Afghanistan non finirà finché il Paese sarà occupato dagli Usa. La militarizzazione ha lo scopo opposto rispetto a quello propagandato: nega alle popolazioni il diritto all'autodeterminazione e alla libertà. I diritti umani vengono utilizzati come pretesto per attuare le operazioni di guerra più feroci.

    Le popolazioni che subiscono le operazioni di peacekeeping non godono degli stessi diritti che abbiamo noi, perché il loro paese è occupato e dominato da forze straniere, che per tenerli sotto controllo le terrorizzano e perpetrano ogni sorta di crimine, in nome dei "diritti umani" e della "missione di pace".

    Autrice del libro: "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"  

    Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittature. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).

    [1] Washington Post, 1 giugno 1979.
    [2] Pilger John, I nuovi padroni del mondo, Fandango Libri, Roma 2002, p. 143.
    [3] Ahmed Nafeez Mosaddeq, Guerra alla verità. Tutte le menzogne dei governi occidentali e della Commissione "Indipendente" Usa sull'11 settembre e su Al Qaeda, Fazi Editore, Roma 2004, p. 14.
    [4] Intervista di Zbigniew Brzezinsky a Le Nouvel Observateur , 15 Gennaio 1998.
    [5] Pilger John, I nuovi padroni del mondo, Fandango Libri, Roma 2002, p. 144.
    [6] "From US, the ABC's Of Jihad. Violent Soviet-Era Textbooks Complicate Afghan Education Efforts", Washington Post, 23 marzo 2002.
    [7] L'intervento degli Usa in Afghanistan nel 2001 aveva lo scopo di impedire ai talebani di continuare le loro politiche contro la produzione di droga. Nel 2001 la produzione di oppio era  scesa del 90%, ma in seguito all'intervento americano i contadini ripresero a coltivare papaveri. Nel 2001 vennero prodotti 185 tonnellate di oppiacei, mentre nel 2002, sotto il governo dell'ex agente Cia Hamid Karzai, si ebbero 3400 tonnellate di oppio.
    [8] Margolis Eric, "U.S.-Russian Crusade Against Osama Bin Laden", The Toronto Sun, 4 dicembre 2000, cit. in Ahmed Nafeez Mosaddeq, op. cit. p. 38.
    [9] Ahmed Nafeez Mosaddeq, op. cit. p. 41.
    [10] La stima è del professore di Economia all'Università del New Hampshire, Marc Herold, sulla base dei rapporti di agenzie umanitarie, di testimoni oculari, dell'Onu, giornalisti e  agenzie internazionali.
    [11] http://www.informationguerrilla.org/index.php/tag/afghanistan/
    [12] http://www.stopusa.be/scripts/texte.php?section=BY&langue=5&id=22893
    [13] Furedi Frank, New ideology of Imperialism, Pluto, Londra, 2004, p.116.
    [14] http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=7306
    [15] Il manifesto, 21 settembre 2006.
    [16] www.peacereporter.net
    [17] Mamdani Mahmood, Musulmani buoni e cattivi. La guerra fredda e l'origine del terrorismo, Laterza, Bari 2005, p. 285.
    [18] La Revolutionary Association of Women of Afghanistan (Rawa) venne creata nel 1977 a Kabul da Meena, una donna afghana uccisa nel 1987 in Pakistan. L'associazione lotta per i diritti umani e la giustizia sociale in Afghanistan.

     

    March 19

    ...pan per focaccia...

    ...In questi giorni in cui ho dovuto per vari motivi trascurare un pò questo mio spazietto sono stata sommersa dalla stessa mail sulla petizione on line sull'idrogeno che proviene dal blog di Beppe Grillo che vi riporto e su cui mi soffermo un attimo a riflettere. La mail dice:


    Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili.

    In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!!

    Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli!

    L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli!

    Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.

    Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti!

    Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie.

    PER FIRMARE LA PETIZIONE SUL LINK QUI SOTTO:



    http://www.petitiononline.com/idrogeno/petition-sign.html



    PS: per favore, fatela girare, questa e' seria ... non diciamo poi che non cambia mai niente se non ci impegniamo almeno in queste occasioni. 

    Allora comincerei col dire, che per quanto lo ritenga quasi sempre in buona fede forse Beppe Grillo ogni tanto dovrebbe pensare più a fare il comico e lasciare parlare di certi argomenti gli addetti ai lavori, al fine di evitare di diffondere un' iniziativa come questa abbastanza infondata e senza senso.

    A parte il fatto che mi chiedo il in quale strana campana di vetro sia vissuto promotore di tale petizione  fino al momento di svegliarsi e di pensare di avere il potere di cambiare la politica delle multinazionali del petrolio solo con una raccolta firme. Non lo sa, il signore in questione che ci sono orde di associazioni di ambientalsti consumatori, no-global, pacifisti di tutto il mondo che da decennni lottano per mettere fine al monopolio mondiale dell'alimentazione a petrolio in quanto, non solo maggior responsabile dell'inquinamento terrestre ma anche, principale causa per cui negli ultimi 20 ann si sono viste muovere ingiuste e sanguinarie guerre. Poi ci pensa adesso al futuro dei suoi figli, solo adesso che si comincia a senitre le prime vere e concrete avvisaglie del surriscaldamento globale causato dall'effetto serrà, non pensa che forse sia un pò tardino?

    Ma principalemente quello che voglio contestare è proprio la richiesta fatta in questa petizione. IL signore illuminato chiede che vengono istallati a fianco di ogni pompa d benzina un distributore ad idrogeno per favorire, scrive, l'utilizzo delle vetture ad idrogeno nella cittadinanza. Ma quello che forse il signore non sa è che per quanto giusto pochi giorni fa diversi paesi europei si siani impegnati a sostenere il progetto di case automobilistiche quali la BMW, la Honda e la Mercedes, per la produzione di alcune auto ibride ad idrogeno - ibride nel senso che sarenno alimentate sia a idrogeno che a benzina - alla luce degli obiettivi prefissati dal parlamento di bruxelles per la riduzione del gas serra antro il 2020 attraverso l'investimento in fonti rinnovabili, e che proprio in italia diverse realtà stanno investendo nell'idrogeno come Napolii e Benevento che stanno per mettere a disposizione del loro corpo dei vigili urbani il motorino ad idrogeno, a tutt'ora al mondo esistono pochissime macchine alimentate anche a idrogeno di propretà di privati e la maggior parte si trovano oltre oceano quindi la proposta di costruire distributori per tutta la penisola risulta abbastanza dispendiosa nonchè prematura perchè e inutile illudersi, le spese ricadrebbero in parte sulle spalle delle amministrazioni locali altro che multinazionali - .Forse sarebbe più opportuno firmare qualcosa affinchè chi ci amministra dimostri davvero di investire in fonti alternative e rinnovabili, come promesso dal nostro leader i giorni scorsi. Tra l'altro  un distretto ad idrogeno, il terzo in Europa  esiste già sul nostro territorio ed è situato sulla statale vicino Pontedera. Non solo, ritengo che quando ci si prende la briga di mettere su un' iniziativa di questo tipo bisognerebbe essere perlomeno informati sull'argomento. Nella mail qui sopra si sostiene una tesi falsa, quella dell'idrogeno come fonte a inquinamento zero. Purtroppo l'idrogeno non si trova in natura, non è una fonte bensì un vettore che viene ricavato per elettrolisi mediante la combustione di fossili, procedimento che produce aimè scorie inquinanti. Con questo non volglio certo affossare le speranze che molti di noi riversano nella sperimentazione sull'idrogeno, anzi la sostengo in un ottica di riduzone del danno, in quanto sempre meno inquinante  rispetto al petrolio, ma è giusto dire le cose come stanno onde a finire poi col sentirsi accusare di vendere pan per focaccia. Infina ritengo che sia del tutto inapropriato il destinatario della petizione. NOn è, secondo me alle multinazionali del petrolio che bisogna appellarsi per salvare il nostro pianeta ma ai nostri governi che devono investire nella ricerca di fondi energetiche alternative con impatto ambientale quantomeno sostenibile se proprio non pari a zero, e alla coscienza di ognuno di noi che facciamo presto a lamentarsi che non esistono più le mezze stagioni, che l'estate è sempre più calda e dell'inverno che non arriva , ma tardi a lasciare la macchina parcheggiata sotto casa o ad indovinare il cassonetto giusto per buttare la spazzatura.



      
    February 09

    ...maleDI.co....

    ebbene ci siamo..a quanto sembra è pronto il decreto di legge sulle convivenze di fatto, frutto di una dura contrattazione interna della maggioranza che ha visto un inaspettato Rutelli ingoiare un rospo, che poi si è rivelato nemmeno troppo amaro, e correre in appoggio del disegno di legge della sua collega di partito Rosy Bindi affiancato da un inaspettato numero di 60 parlamentari appartenenti ai diversi schieramaneti, che hanno offerto il loro accorda alla legge come risposta ad una necessiatà di uno stato LAICO, quasi a risposta alle ipotesi secondo cui il testo di legge sarebbe stato sottoposto a controllo della comunità evangelica ancora prima di essere presentato alle camere, come si legge su alcune testate on line quali gaytv.it, e da Mastella che ci ha fatto il favore di non presenziare al voto alla camera. Se qualcuno di voi resterà stupito nell'apprendere che il decreto sia passato senza nessun intoppo , per ora alla camera, aspetti di leggere il ddl che sarà reso pubblico oggi, e di vedere come queste nuove forme di unione chiamati "DI.co" si discotino completamente dall'idea iniziale dei PACS con cui lo scorso aprile ci hanno ingannato per farsi mandare al governo.
    Già la nomenclatura DIco: Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, lascia trapelare l'idea che ci stiamo inoltrando in un terreno minato e che rischiamo di saltare in aria. E dalle indiscrezioni il testo non è meno complesso e complicato ,non che enormente attento al valore pregnante dei termini usati. Infatti nell'articolo uno, quello che ha scatenato un aut aut da parte non solo della comunità ecclesiastica- che si schiera sempre e comunque cotraria al decreto, ma che dovrebbe avere il buon gusto di rassegnarsi all'evidente divisione dei poteri che nei paesi civilizzati è avvenuta nel settecento- ma di alcuni esponenti della stessa margherita, partito di appartenenza di una delle madrine del ddl, si parla del riconoscimento della coppia all'anagrafe e si dice che i convinenti più che un PATTO firmeranno un modulo definito contestuale, ma non congiunto la cui validità sarà confermata previo raccomandata indirizzata ai conviventi col quale viene resa nota la convivenza reciproca. Già solo questo rasenta l'impensabile, l'impossibilità in italia di costituire una legge che garantisca un minimo di diritti da paese civile. Ma lo scempio dell'originale idea dei PACs continua attraverso l'articolo quattro, quello che regolamenta il diritto dell'assistenza in caso di malattia e per il quale non cambia praticamente niente, in quanto la decisione viene affidata alle strutture stesse a cui toccherà "disciplinare le modalità di esercizio del diritto di accesso del contestuale ". SE non altro un passo avanti però in materia di salute lo abbiamo fatto in quanto sarà permesso ai conviventi di designare l'altro come rappresentante in merito alle decisioni legate alla salute e in caso di morte. E  se proprio i conviventi devono avere la brutta abitudine di morire devono ricordarsi di farlo solo e soltanto dopo almeno 3 anni di convivenza, altrimenti al patner non spetterà la pensione di irreversibiltà, e almeno 9 nel caso fossero in possesso di beni patrimoniali che passerebbero in eredità. Anche se forse in questo caso la cosa migliore sarebbe ricorrere al caro e vecchio testamento, perchè il nuovo disegno di legge prevede che l'eredità dovrà essere divisa non solo coi figli - qualora ci fossero, e come sarebbe giusto- ma in mancanza di questi con i parenti più stretti fino al terzo grado. Insomma se sembra che tutti si lancino in sprazzi di entusiamo per esser risuciti a fare una legge, che probabilmente verrà approvata senza ricorrere alla fiducia, in realtà l'unico passo avanti pare essere la mancanza della discriminante sessuale delle coppie conviventi, ma la strada di questo decreto è ancora lunga e non mi meraviglierei se alla fine si facesse qualche altra modifica.
    Intanto arrivano notizie dagli altri paesi, per esempio la gran bretagna, in cui il matrimonio tra omosessuali è permesso e non solo, una legge approvata a fine 2006 obbliga tutti gli istituti che si occupano di adozioni a non considerare più, non solo il matrimonio come discriminante per dare un figlio in adozione, ma anche l'orientamento sessuale dei genitori, dando un esempio comcreto  di come si fa a creare veramente un cambiamento nella concezione tradizionale che abbiamo della struttura sociale con tutte le sue componenti. 
     
    February 02

    veronica e silvio....CHI SE NE IMPORTA!!!...

    Allora a rischio di esser impopolare e di suscitare le critiche di tutti coloro che hanno visto nella lettera della moglie del nostro ex premier Veronica Lario al quotidiano "La Repubblica" in cui si lamenta della condotta poco rispettosa del suo consorte al telegatto, occasione in cui Silvio si è lasciato scappare qualche affermazione maschilista e di cattivo gusto verso alcune donne dello spettacolo, un atto di enorme coraggio e un passo avanti per l'emancipazione femminile, dico MA CHI SE NE IMPORTA!!!! La signora Lario divide la sua vita con il caro Silvio da 27 anni e non credo che sia la prima volta questa in cui il suo grottesco consorte la umilia davanti alle telecamere, mi sembra proprio ridicolo tutto questo polverone per delle stupide affermazioni di  cattivo gusto.  Poinfondo ha fatto dichiarazioni ben più gravi e meno rispettose nei confronti della signora Veronica, basti pensare a quando ha fatto allusioni su una sua relazione sentimentale con Massimo Cacciari, affermazione - tempestivamente smentita dall'allora sindaco di Venezia -  che a mio avviso è ben più lenitiva della sua dignità di donna rispetto a delle battute sulle tette di Aida Yespica - che per giunta sono pure finte -  . Ma è  più interessante notare la tempestività di questa lettera proprio in un momento in cui la famiglia tradizionale è messa in dubbio dalla imminente - si spera -  legge sulle unioni di fatto...niente mi toglie dalla testa che l'offesa della Lario non voleva essere altro che un' occasione in più per Berlusconi di fare pubblica ammenda e mostrarsi agli occhi dell'italiani come un uomo dedito alla famiglia che ha il difetto di essere leggermente zuzzurellone in pubblico.Che poi la lettera dell' ex firsth lady sia ricca di spunti e di riflessioni intelligenti non lo nego ma mi domando se sia giusto che la signora che ha sposato di sua volontà il nanetto stia a lamentarsi  sulle testate nazionali con noi, che del suo compagno ne abbiamo già avute abbastanza.
    La notizia della crisi familiare del nano malefico ha rimbalzato ieri per tutte le testate tranne le reti mediaset che si sono viste di nuovo tacciare di faziosità per non aver parlato delle difficoltà coniugali di Silvio. Peccato che a mio avviso siano stati ben più faziosi coloro che hanno dedicato a questa storia più di quanto meritrasse. Perchè il meccanismo di strumentalizzazione che i mass media operano sull'opinione pubbblica è ben molto più complesso rispetto a quanto si possa credere, e non usa solo la censura e l'omissione ma ha strumenti ben più raffinati, mirati a  spostare  a vantaggio di questo o di quello l'attenzione pubblica così che si distragga da altre cose, quali appunto la discussione sulle coppie di fatto oppure il voto - che si è tenuto ieri - sull'ampliamento della base a VIcenza così che ci ci amministra destra o sinistra che sia sono liberi di fare i loro comodi..
    January 31

    ..pacs nostri...

    Finalmente, dopo quasi 10 mesi dall'inizio mandato alla ribalta dll'opinione pubblica è arrivata la questione dei PACS. Purtroppo però questo improvviso interesse mediatico sull'argomento propagandistico del periodo elettorale, del quale come di tanti altri si era perso le tracce, non è dovuto alla stesura definitiva di una legge che ci porterebbe ad essere al pari di altri paesi europei - quelli sicuramente più civili di noi - quali per esempio la francia, dove il numero delle coppie di fatto, legalizzate ormai da anni supera o quelle unite da matrimonio, quasi a dimostrare l'importanza di avere un'alternativa  ad un tipo di contratto, quello matrimoniale che implica, volente o nolente, tutta una serie di valori che non sono più universalmente condivisi, bensì  alle parole di "sintesi" del nostro capo dello stato Giorgio Napolitano al leader spagnolo Luis Zapatero, in cui esprime apprezzamento per le scelte progressiste della Spagna in materia di unioni omosessuali, ma lo avverte e ci avverte, che in Italia ciò non accadrà e che il  governo riuscirà a trovare una sintesi tra le diverse posizioni all'interno della colaizione e rispetterà anche le preoccupazioni della chiesa. Subito Prodi risponde rassicurando tutti i cattolici d'italia che terrà conto della loro opinione, e figurarsi se non lo fa lui ex democristiano...e la chiesa, per mezzo di monsignor Giuseppe Betori elogia l'intervento di Napolitano, perché "ha parlato di sintesi, e una sintesi si fa nel rispetto delle identità, altrimenti diventa un compromesso o una medazione",ma prosegue con un "ragionevolisissimo" "un cattolico non può rinunciare ai propri principi". Ora  a prescindere dal fatto che a me le parole di Napolitano mi siano sembrate nè più nè meno che parole di un capo dello stato che tiene molto a rimanere super-partes e che mostra un certo timore, visti i precari equilibri di questo governo, nel predere posizioni, poi non capisco proprio come il permettere ai non cattolici di vivere secondo i propri di principi implichi che questi debbano rinunciare ai loro.Evidentemente il pensiero religioso ha logiche che io non conosco...
    Ma comunque il problema delle unioni di fatto deve essere analizzato anche da un altro punto di vista che è quello comunicativo. Leggendo in giro tra giornali siti e forum ho notato che troppo spesso si confonde la necessità di una legge che tuteli i diritti di chiunque non voglia sposarsi con la prospettiva di rendere legali le unioni tra persone dello stesso sesso, dando per scontato che a qualsiasi coppia etero sia permesso sposarsi. Ma così non è..pre esempio in Italia i tempi per potersi risposare dopo un divorzio sono abbastanza lunghi, e a prescindere dal fatto che la chiesa non accetti il divorzio, la legge dovrebbe tutelare anche queste persone e assicurar loro il diritto ad assistersi nella malattia o di riscuotere la pensione in caso della scomparsa di uno dei "coniugi". Purtroppo sin dall'inizio della campagna elettorale quando si è parlato di legge sui pacs è sempre stato chiaro che non ci sarebbe la svolta spagnola ma lo spettro del matrimonio tra omosessuali continua ad essere portato a baluardo della campagnia contro i pacs senza che il governo riesca a chiarire il malinteso.
    Sul tema è intervenuto anche il presidente del Senato Franco Marini dicendo che il disegno di legge Bindi-Pollastrini su cui sta lavorando il Governo e' un lavoro serio e che rispetta la Costituzione. Marini ha sottolineato che "l'ipotesi su cui si lavora e' concettualmente lontana dai pacs e dei simil-matrimoni, ma affronta i diritti delle persone, che non possono essere discriminate". Speriamo che nei loro piano rientri anche eliminare la discriminante sessuale che regola le unioni di fatto...ma l'impresa mi sembra impossibile da compiere specialmente da Rosy Bindi.
    .
    January 19

    ..Vicenzarmy...

    ebbene si...per l'ennesima volta il padrone Usa chiama e l'italia mesta risponde...Il Governo prodi ha deciso per il si all'ampliamento della base nato a Vicenza. La decisione di prodi, che si era dichiarato pochi giorni fa completamente all'oscuro della faccenda, ma che pare si sia preso ben poco tempo per decidere, dato i pochissimi giorni che sono trascorsi tra questa dichiarazione e l'approvazione del progetto, pare non essere motivata da ragioni politiche ma urbanistiche, infatti è vantaggiosissimo per una popolazione avere una base militare all'interno della città...è il sogno di tutti noi..certo i vantaggi economici saranno tantissimi, per gli orafi e, per chi ha case da affittare, come ha detto al telegiornale la signora impellicciata che manifestava pro-usa.. e siamo tutti contenti così..che importa se alla maggior parte della cittadinanza protesta e chiede il referendum, del resto questo governo , si giustifica, ha dovuto cedere agli accordi del precedente..mica si può venir meno ad un accordo se non a quello col proprio elettorato, a cui era stata fatta una promessa di discontinuità su certe politiche che non c'è affatto..e lo vediamo dall'imminente rifinanziamento della missione in Afghanistan, che potrei dire, rende il ritiro dall'Iraq un enorme beffa alla faccia di tutti noi che li abbiamo votati.Che poi questa bandiera dei vantaggi economici se proprio lo vogliamo dire è una grande bufala, nell'ultimo anno abbiamo speso 366 milioni di dollari come costi diretti di contributi all'amministrazone americana, a cui si aggiungono gli oneri indiretti quali opere di urbanizzazione, sgravi fiscali sulle utenze e varie altre spesuccie varie. Per non parlare dell'impatto ambientale che la costruzione di base ha sui territori: inquinamento, dissesto del territorio, malattie tumori come nel caso di Aviano.
    Con questa mossa il governo ,a poche settimane dalla sentenza della Corte di Cassazione che assolve i tre imputati della strage di Ustica, seppellendo per sempre nell'ombra uno dei più agghiaccianti misteri della storia recente, che coinvolge voli usa, missili libici e 81 poveri cristi che si trovavano a passare da quei cieli che non riceveranno giustizia, e alla luce di altri fatti quali il Cremis e il Moby Prince, il cui processo è di recente riaperto poichè sono state trovate le immagini satellitari, che probabilmente confermerebbero la presenza di navi Usa nei mari davanti a Livorno, quando il traghetto moby prince fuori rotta, urtò la petroliera agip abruzzo spezzando 140 vite, ha mostrato di non avere un minimo di dignità e di rispetto per i propri cittadini..Insomma inchiniamoci ai padroni del mondo mentre passeggiano sui tappeti rossi che gli stendiamo nel nostro paese..olè!
    January 06

    ...vendiamo anche la luna...

     
    Da "il Corriere della sera.it", 4 gennaio 2007..
    "Chiedi la Luna? Ora puoi comprarla
    Incredibile ma vero: due società vendono lotti di «terreno» lunare. E guadagnano milgliaia di euro. Il record di vendite? In Israele
     
     
    GERUSALEMME (ISRAELE) - Chiedi la luna, dice un proverbio. Adesso però c'è qualcuno che è pronto venderla, al prezzo di 60 dollari (circa 45 euro) per mezzo dunam (circa 500 metri quadrati).
     
    IL PREZZO DELLA LUNA - Tanto hanno pagato un migliaio di israeliani che nelle scorse settimane hanno "opzionato" un proprio appezzamento sulla Luna, da una società finanziaria che non si sa come si è arrancata il diritto di vendere la superficie lunare. Secondo Daniel Yaron, amministratore delegato di Crazyshop, la compagnia che nello Stato ebraico commercializza i lotti sul nostro satellite, questa «corsa alla Luna» ha due ragioni: «La prima è il piacere di regalare un pezzo di terreno sulla Luna. L'altra è la prospettiva di rivalutazione, ora che il progetto sembra sempre più realistico dopo la decisione della NASA di costruire una base con equipaggio umano entro il 2020». Allo stato attuale, ammette Yaron, l'appezzamento è inutilizzabile, ma «nel futuro l'investimento potrebbe fruttare, in un modo o nell'altro: dopotutto è una questione di lungimiranza, se 70 anni fa qualcuno avesse detto «compriamo terra in Israele» la gente avrebbe chiesto «perché dovremmo?»." 
     
     Riflessione che a mio avviso sarebbe stata appropriata dal momento che le terre acquistate dagli israeliani 70 anni fa erano già di proprietà dei Palestinesi. Se non altro rincuora che almeno questa volta abbiano scelto zone disabitate  ...
     
    - Allo stato attuale però sarebbe quantomeno incerto il fondamento giuridico su cui si basa la possibilità di vendita di lotti del nostro satellite. Come racconta il quotidiano israeliano «Yedioth Ahronoth», vendere terreni sulla Luna sarebbe possibile solo grazie al fatto che negli anni '70 l'americano Dennis Hope avrebbe registrato a suo nome l'intero satellite, insieme a tutti i pianeti del sistema solare, tranne la Terra. Un'iniziativa resa fattibile dalla legge americana, che permette a chiunque di registrare qualcosa  sotto il proprio nome, a meno che non sia già stato «battezzato» da altri. Al momento dell'acquisto, i compratori ricevono un certificato e una mappa fotografica delle loro proprietá lunari. Finora sarebbero 55 milioni e mezzo gli acri (un acro sono circa 4000 metri quadri ndr) che hanno trovato acquirenti in tutto il mondo.
     
    La Crazyshop però non è l'unica società a vendere lotti lunari. La società britannica MoonEstates vende da anni per 20 sterline (circa 29 euro) un acro di terreno lunare. Decisamente più a buon mercato dell'offerta Crazyshop. Ma abbastanza da far guadagnare ai suoi fondatori milioni di euro. Peccato però che anche loro dichiarino di essere gli unici ad aver garantiti i diritti di vendita dallo stesso Dennis Hope in persona. Un'affermazione che fa assomigliare sempre più la vendita della Luna a quella della Fontana di Trevi effettuata al cinema da Totò."
     
    che dire..speriamo di non dover pagare il copyright...
    December 25

    ....

    Meg
    Elementa
     
    Sono fatta di terra e di pietre
    di erba di alberi e corsi d'acqua
    sono fatta di fango di cielo
    di nuvole e vento
    sono fatta di zolle e radici
    di sabbia di paglia e di fichi d'india
    sono fatta di aghi di pino di asfalto e di pece
    sono fatta di buoi e luce
    Sola me ne sto
    ancora per un pò
    prima di svelarti tutto
    sola me ne sto
    ancora per un pò
    prima di affrontare
    questo lungo viaggio
    Sono fatta di strani disegni
    che fanno al tramonto le rondini
    sono fatta di vicoli scuri
    di plastica e carta
    sono fatta di aspre montagne
    di campi arati e salsedine
    sono fatta di spine di agavi
    puzza di bruciato e iodio
    sono fatta d'amore e odio
    Sola me ne sto
    ancora per un pò
    prima di svelarti tutto
    sola me ne sto
    ancora per un pò
    prima di affrontare
    questo lungo viaggio
    Sono fatta di antichi silenzi
    che a sera diventano canti
    sono fatta di luce di candele
    di pane di burro e di miele
    sono fatta di suoni di passi
    di voci che si fanno pianti
    sono fatta di corse d'estate
    di risa e ginocchia sbucciate
    Sola me ne sto
    ancora per un pò
    prima di svelarti tutto
    sola me ne sto
    ancora per un pò
    prima di affrontare
    questo lungo viaggio....
     
    December 21

    ...c'è sguardo e sguardo...proposte d'arte contemporanea...

                                   
    PRESENTAZIONE CATALOGO mostre 2004-2006 cinema Kino Dessè Livorno

    Siamo lieti di invitarvi alla presentazione del catalogo

    "C'è sguardo e sguardo. Proposte d'arte contemporanea" che si svolgerà

    Venerdì 22 dicembre alle 18 nella sala del cinema Kino Dessè ( via
    dell'Angiolo 19 - Livorno).

    Certi del vostro interesse vi auguriamo un felice Natale e vi aspettiamo per
    un brindisi al nuovo anno... e soprattutto al catalogo!
                                      
    Cdcom-arte e comunicazione-
                                     
    December 10

    ...quando la proprietà è un furto...occupata l'ex sede della Fiat....

    Livorno 8 dicembre 2006..
    Venerdì mattina all'alba i ragazzi del centro sociale Godzilla insieme al Collettivo Perc_aut , al gruppo  femminista C-Attive, e a altre forze antagoniste labroniche, sono entrati nella ex sede dalla Fiat sul viale Petrarca, per una tre giorni di dibattuiti e sensibilizzazione sul problema della casa e sul mutamento che sta subendo la nostra città con il floruit di centri commerciali e quartieri di lusso.Il capannone dell'ex Fiat è da considerare un sito di architettura urbana lasciato abbandonato a se stesso,che ora sembra essere stato ceduto per costruirvi l'Esselunga, ennessimo centro commerciale in un città come Livorno che negli ultimi anni è stata scenario di uno spropositato declino economico che ha visto in successione la crisi del porto, la chiusura del cantiere Orlando e di buona parte delle fabbriche in ultimo la delphi lo scorso febbraio, per cui mi sembra lecito chiedersi a chi sia utile questo fiorire di templi del consumismo quando buona parte della cittadinanza inizia a non arrivare a fine mese. Inoltre il sorgere di nuovi templi del consumo non possono essere visti nemmeno come nuove possibilità di lavoro visto che, e la recente apertura dell'ipercooop a porta a terra ci lo ha dimostrato, sono i primi produttori di lavoro precario sfruttando all'infinito le aberranti possibilità contrattuali proposte dalla riforma Biagi che costringono i giovani a una continua vita da precari.
    Durante questa tre giorni però la questione principale è stata quella sulle politicha abitative a Livorno sulla quale il collettivo Prec_aut (precari autorganizzati) ha prodotto un dettagliato dossier che mi appresto a riassumere.
     
    Quello alla casa è un diritto inalienabile di ognuno di noi..Livorno in passato è stata una della città con il patrimonio pubblico più vasto in proporzione agli abitanti, ma negli ultimi anni, grazie alla legge 560/93, che permette ai comuni agli enti pubblici e ai comuni di vendere fino al 75% del patrimonio immobliare a patto che i proventi siano successivamente reinvestiti nel settore, è stata venduta buona perte del patrimonio immobiliare. Inoltre da diversi anni non vengono costruiti nuovi alloggi popolari con affitti a equo canone - che significa ad affitto coerente al costo della vita - e l'amministrazione comunale - di centro sinistra - sta cedendo il propio patrimonio privilegiando, come nel caso del palazzi Vetro ex sede dell'erario di stato, la vendita a privati e aggirando e variando continuamente le disposizioni del piano ubanistico.
    E' ormai risparuto che negli ultimi anni l'unico settore che sembra non risentire la crisi anche a livello nazionale è quello dell'ediliazia private senza del quale infatti il PIl italiano sarebbe in negativo. Oltre al fenomeno del fiorire di cantieri aperti in ogni angolo cittadino si sta verificando l'allarmante fenomeno appunto dei lotti che come per magia vengono trasformati dalla loro finalità urbanistica a uso abitativo grazie a un uso spropositato del piano regolatore. Il comune negli ultimi anni si è reso colpevole di speculazioni edilizie acquistando a prezzo irrisorio beni immobili ristrutturandoli e rivendendoli a prezzo d'oro invece che adibirli a case popolari. A questo fenomeno si aggiungono anche nella nostra piccola realtà cittadina che a noi tutti piace ritenere lontana da certe dinamiche clientelari e simil mafiose una strana serie di anomalie all'italiana che vedono gli interessi dei sempre soliti noti intorno alle proprietà immobiliari in vendita e lo strano fenomeno delle aste deserte che favoriscono l'abbassamento repentino degli immobili stessi. Prima di concludere si legge nel dossier, sono riportati alcuni esempi di come la politica abitatica di Livorno non sia certo rivolta a venire incontro alle necessità sociali della cittadinanza bensì agli interessi dei suddetti soliti noti, come la questine che riguarda il palazzo di vetro , ex sede dell'erario per il quale la pubblica amministarzione - ds tengo a precisare di nuovo - ha cambiato la destinazione d'uso da uso servizi ad uso abitazione per rendere più appetibile la vendita, non curante delle normative regionali che prevedono che non si costruisca immobili la in zone in cui l'emergenza parcheggi e vivibilità si fa drastica. Inoltre sempre in questo caso si riscontra un altra contraddizione all'italiana..Gli uffici dell'erario che occupavano il palazzo di vetro di cui erano padroni dopo la vendita saranno costretti a pagare l'affitto contribuendo così al progressivo indebolimento del patrimonio pubblico.
    Un altro esempio della speculazione a Livorno è il progetto del quale si parla da anni di Porta a mare.Inizialmente questo progetto prevedeva la costruzione di un porto turistico e di una serie di servizi come bar ristoranti negozi ecc che avrebbero dovuto contribuire ad una rinascita economica della città che dalla chiusura del cantiere versa in condizioni di crisi.Adesso del porto turistico non se ne parla più e l'operazione porta a mare si è rivelata una truffa colossale verso tutti noi cittadini da parte della stessa amministrazione pubblica, che iniza con il  fallimento pilotato del cantiere per arrivare alla cessione dei diritti di costruzione al famoso costruttore Vitelli che detiene la maggioranza degli appalti costruttivi di questa impresa, che prevede la costruzione di 200/300 case nella zona del porto e la riqualificazione della abitazioni esistenti per trasformare lo storico quartiere di Borgo Cappuccini in un villaggio di lusso per proprietari di yacht, senza il minome tentativo tra l'atro di interpellarei cittadini. Adesso i proprietari delle abitazioni in Borgo in vista di questa nuova prospettiva si stanno muovendo per affrettare li sfratti e poter riaffittare le proprie abitazioni a prezzi molto più elevati. E così decine di famiglie si troveranno con l'ufficiale giudiziario alla porta e andranno ad affollare maggiormente i servizi di assistenza dell'emergenza abitativa già di per sè inefficienti loro malgrado. In ultimo c'è lo scandalo delle case popolari alla Padula costruite e in parte mai inaugurate che adesso verranno abbattute. Si tratta di un blocco formato da 50 alloggi pubblici costruiti nel dopoguerra e destinati a case popolari per le quali anni fa fu deciso l'abbattimento in quanto "non conformi alle norme di sicurezza e mancanti si manutenzione". Logicamente il progetto iniziale prevedeva la ricostruzione degli alloggi in un altra zona, inizialmente quella denominata Salviano 2 (il cui progetto è in alto mare da anni) e successivamente inseriti nel progetto ancora più vago del "nuovo centro". Nel frattempo nella zona della Padula è sorta la porta a terra delineando il nascere di un nuovo centro aggregativo urbano quindi le case della padula verranno  abbattute per far spazio a ristoranti ed esercizi commerciali e le poche famiglie che vi abitano andranno dritte in mezzo alla strada insieme alle altre aventi diritto a quelli alloggi popolari che verranno distrutti e mai ricostruiti da nessun'altra parte.
     
    La costituzione italiana garantisce ad ognuno di noi oltre all'ormai trascurato diritto al lavoro, asse fondante della nostra costituzione, quello ad una vita dignitosa e alla salute..Perdere la propria casa ti toglie la dignità e la salute!!!!!
     
    blog collettivo prec_aut : http://precaut.splinder.com/