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日志


6月21日

...processo allo stato...finalmente...

....Manca giusto un mese dall'anniversario, il sesto dei tragici fatti avvenuti a Genova durante il meeting del G8, quando gli scontri cercati e voluti dalle forse dell'ordine e dei loro cari amici black block hanno portato all'uccisione di Carlo Giuliani e alle violenza subite da migliaia di persone andate a manifestare per il nostro diritto ad un mondo migliore - alle quali purtroppo, o per fortuna, al tempo non mi sono potuta unire a causa di un imminente esame universitario - e che improvvisamente si sono trovate rinchiuse a Bolzaneto o peggio massacrate all'interno della scuola Diaz , luogo che era stato messo a disposizione per i manifestanti dallo stesso comune di Genova ma in cui in piena notte ci fu un' ingiustificata irruzione da parte dei reparti cerere della polzia di stato che si avventarono sui manifestanti che riposavano usando gravi violenze. Da due anni a questa parte è in corso un processo contro 26 agenti per quell'irruzione processo che fino a poche settimane fa sembrava essere ad un punto morto ma che invece sembra aver preso una piega positiva dopo le dichiarazioni in aula del vicequestore di Genova ai tempi del g8, Michelangelo Fournier che ha definito quello ha definito lo scenario che li si è presentato al momento del suo ingresso nella scuola quell'orrenda notte "una mattanza mesicana", con i poliziotti che si avventavano con estrema violenza su manifestanti inermi. A seguito di queste dichiarazioni e di alcune intercettazioni telefoniche il capo della polizia Gianni de Gennaro, ai tempi di Genova 2001 questore del capoluogo ligure, è da ieri indagato di concorso nel reato di falsa testimonianza di Francesco Colucci ex questore di Genova , che sarebbe stato istigato da de gennaro a dire il falso in forza dei rapporti gerarchici che intercorrevano tra due. Per quanto De Gennaro sia sempre stato ritenuto il vero responsabile dei fatti avvenuti la notte tra il 20 e il 21 di luglio 2001 non si era mai riusciti a trovarne le prove fino a quando non sono venute fuori delle intercettazioni telefoniche tra il capo della polizia e l'ex vicequestore, che lo scorso maggio aveva presentato in aula una versione dei fatti del tutto diversa da quella resa all'inizio dell'inchiesta, e che mirava a cancellare una volta per tutte le responsabilità della polizia nei tragici fatti, e che sembra essergli stata suggerita telefonicamente da De Gennaro in persona. Il presidente del consiglio Romano Prodi prontamente stavolta ha stabilto, in accordo con i suoi alleati, la rimozione del capo della polizia dal suo incarico, decisione che ha fatto inbufalire i leader dell'opposizione Berlusconi in primis, che vanta la nomina del personaggio alla carica di capo delle " forze del male " poco dopo gli sconcertanti fatto di Genova, che hanno fatto presente il proprio disappunto - unito ad altri disappunti - al capo dello stato , e a noi italiani attraverso una conferenza stampa al quanto grottesca durante la quale l'ansimare del redivivo Umberto Bossi mi ha fatto inutilmente sperare in un colpo apoplettico in diretta televisiva. L'ombra della defenestrazione di De Gennaro era calata a palazzo già la scorsa settimana ma si era deciso dietro consiglio di Clemente Mastella, altro personaggio che credo sia molto adirato per questa storia, di aspettare gli sviluppi giudiziari, sviluppi che per fortruna sembrano essere positivi. Senza lasciarsi trasportare dall'ottimismo e ricordando sempre che siamo ancora lontani dalla verità e dalla giustizia questo sviluppo nel processo della scuola Diaz sembra un lieve segnale verso un cambiamento di rotta rispetto alla posizione garantista che era stata presa dallo scorso governo nei confornti delle violenze di cui troppo spesso le forze dell'ordine si sono rese responsabili nei confronti dei cittadini, specialmente se messo in relazione alla notizia sempre di ieri del rinvio a giudizio nei confronti dei 4 poliziotti responsabili della morte di Federico Aldrovandi il 24 settembre del 2005, diciottene, di ritorno da una serata con gli amici e morto per soffocamento durante una collutazione con gli agenti.
6月16日

....sono finite le speranze di vivere in democrazia...

Passata una settimana dalla storica e non tanto gradita visita del presidente USA George Bush a roma ieri si è cominciato a capire quale fosse il vero scopo di tale evento. Per quanto per i giorni precedenti e quelli immediatamente successivi alla visita governo e media abbiano cercato - riuscendoci- come al loro solito di spostare l'attanzione degli italiani sulla manifestazione, sugli scontri e su una stupidissima scritta fatta in via Fani che paragonava George Bush ad Aldo Moro dimostrandosi frutto di una mano ignorante che evidentemente ben poco sa della storia di quegli anni e dell'omicidio altrimenti si sarebbe reso conto del complimento  che ha fatto al presidente Usa e dell'insensatezza di ciò che ha scritto, ma che ha destato lo sdegno di giornalisti e politici, specialmente d quelli che in quegli anni c'erano, che si sdegnano ma ancora non ci pensano nemmeno a raccontarci come mai Aldo Moro è stato lasciato morire, ieri i nodi sono venti a galla attraverso la dichiarazione fatta in conferenza stampa dall'ambasciatore Usa Ronald Spogli che annuncia il benestare all'ampliamento della base Dal Molin a Vicenza da parte del governo, governo che non ha ritenuto nemmeno corretto e necessario verso il suo elettorato darci questa lieta notizia. Elettorato che ha più volte dimostrato ai suoi pseudo interlocutori una certa insofferenza verso le poltiche filo USA di una coalizione che solo 2 anni fa scendeva in piazza contro la guerra senza se e senza ma e che adesso per bocca del ministro degli esteri Massimo D'Alema si definsce gli USA com i nostri migliori amici. Per non parlare del vergognoso voltafaccia di Bertinotti - personaggio che io stimavo moltissimo - la cui voce non si sente da circa un anno se non quando si è recato in libano e ringraziare i nostri ragazzi impegnati nei territori di conflitto...Strane parole dette da colui che si era sempre schierato coi movimenti e con i popoli invasi e che adesso si trova a congratularsi con gli invasori. Da lui e da molti altri esponenti del governo che scendevano con noi in piazza chiedendo un intervento in palestina, in questi ultimi giorni non si è più sentita proferire parola nemmeno riguardo alla drammatica situazione in cui versa la striscia di Gaza, martoriata da una guerra civile e fraticida che vede la maggior parte della penisola sotto il controllo di Hamas e la Cisgiordania ancora scenario invece della contesa tra le milizie di Hamas e quelle di Fatah nella totale indifferenza dei paesi di tutto il mondo.