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日志


12月25日

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Meg
Elementa
 
Sono fatta di terra e di pietre
di erba di alberi e corsi d'acqua
sono fatta di fango di cielo
di nuvole e vento
sono fatta di zolle e radici
di sabbia di paglia e di fichi d'india
sono fatta di aghi di pino di asfalto e di pece
sono fatta di buoi e luce
Sola me ne sto
ancora per un pò
prima di svelarti tutto
sola me ne sto
ancora per un pò
prima di affrontare
questo lungo viaggio
Sono fatta di strani disegni
che fanno al tramonto le rondini
sono fatta di vicoli scuri
di plastica e carta
sono fatta di aspre montagne
di campi arati e salsedine
sono fatta di spine di agavi
puzza di bruciato e iodio
sono fatta d'amore e odio
Sola me ne sto
ancora per un pò
prima di svelarti tutto
sola me ne sto
ancora per un pò
prima di affrontare
questo lungo viaggio
Sono fatta di antichi silenzi
che a sera diventano canti
sono fatta di luce di candele
di pane di burro e di miele
sono fatta di suoni di passi
di voci che si fanno pianti
sono fatta di corse d'estate
di risa e ginocchia sbucciate
Sola me ne sto
ancora per un pò
prima di svelarti tutto
sola me ne sto
ancora per un pò
prima di affrontare
questo lungo viaggio....
 
12月21日

...c'è sguardo e sguardo...proposte d'arte contemporanea...

                               
PRESENTAZIONE CATALOGO mostre 2004-2006 cinema Kino Dessè Livorno

Siamo lieti di invitarvi alla presentazione del catalogo

"C'è sguardo e sguardo. Proposte d'arte contemporanea" che si svolgerà

Venerdì 22 dicembre alle 18 nella sala del cinema Kino Dessè ( via
dell'Angiolo 19 - Livorno).

Certi del vostro interesse vi auguriamo un felice Natale e vi aspettiamo per
un brindisi al nuovo anno... e soprattutto al catalogo!
                                  
Cdcom-arte e comunicazione-
                                 
12月10日

...quando la proprietà è un furto...occupata l'ex sede della Fiat....

Livorno 8 dicembre 2006..
Venerdì mattina all'alba i ragazzi del centro sociale Godzilla insieme al Collettivo Perc_aut , al gruppo  femminista C-Attive, e a altre forze antagoniste labroniche, sono entrati nella ex sede dalla Fiat sul viale Petrarca, per una tre giorni di dibattuiti e sensibilizzazione sul problema della casa e sul mutamento che sta subendo la nostra città con il floruit di centri commerciali e quartieri di lusso.Il capannone dell'ex Fiat è da considerare un sito di architettura urbana lasciato abbandonato a se stesso,che ora sembra essere stato ceduto per costruirvi l'Esselunga, ennessimo centro commerciale in un città come Livorno che negli ultimi anni è stata scenario di uno spropositato declino economico che ha visto in successione la crisi del porto, la chiusura del cantiere Orlando e di buona parte delle fabbriche in ultimo la delphi lo scorso febbraio, per cui mi sembra lecito chiedersi a chi sia utile questo fiorire di templi del consumismo quando buona parte della cittadinanza inizia a non arrivare a fine mese. Inoltre il sorgere di nuovi templi del consumo non possono essere visti nemmeno come nuove possibilità di lavoro visto che, e la recente apertura dell'ipercooop a porta a terra ci lo ha dimostrato, sono i primi produttori di lavoro precario sfruttando all'infinito le aberranti possibilità contrattuali proposte dalla riforma Biagi che costringono i giovani a una continua vita da precari.
Durante questa tre giorni però la questione principale è stata quella sulle politicha abitative a Livorno sulla quale il collettivo Prec_aut (precari autorganizzati) ha prodotto un dettagliato dossier che mi appresto a riassumere.
 
Quello alla casa è un diritto inalienabile di ognuno di noi..Livorno in passato è stata una della città con il patrimonio pubblico più vasto in proporzione agli abitanti, ma negli ultimi anni, grazie alla legge 560/93, che permette ai comuni agli enti pubblici e ai comuni di vendere fino al 75% del patrimonio immobliare a patto che i proventi siano successivamente reinvestiti nel settore, è stata venduta buona perte del patrimonio immobiliare. Inoltre da diversi anni non vengono costruiti nuovi alloggi popolari con affitti a equo canone - che significa ad affitto coerente al costo della vita - e l'amministrazione comunale - di centro sinistra - sta cedendo il propio patrimonio privilegiando, come nel caso del palazzi Vetro ex sede dell'erario di stato, la vendita a privati e aggirando e variando continuamente le disposizioni del piano ubanistico.
E' ormai risparuto che negli ultimi anni l'unico settore che sembra non risentire la crisi anche a livello nazionale è quello dell'ediliazia private senza del quale infatti il PIl italiano sarebbe in negativo. Oltre al fenomeno del fiorire di cantieri aperti in ogni angolo cittadino si sta verificando l'allarmante fenomeno appunto dei lotti che come per magia vengono trasformati dalla loro finalità urbanistica a uso abitativo grazie a un uso spropositato del piano regolatore. Il comune negli ultimi anni si è reso colpevole di speculazioni edilizie acquistando a prezzo irrisorio beni immobili ristrutturandoli e rivendendoli a prezzo d'oro invece che adibirli a case popolari. A questo fenomeno si aggiungono anche nella nostra piccola realtà cittadina che a noi tutti piace ritenere lontana da certe dinamiche clientelari e simil mafiose una strana serie di anomalie all'italiana che vedono gli interessi dei sempre soliti noti intorno alle proprietà immobiliari in vendita e lo strano fenomeno delle aste deserte che favoriscono l'abbassamento repentino degli immobili stessi. Prima di concludere si legge nel dossier, sono riportati alcuni esempi di come la politica abitatica di Livorno non sia certo rivolta a venire incontro alle necessità sociali della cittadinanza bensì agli interessi dei suddetti soliti noti, come la questine che riguarda il palazzo di vetro , ex sede dell'erario per il quale la pubblica amministarzione - ds tengo a precisare di nuovo - ha cambiato la destinazione d'uso da uso servizi ad uso abitazione per rendere più appetibile la vendita, non curante delle normative regionali che prevedono che non si costruisca immobili la in zone in cui l'emergenza parcheggi e vivibilità si fa drastica. Inoltre sempre in questo caso si riscontra un altra contraddizione all'italiana..Gli uffici dell'erario che occupavano il palazzo di vetro di cui erano padroni dopo la vendita saranno costretti a pagare l'affitto contribuendo così al progressivo indebolimento del patrimonio pubblico.
Un altro esempio della speculazione a Livorno è il progetto del quale si parla da anni di Porta a mare.Inizialmente questo progetto prevedeva la costruzione di un porto turistico e di una serie di servizi come bar ristoranti negozi ecc che avrebbero dovuto contribuire ad una rinascita economica della città che dalla chiusura del cantiere versa in condizioni di crisi.Adesso del porto turistico non se ne parla più e l'operazione porta a mare si è rivelata una truffa colossale verso tutti noi cittadini da parte della stessa amministrazione pubblica, che iniza con il  fallimento pilotato del cantiere per arrivare alla cessione dei diritti di costruzione al famoso costruttore Vitelli che detiene la maggioranza degli appalti costruttivi di questa impresa, che prevede la costruzione di 200/300 case nella zona del porto e la riqualificazione della abitazioni esistenti per trasformare lo storico quartiere di Borgo Cappuccini in un villaggio di lusso per proprietari di yacht, senza il minome tentativo tra l'atro di interpellarei cittadini. Adesso i proprietari delle abitazioni in Borgo in vista di questa nuova prospettiva si stanno muovendo per affrettare li sfratti e poter riaffittare le proprie abitazioni a prezzi molto più elevati. E così decine di famiglie si troveranno con l'ufficiale giudiziario alla porta e andranno ad affollare maggiormente i servizi di assistenza dell'emergenza abitativa già di per sè inefficienti loro malgrado. In ultimo c'è lo scandalo delle case popolari alla Padula costruite e in parte mai inaugurate che adesso verranno abbattute. Si tratta di un blocco formato da 50 alloggi pubblici costruiti nel dopoguerra e destinati a case popolari per le quali anni fa fu deciso l'abbattimento in quanto "non conformi alle norme di sicurezza e mancanti si manutenzione". Logicamente il progetto iniziale prevedeva la ricostruzione degli alloggi in un altra zona, inizialmente quella denominata Salviano 2 (il cui progetto è in alto mare da anni) e successivamente inseriti nel progetto ancora più vago del "nuovo centro". Nel frattempo nella zona della Padula è sorta la porta a terra delineando il nascere di un nuovo centro aggregativo urbano quindi le case della padula verranno  abbattute per far spazio a ristoranti ed esercizi commerciali e le poche famiglie che vi abitano andranno dritte in mezzo alla strada insieme alle altre aventi diritto a quelli alloggi popolari che verranno distrutti e mai ricostruiti da nessun'altra parte.
 
La costituzione italiana garantisce ad ognuno di noi oltre all'ormai trascurato diritto al lavoro, asse fondante della nostra costituzione, quello ad una vita dignitosa e alla salute..Perdere la propria casa ti toglie la dignità e la salute!!!!!
 
blog collettivo prec_aut : http://precaut.splinder.com/
12月3日

...proposte d'arte contemporanea..

Proposte d’arte contemporanea

Si inaugura la doppia personale dei Koroo e di Katia Alicante

(vernissage lunedì 4 dicembre ore 17.30)

Prosegue la rassegna Proposte d’arte contemporanea che vede ogni mese alternarsi nella sale del cinema Kino Dessé di Livorno (via dell’Angiolo 19. Tel 0586 – 210191) le personali di giovani artisti contemporanei.

Nata da un’idea dell’associazione Kinoglaz e dell’agenzia Cdcom, la rassegna giunge con questa mostra,una la doppia personale dei Koroo e di Katia Alicante, alla conclusione del suo secondo anno di attività espositiva nelle sale del cinema.

Koroo è un progetto a quattro maninato nel 2001 dall'incontro di sue artisti labroniciAngelo Foschini e Lavinia Iacomelli e dalla fusione delle loro poetiche personali.Prima di approdare al nuovo lavoro presentato in anteprima al cinema nel foyer del Kino Dessè, i Koroo elaboravano opere i cui protagonisti campeggiano sulle tele, assorti nei loro pensieri, non curanti delle architetture di periferia che si ergono alle loro spalle, attraversando scenari che rimandano al ventennio, alla costruzione post-bellica, alle immagini cinematografiche degli anni quaranta e cinquanta.Tele caratterizzate da una dualità di prospettiva tra sfondo e figura derivante dalla genesi a quattro mani delle opere stesse. Nelle opere in mostra al cinema i Koroo riflettono sul mondo contemporaneo e sui mutamenti apportati dai nuovi media nel sentire comune, riportando le ambientazioni dei loro soggetti in interni, facendo riferimento all’immaginario legato al riposo, allo svago, al sesso

La sala del cinema ospita invece le ultime opere di Katia Alicante, anche lei livornese, classe 1977. Laureata all'accademia di Belle arti di Firenze Katia, sin dai suoi primi lavori si sofferma a riflettere sul mezzo pittorico e sulle supe potenzialità espressive e di significazione.La riflessione sul mezzo sarà ciò che spingerà questa giovane artista ad abbandonare ben presto la strada pittorica per dedicarsi alla fotografia, alle istallazioni e infine al video.Ad appassionare l’artista è la dadaisticità intrinseca del mezzo fotografico che le permettono di osservare il quotidiano, prendendo in considerazione atteggiamenti che si ripetono, frammenti della realtà che isola e decontestualizza per renderli quasi universali e visibili a tutti. Oggetti comuni si ergono a soggetto delle sue opere fotografiche come a testimoniare la matrice concettuale del suo fare artistico. La fotografia è centrale anche nella produzione video che presenta in occasione della mostra al Kino Dessè. Immagini fotografiche del passato e del presente, dell’artista o di altri, si susseguono sullo schermo dando vita a diverse storyboard, a narrazioni che sembrano uscire direttamente dagli archivi della memoria filogenetica e ontogenetica di ognuno di noi, facendosi immagini assolute, familiari allo spettatore, che entra in empatia con il sentire dell’artista anche attraverso i disegni o i fogli scritti o le didascalie che le accompagnano e che riportano i ricordi di Katia, o degli altri protagonisti delle sue storie.

Il rapporto con la tecnologia, soggetto nelle opere dei Koroo e mezzo nella produzione di Katia Alicante,diviene quindi il filo conduttore che ci guida nella fruizione della mostra, che sarà visitabile gratuitamente fino al 6 gennaio 2007 negli orari di apertura del cinema.   

Ufficio stampa:

Cdcom

-arte e comunicazione-

www.cdcom.it info@cdcom.it