valeria 的个人资料* Nuda Veritas *照片日志列表更多 工具 帮助

日志


10月26日

..archeologia post-moderna...

notizia di oggi...anche il sindaco di Roma Walter Veltroni si è lanciato in una sua piccola grande battaglia per il bene comune..quella contro i graffitari - o writers che dir si voglia - chiedendo al governo - come se non ci fosse altro a cui pensare - di fare una legge che obblighi i negozianti a chiedere le generalità a coloro che comprano le bombolette spray... ..per quanto quella del graffitismo sia una vera e propria corrente artistica che nasce negli anni novanta negli stati uniti, che conta tra l'altro tra i suoi fondatori nomi come Keith Haring - grande artista statunitense che ha tra l'altro lasciato un bellissimo segno del suo passaggio sul muro di un palazzo a Pisa, poco distante dalla stazione in occasione della sua unica mostra in italia che giace li abbandonato senza che nessuno si curi di valorizzarlo un minimo ( in foto, in un momento in cui erano state spostate le mille biciclette che sostanno a mesi appoggiate al vetro protettivo) - e Basquiat il sindaco romano, ex ministro dei beni culturali ritene coloro che sfogano la propria creatività sui muri debbono rispondere del reato di danneggiamento, e che importa se a volte gli spazi urbani acquistano un aspetto migliore dopo il loro passaggio...mettiamoli tutti dietro le sbarre!!! le nostre campagne, i nostri paesaggi sono violentati da infrastrutture ed ecomostri ma ci si scaglia contro i picccoli, coloro che in quei luoghi ci devono vivere, perchè cercano di renderli propri, perchè cercano di lasciare un segno del loro passaggio in luoghi - anzi precisamente in non luoghi - che teoricamente dovrebbero appartenerci. 
Il problema per Veltroni riguarda pare i monumenti, non vuole che questi vandali imbrattino le opere d'arte, simboli della eterna gloria dell'urbe..ok effettivamente non posso dire di voler veder imbrattato il collosseo - anche se sarebbe interessante come ready made - ma roma come tutte le altre città si estende ormai ben oltre il suo centro storico e le architetture urbane delle città moderne ben si sposano con lo stile e i colori del graffitismo contemporaneo, perchè non permetterli di ravvivare i tanti ecomostri che pululano nelle nostre periferie, perchè non farli decorare la metro, che sarebbe molto più bella che spoglia? Perchè non si cerca di dare a questi potenziali artisti gli spazi e considerarli dei siti di arte contemporanea importanti come quelli archeologici perchè sempre riflesso dei tormenti e delle inquietudini dei tempi che corrono, invece che dargli la caccia e costringerli a agire nel buio e poi leggere sul giornale che magari un ragazzino di 16 anni è morto perchè lo ha preso un treno mentre dipingeva nella metro - è successo un annetto fa a milano - Invece che schedarli ai ragazzi bisognerebbe insegnare il rispetto per il bene comune e ciò si può fare soltanto rendendolo libero di vivere gli spazi cittadini di usufruirne e di renderli anche immagine della  propria cultura..perchè quello che oggi è espressione di una sub-cultura potrebbe essere fondamento per la cultura futura.
10月18日

..If Americans Knew...

 
..Oggi avrei voluto scrivere solo un intervento sulla nuova legge che il presidente degli Usa G.Bush ha approvato oggi anti terrorismo che tutela criminevolmente le pratiche simili alla tortura applicate durante gli interrogatori di coloro che sono "sospettati" di terrorismo, ma durante i miei approfondimenti sul web sono incappata in questo articolo tratto dal sito http://lists.peacelink.it/ , la cui lettura mi ha dato i brividi nonostante, purtroppo, si tratti del racconto di fatti che in Palestina sono all'ordine del giorno orami da quasi 4 decenni.. 
 
..ALISON WEIR: SOLO UN'ALTRA MADRE UCCISA
[Alison Weir, giornalista, e' direttrice di "If Americans Knew", che produce analisi approfondite e video illustrativi su Israele e Palestina, trad.Maria G.Rienzo.]

Praticamente nessuno si e' preso il disturbo di segnalare la notizia. Ho fatto una ricerca sui maggiori quotidiani nazionali e sui telegiornali.
Niente. Il "Los Angeles Times", il "Washington Post", il "New York Times" e Associated Press avevano una sola frase al proposito. Il primo lasciava fuori l'eta', il secondo riportava che era stata uccisa da una bomba partita da un carro armato.Non e' vero. Sono state pallottole, molte pallottole, sparate a distanza ravvicinata.I testimoni riportano che i soldati israeliani stavano picchiando suo marito perche' non rispondeva alle loro domande. Che la si giudichi temeraria o coraggiosa, la moglie, di 35 anni, e' intervenuta. Ha cercato di spiegare che suo marito era sordo. Ha urlato ai soldati che l'uomo non poteva fisicamente sentire cosa stavano dicendo, ed ha tentato di far cessare il pestaggio.
Cosi' le hanno sparato. Non una, ma molte volte. Il suo nome era Itemad Ismail Abu Mo'ammar. Non e' morta subito, tuttavia. La cosa ha preso un po' di tempo. La vita e' fluita via da lei in forma di sangue, per parecchie ore, mentre i soldati israeliani rifiutavano di permettere che un'ambulanza la portasse via. Suo marito ed i suoi figli non hanno potuto far nulla per soccorrerla. Infine, dopo circa cinque ore, all'ambulanza e' stato concesso di trasportarla in ospedale, dove i medici hanno potuto rendere questo servizio: dichiarare il suo decesso. Lascia undici bambini. Niente di tutto questo e' stato riportato, neppure che il fratello del marito, un contadino ventottenne che viveva nella stessa casa, e' stato anch'egli ucciso.Perche' e' accaduto? Perche' la famiglia era vicina di casa di un ricercato da Israele. Si e' trattato semplicemente di un "effetto collaterale" in un'operazione fallita. In tutto, cinque palestinesi sono stati ammazzati quel giorno. Gli altri tre, in una diversa area, erano giovani pastori, due quindicenni ed un quattordicenne, ed hanno avuto il torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: Gaza.Niente e' stato pubblicato dalla maggior parte dei media americani, e percio' l'opinione pubblica statunitense non ha saputo della madre lasciata morire di emorragia di fronte ai propri figli, ne' dei ragazzini fatti a pezzi. Pare che notizie del genere non valgano la pena di essere riportate. Il "Washington Post" ha fatto almeno lo sforzo di menzionare queste morti,pure le ha menzionate in modo scorretto. Ha mistificato la causa della morte di Itemad, ed ha scritto che i cinque omicidi avrebbero interrotto un periodo di "relativa calma". Il fatto e' che nei sei mesi precedenti 75 giovani palestinesi sono stati uccisi, fra cui un bambino di otto mesi e parecchi bambini di tre anni.
Percio' ho telefonato al giornale e ho chiesto di correggere la riga, fornendo informazioni sull'assassinio di Itemad. Mi e' stato detto che le informazioni sarebbero state trasmesse al loro corrispondente, che si trova in Israele, sottolineando che pero' era impossibile per costui andare a Gaza. Quando mi sono dichiarata non d'accordo con questa affermazione,l'impossibile e' diventato "molto difficile". Chi mi parlava ha omesso di ricordare che il "Washington Post" ha accesso ai contatti locali, i quali sono in grado di controllare le notizie pervenute al corrispondente ed al giornale.Dopo di che, ho scritto una lettera che conteneva le informazioni di cui sopra, sono stata contattata e mi e' stato detto che era una buona lettera, e che sarebbe stata pubblicata se confermavo di averla scritta proprio io e di non averla inviata ad altri. Ho dato conferma, abbiamo scambiato ancora qualche messaggio e tutto sembrava a posto. Normalmente, quando avvienequesto scambio, la lettera e' pubblicata a breve scadenza. Ho aspettato.Sono passati quindici giorni e sto ancora aspettando. Pare che il "Washington Post" abbia deciso che non ha bisogno di essere precipitoso nel pubblicare una rettifica. Credo di capire.Sebbene lo statuto dei principi del "Washigton Post" proclami: "Questo giornale si impegna a minimizzare gli errori ed a correggere quelli che possono ugualmente accadere. Il nostro scopo e' l'accuratezza, la nostra difesa e' la buona fede", la societa' statunitense degli editori chiarifica questi requisiti etici: la correzione va pubblicata solo quando l'errore o l'omissione sono "significativi".
Dopotutto, erano solo palestinesi, e si trattava solo di un'altra madre uccisa...

La giornalista che firma questo pezzo lavora per un giornale nel cui titolo ci si interroga su cosa accadrebbe se gli americani sapessero ciò che i loro più fedeli alleati fanno nei territori, ma io mi chiedo se il popolo americani già non sappia e se ne disinteressi, poinfondo pare evidente a chiunque che ormai il governo americano e quello israeliano vadano nella medesima direzione, quella che afferma la superiorità della propria gente sugli altri, della maggior importanza alla vita dei propri cittadini rispetto a quella di cittadini di altri paesi che non sono ritenuti in grado di scegliere la propria forma di governo , perchè ciò non dovrebbe essere lampante agli occhi degli americani stessi??Bush per dare un maggior rilevanza retorica alla sua firma di oggi del decreto anti terrorismo gioca per l'ennesima volta la carta dell'11 settembre, ma io mi rifiuto di credere a questo stereotipo di cittadino americano che perde l'uso della ragione quando sente nominare quella tragica data, come se a distanza di 5 anni e di molte ricerche ancora non sia capace di provare un minimo scetticismo di fronte a ciò che il suo governo gli ha raccontato su quella mattina...Comunque, nonostante io sia ben poco pratica di diritto made in Usa mi sembra di aver appreso dai mille film e telefilm poliziesci americani che si vedono in tv ,che nel sistema statunutense un imputato è innocente finchè non viene dimostrato il contrario e mi sembra anche che questa differenza rispetto per esempio al nostro sistema, giuridico per il quale vale l'assioma contrario sia sempre stata il fiore all'occhiello del diritto statunitense, che sembra uscire nettamente screditato dall'approvazione di una legge che prevede la sommaria detenzione di tutti coloro, e sottolineo tutti, che sono "sospettati" di terrorismo, e che a queste persone venga negato il diritto di essere difesi da un avvocato.Inoltre questo provvedimento consente alla cia di istituire carceri segrete e di utilizzare qualsiasi mezzo per ottenere prove, che poi possono essere portate davanti al tribunale militare che li giudicherà.La gravità di questo provvedimento non sta solo nel fatto che a chi è colpevole vengono negati i diritti, cosa comunque abominevole perchè contraria agli stessi cardini fondamentali di uno stato di diritto, ma che queste direttive verranno applicate a priori anche a coloro contro i quali non si hanno prove , e che questi i propri diritti non riusciranno facilmente a riacquistarli qualora uscissero incolumi da lagher made in Usa come Guantanamo.Infatti fino ad oggi, solo 10 dei circa 435 detenuti ancora presenti a Guantanamo sono stati formalmente rinviati a giudizio. Gli altri attendono ancora una incriminazione formale. Circa un centinaio di loro, peraltro, sono già stati ritenuti dal Pentagono pronti per essere rilasciati e non saranno quindi incriminati. Il loro destino resta comunque incerto: come ha rivelato il Washington Post, anche i paesi alleati soprattutto in Europa che protestano contro Guantanamo - è il caso della Gran Bretagna - non si stanno dimostrando disponibili ad accogliere i prigionieri anche se sono loro cittadini. Cosi orde di persone, finite in queste carceri per errore, perchè dissidenti o perchè mussulmane si troverà a vagare senza terra dato che i paesi che gli hanno fornito documenti e passaporti non hanno il coraggio di riammeterli perchè macchiati dall'onta del sospetto di essere antiamericani e che ne sarà di loro???qualcuno prima o poi ne farà qualcosa, darà loro una terra come è succeso agli israeliani??..


10月11日

...colpo di scena sul Moby Prince..

 ..Stamani -ieri per chi legge-aprendo il Tirreno, giornale locale letto a Livorno e provincia, si prendeva notizia di un sensazionale colpo di scena  che ha sconvolto la procura di Livorno---infatti a quindici anni dalla tragedia del Moby Prince avvenuta al largo di Livorno, che causò la morte di 140 persone è stato  trovato negli archivi della procura uno scatolone,contenente alcune immagini satellitari della rada livornese e scattate tra il 9, 10 e 11 aprile 1991, notte dell'incidente. 
 
La rivelazione arriva dall' avvocato Carlo Palermo, difensore di Angelo Chessa, figlio del comandante del traghetto, che ha annunciato la formalizzazione dell'istanza di riapertura delle indagini sulla tragedia. L'istanza sarà depositata entro la settimana alla procura livornese.
Il caso-Moby Prince è ormai chiuso da anni, dopo la celebrazione di due processi e sentenze passate in giudicato che non hanno permesso di individuare responsabilità per la più grande sciagura della marina mercantile italiana. La sera del 10 aprile 1991 il traghetto Moby Prince, della compagnia Moby Lines, entrò in collisione con la petroliera della Snam, Agip Abruzzo, pochi minuti dopo essere partito dal porto livornese diretto a Olbia. L'incidente avvenne nella rada del porto e nel successivo incendio del traghetto morirono 140 persone tra passeggeri ed equipaggio. Sopravvisse soltanto il mozzo del Moby Prince, Alessio Bertrand, che fu tratto in salvo molte ore dopo l' incidente.
 «Ora - ha spiegato Palermo - speriamo di fare luce sulla vicenda e cercheremo di farlo con dati oggettivi, al termine di un lavoro analitico sugli atti processuali che ci ha consentito di individuare nuovi spunti d'indagine». Primo tra tutti proprio lo scatolone con le immagini satellitari. Si tratta di cinque foto, scattate da due stazioni satellitari, una spagnola e una tedesca, che hanno fotografato la rada livornese alle 13.17 del 9 aprile, all'1.35, alle 6.37, alle 13.06 del 10 aprile e alle 12.54 del giorno successivo. Con l' aiuto delle nuove tecnologie speriamo di individuare la posizione delle navi in rada e l'esatto punto di fonda della petroliera». La cosa interessante di questa sensazionale novità che potrebbe aiutarci a venire a capo di uno degli ennesimi misteri italiani , che è tristemente conosciuto- ai pochi che si ricordano dell'accaduto data la naturale predisposizione dei media italiani a tacere sui fatti scomodi della storia recente -come la peggior tragedia consumatasi nelle acque italiane, è che la scatola che conteneva le 5 fotografie satellitari sia stata trovata ancora sigillata,nonostante fosse arrivata alla procura pochi giorni dopo l'accaduto, perchè ritenuta dal procuratore dell'epoca irrilevante ai fini delle indagini..E così capisco perchè in italia non si arrivi mai a capo di niente, non per imperizia o incompetanza ma per paura di scoprire e di dover dire la verità. Tra le mille ipotesi che sono da ben 15 anni in cerca di conferma ne aleggia una in particolare che, vuoi per formazione personale, vuoi per pregiudizio mi ha sempre convinto più delle altre, che vedrebbe la presenza di 4 navi americane nei mari a nord di livorno-praticamente davanti a Camp Darby, base americana tra livorno e pisa-che  trasportavano le armi in Iraq, dove era in corso la guerra del golfo ,che avrebbero costretto il traghetto a cambiare rotta e quindi causato il disastro.Per anni la magistratura e i comitati dei familiari delle vittime hanno chiesto al governo americano le foto satellitari ma la richista non è mai stata esaudita e pare strano che proprio fotografie che possono confermare o negare questa possibilità- al pari di molte altre-siano state considerate "irrilevanti ai fini delle indagini", e che escono soltanto adesso, dopo essere rimaste ferme li ignorate da tutti nella totale mancanza di cura e di rispetto per la morte di quelle persone e del dolore dei familiari e lo sdegno di persone che come me difficilmente dimenticheranno le immagini di quel disastro consumatosi nelle acque della propria città e della propria nazione.