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* Nuda Veritas *

**poca cognizione è cosa pericolosa...ma anche molta!**
September 27

...diritti e doveri...come l'uovo e la gallina...

Insomma la febbre del blog dopo aver contagiato comici, attori cantanti e umili mortali pare essere venuta anche al nostro caro sindaco Alessandro Cosimi, in seguito alla triste vicenda dei bambini Rom morti nel rogo di pian di rota lo scorso agosto, e alla vergognosa reazione che ha avuto la cittadinanza livornese, che si è dimostrata non tanto aperta e tollerante quanto pensava di essere. E sul suo blog, , che non sto a linkare ma che è raggiungibile dal sito del comune di livorno, da tutta questa triste storia non è emerso solamente il razzismo insito forse in tutti noi italiani, livornesi compresi, ma la tremenda ignoranza con cui la maggior parte di chi commenta si relaziona al problema, parlando per loghi comuni o per sentito dire, senza un minimo approfondimento storico o culturale, cosa molto grave quando si parla di argomenti delicati e se finalizzata come in molti casi a fomentare odio. Forse molti livornesi che parlano e scrivono al blog e ai giornali non sanno che per esempio a livorno la percentuale di rom sulla popolazione è bassissima , circa il 2 %  tra rom e zingari, e che queste due etnie non sono proprio la stessa cosa,  non sanno che i rom sono una popolazione seminomade di origini rumene che è stata costretta da decenni di persecuzioni, dai nazisti prima dai comunisti dopo da tutti noi adesso, a seminarsi nel resto d'europa, mentre gli zingari sono popolazioni nomadi per lo più gitani provenienti dalla spagna o dall'ungheria. Forse non sanno nemmeno che il furto non è scritto nel dna dei rom, che in molte realtà europee e anche italiane riescono a lavorare e a vivere in una casa pagando l'affitto. Lo fanno, si intende, quando gliene viene data la possibilità, altrimenti si organizzano come possono, come faremmo ognuno di noi se avessimo fame, vivessimo sotto un ponte e se ci vedessimo negato il diritto alla dignità. Forse  non sanno che le comunità rom sono sparse per tutta europa, sono in francia in germania  e se questi paesi non hanno problemi come l'italia, è perchè sono riusciti veramente ad optare per una politica di intergrazione, - e questo vale per i rom come per tutte le altre minoranze - applicando una legge europea che tutela l'integrazione delle minoranze straniere, cosa che non è avvenuta in italia. Infatti durante i giorni successivi si parlava costituire una commisssione europea che facesse luce sui perchè questo in italia non sia accaduto. Anche se effettivamente basta vedere in che direzione si dirigono città come bologna o firenze, dove in nome della "legalita" si attua una politica di tolleranza zero mirata a negare a queste persone anche il diritto alla sopravvivenza. Ed è proprio sul concetto di legalità che vorrei interrogare il nostro sindaco,  che ho votato ma se tornassi indietro me la mangerei la scheda elettorale, e i suoi colleghi di partito Domenici e Cofferati, su cosa si intenda per legalità? legalità è impedire alle minoranze di delinquere ma non impedire agli italiani di sfruttarli? Mi ricordo l'eclatante caso dello sgombero di qualche anno fa di un campo nomadi a Riva di Reno a Bologna, le ruspe arrivarono all'accampamento in piena mattina, quando c'erano solo donne e bambini perchè gli uomini, come tutti giorni erano partiti all'alba, con un furgone di una ditta italiana che li portava su un cantiere edile a lavorare logicamente in nero. Come si può pensare che queste persone si facciano carico di  doveri se non si inizia ad estenderli  diritti? perchè dobbiamo partire dal presupposto che prima si deve adempiere a doveri per essere degni di diritti?dove sta scritto?non potrebbe essere il contrario?per me dovrebbe! In uno stato di diiritto  alcuni diritti sono inalienabili, e non soggetti a nazionalità sancita dal pagare le tasse come molti italiani pensano, perchè per fortuna l'epoca in cui i diritti erano in vendita è finita da un  pezzo, quindi  è giusto che chi delinque paghi, ma questo è giusto per i rom per gli italiani ricchi,  poveri o parlamentari che siano, ma ad un reato corrisponde una pena non una sospensione dei diritti. Inoltre nel caso della tragedia avvenuta nella nostra città a venir meno è stato il diritto alla vita di 4 bambini innocenti e questo fatto invece che sdegno e rabbia ha suscitato reazioni distaccate e vergognose  di buona parte della popolazione, che ha pensato e pultroppo dichiarato alla stampa  " che si poverini ma magari meglio cosi tanto sarebbero finiti a rubare i portafogli", come se il furto di un portafoglio, 2, 3 o anche 5000 fosse cosa tanto grave da compensare la morte. Questo è vergognoso, aberrante ed abominevole. è DISUMANO!!!!!
July 26

...Intervista a Mark Covell giornalista di Indymedia...

    
 
 
MArK Covell è un giornalista inglese collaboratore di Indymedia che nel luglio del 2001 si è trovato a Genova nei pressi della scuola diaz ed è stato vittima dell'assalto incontrollato ed ingiustificato delle forze dell'ordine.In questa intervista rilasciata a Beppe Grillo, e pubblicata sul blog del comico genovese,  non solo racconta la sua raccapricciante storia con molta lucidità e chiarezza, non solo mostra come ci fosse un disegno criminale dietro quello che è successo a genova, ma chiede che venga fatta un inchiesta parlamentare su coa è accaduto qella orrenda notte alla diaz o a bolzanetto, chiede che i 76 picchiatori indagati siano accusati di crimine contro i diritti umani. Se ciò non avverrà dichiara che sarà lui stesso a portare il caso di fronte alla corte europea dei diritti umani di strasburgo, e questo avrebbe ripercussioni molto gravi sulla nostra nazione in quanto le sanzioni sarebbero pesantissime. E così per noi italiani di nuovo oltra al danno la beffa... Questa è la legge che pare dominare la vicenda dei processi a carico delle istutuzioni per i fatti del g8. Mentre circa un mese fa sono state ammesse dall'allora vicequestore Michelangelo Fournier gli  evidenti soprusi e le torture avvenute all'interno della scuola sono arrivate le sentenze civili che stabiliiscono risarcimenti a molti zer per alcune vittime della polizia, risarcimenti lecitissimi certo ma che saremo noi a pagare... Ma di una condanna penale ancora non si parla nei confronti di nessuno e forse se saranno fortunati al ritorno delle vacanze gli italiani saranno così rincoglioniti dalla stampa gossippara dell'estate e si saranno già dimenticati tutto.. 
June 21

...processo allo stato...finalmente...

....Manca giusto un mese dall'anniversario, il sesto dei tragici fatti avvenuti a Genova durante il meeting del G8, quando gli scontri cercati e voluti dalle forse dell'ordine e dei loro cari amici black block hanno portato all'uccisione di Carlo Giuliani e alle violenza subite da migliaia di persone andate a manifestare per il nostro diritto ad un mondo migliore - alle quali purtroppo, o per fortuna, al tempo non mi sono potuta unire a causa di un imminente esame universitario - e che improvvisamente si sono trovate rinchiuse a Bolzaneto o peggio massacrate all'interno della scuola Diaz , luogo che era stato messo a disposizione per i manifestanti dallo stesso comune di Genova ma in cui in piena notte ci fu un' ingiustificata irruzione da parte dei reparti cerere della polzia di stato che si avventarono sui manifestanti che riposavano usando gravi violenze. Da due anni a questa parte è in corso un processo contro 26 agenti per quell'irruzione processo che fino a poche settimane fa sembrava essere ad un punto morto ma che invece sembra aver preso una piega positiva dopo le dichiarazioni in aula del vicequestore di Genova ai tempi del g8, Michelangelo Fournier che ha definito quello ha definito lo scenario che li si è presentato al momento del suo ingresso nella scuola quell'orrenda notte "una mattanza mesicana", con i poliziotti che si avventavano con estrema violenza su manifestanti inermi. A seguito di queste dichiarazioni e di alcune intercettazioni telefoniche il capo della polizia Gianni de Gennaro, ai tempi di Genova 2001 questore del capoluogo ligure, è da ieri indagato di concorso nel reato di falsa testimonianza di Francesco Colucci ex questore di Genova , che sarebbe stato istigato da de gennaro a dire il falso in forza dei rapporti gerarchici che intercorrevano tra due. Per quanto De Gennaro sia sempre stato ritenuto il vero responsabile dei fatti avvenuti la notte tra il 20 e il 21 di luglio 2001 non si era mai riusciti a trovarne le prove fino a quando non sono venute fuori delle intercettazioni telefoniche tra il capo della polizia e l'ex vicequestore, che lo scorso maggio aveva presentato in aula una versione dei fatti del tutto diversa da quella resa all'inizio dell'inchiesta, e che mirava a cancellare una volta per tutte le responsabilità della polizia nei tragici fatti, e che sembra essergli stata suggerita telefonicamente da De Gennaro in persona. Il presidente del consiglio Romano Prodi prontamente stavolta ha stabilto, in accordo con i suoi alleati, la rimozione del capo della polizia dal suo incarico, decisione che ha fatto inbufalire i leader dell'opposizione Berlusconi in primis, che vanta la nomina del personaggio alla carica di capo delle " forze del male " poco dopo gli sconcertanti fatto di Genova, che hanno fatto presente il proprio disappunto - unito ad altri disappunti - al capo dello stato , e a noi italiani attraverso una conferenza stampa al quanto grottesca durante la quale l'ansimare del redivivo Umberto Bossi mi ha fatto inutilmente sperare in un colpo apoplettico in diretta televisiva. L'ombra della defenestrazione di De Gennaro era calata a palazzo già la scorsa settimana ma si era deciso dietro consiglio di Clemente Mastella, altro personaggio che credo sia molto adirato per questa storia, di aspettare gli sviluppi giudiziari, sviluppi che per fortruna sembrano essere positivi. Senza lasciarsi trasportare dall'ottimismo e ricordando sempre che siamo ancora lontani dalla verità e dalla giustizia questo sviluppo nel processo della scuola Diaz sembra un lieve segnale verso un cambiamento di rotta rispetto alla posizione garantista che era stata presa dallo scorso governo nei confornti delle violenze di cui troppo spesso le forze dell'ordine si sono rese responsabili nei confronti dei cittadini, specialmente se messo in relazione alla notizia sempre di ieri del rinvio a giudizio nei confronti dei 4 poliziotti responsabili della morte di Federico Aldrovandi il 24 settembre del 2005, diciottene, di ritorno da una serata con gli amici e morto per soffocamento durante una collutazione con gli agenti.
June 16

....sono finite le speranze di vivere in democrazia...

Passata una settimana dalla storica e non tanto gradita visita del presidente USA George Bush a roma ieri si è cominciato a capire quale fosse il vero scopo di tale evento. Per quanto per i giorni precedenti e quelli immediatamente successivi alla visita governo e media abbiano cercato - riuscendoci- come al loro solito di spostare l'attanzione degli italiani sulla manifestazione, sugli scontri e su una stupidissima scritta fatta in via Fani che paragonava George Bush ad Aldo Moro dimostrandosi frutto di una mano ignorante che evidentemente ben poco sa della storia di quegli anni e dell'omicidio altrimenti si sarebbe reso conto del complimento  che ha fatto al presidente Usa e dell'insensatezza di ciò che ha scritto, ma che ha destato lo sdegno di giornalisti e politici, specialmente d quelli che in quegli anni c'erano, che si sdegnano ma ancora non ci pensano nemmeno a raccontarci come mai Aldo Moro è stato lasciato morire, ieri i nodi sono venti a galla attraverso la dichiarazione fatta in conferenza stampa dall'ambasciatore Usa Ronald Spogli che annuncia il benestare all'ampliamento della base Dal Molin a Vicenza da parte del governo, governo che non ha ritenuto nemmeno corretto e necessario verso il suo elettorato darci questa lieta notizia. Elettorato che ha più volte dimostrato ai suoi pseudo interlocutori una certa insofferenza verso le poltiche filo USA di una coalizione che solo 2 anni fa scendeva in piazza contro la guerra senza se e senza ma e che adesso per bocca del ministro degli esteri Massimo D'Alema si definsce gli USA com i nostri migliori amici. Per non parlare del vergognoso voltafaccia di Bertinotti - personaggio che io stimavo moltissimo - la cui voce non si sente da circa un anno se non quando si è recato in libano e ringraziare i nostri ragazzi impegnati nei territori di conflitto...Strane parole dette da colui che si era sempre schierato coi movimenti e con i popoli invasi e che adesso si trova a congratularsi con gli invasori. Da lui e da molti altri esponenti del governo che scendevano con noi in piazza chiedendo un intervento in palestina, in questi ultimi giorni non si è più sentita proferire parola nemmeno riguardo alla drammatica situazione in cui versa la striscia di Gaza, martoriata da una guerra civile e fraticida che vede la maggior parte della penisola sotto il controllo di Hamas e la Cisgiordania ancora scenario invece della contesa tra le milizie di Hamas e quelle di Fatah nella totale indifferenza dei paesi di tutto il mondo.


May 10

...tutti ai lavori forzati...

...Sulla scia delle elezioni francesi che hanno visto trionfare la destra di Sarkozy il neonato Partito Democratico ne approfitta per fare il suo primo, e non troppo timido, passo a destra e lo fa riguardo alla politica sulle droghe. Se già era ottimistico pensare che la coalizione che abbiamo mandato al governo riuscisse a mantenere la promessa di rivedere al più presto la giovanardi - fini in una luce meno repressiva , adesso con questo nuovo soggetto politico sembra diventare una vera e propria utopia. Ieri sulle pagine del corriere della sera, il democratico sindaco di torino, Sergio Camparini, pare aver delineato la nuova frontiera della nostrana lotta contro la droga, dando un colpo di spugna a quelle poche vittorie che il movimento antiproibizionista aveva faticosamente raggiunto, e alle speranze di quella svolta a sinistra per cui siamo andati a votare. " E' ora, dichiara CAmparini, di punire chi si droga...non tanto i drogati disperati ma chi lo fa per divertimento o curiosità". Un evidente attacco ai consumatori di droghe leggere e una totale negazione di ogni differenziazione tra sostanze. Il consumo di sostanze è in poche parole per il primo cittadino torinese immorale e per questo va represso. Non auspica punizioni corporali se non altro, si accontenta dei lavori forzati - ops scusate l'espressione giusta è socialmente utili -, soluzione che è sembrata ottimale al nostro ministro della sanita Livia Turco alla quale dobbiamo la signficativa revisione delle tabelle dell'attuale legge sulle tossicodipendenze .E non importa la storia del consumatore, la tipologia di sostanza, la condizione sociale, chi sbaglia deve riparare il danno...su quale sia il danno alla comunità apportato dai consumatori di droghe ancora ci si interroga...Camparini però anche su questo pare non avere dubbi, "il commercio di droghe alimenta la criminalità ed è causa di crimini dai più banali ai più efferati"..Infatti sicuramente il bambino di cogne è stato ucciso per un regolamento di conti legati allo spaccio di fumo e il massacro di erba non si chiama così a caso.Cosi in italia si fa un ennesimo passo indietro e non si riesce a capire che l'unica via per risolvere il problema delle tossicodipendenze è quella del controllo e dell'informazione. E questo si può fare solo attraverso una politica di riduzione del danno e con un progetto di comunicazione rivolto ai giovani e giovanissimi mirato a differenziare le sostanze e a spiegare la differenza tra uso e abuso d qualsiasi sostanza, che si tratti di droghe leggere, pesanti, o altre sostanze legali ma altrettanto pericolose.
April 21

...iettatore USA...

...oggi attraverso la pagina di cronaca di Firenze e dintorni del manifesto l'associazione comunista il Pianeta Futuro di Pisa ci mette a conoscenza dell'esistenza di un accordo proposto  all'amministrazione di Pisa dalla base Usa di Campo Darby, immensa area mlitare che si estende tra Livorno e Pisa e in cui stanzia l'ottavo gruppoe  di supporto Usa che garantisce il supporto logistico a tutte le forze americane operant a sud del Po ed ha una responsabilità sul bacini del mediterraneo e del nord - Africa - responsabilità che si traduce facilmente nell'invio di armamenti attraverso il mare toscano - , che offre una collaborazione mirata ad integrare il sistema di protezione civile della zona. La popolazione pisana in caso di gravi calamità naturali potrà essere ospitata all'interno del campus la cui amministrazione mettera a loro disposizione addirittura coperte, tende e il necessario per le operazion di soccorso presenti nei magazzini della base. A prescindere dal fatto che credo che a pisa l'arno non straripi da quattro decenni, - l'ultima esondazione dell'arno di cui ho notizia è stata nel 1966 - e nonostante la crescante preoccupazione per il rischio di disastri naturali dovuti al crescente inquinamento del pianeta non credo che i territori pisani siano a rischio catastrofe..per questo la proposta risulta l quanto bizzarra..e si fa allarmante quando si legge che prevede addirittura il trasferimento  del centro di coordinamento dei soccorsi dalla Prefettura all'interno della base..mi chiedo perchè la nostra protezione civile dovrebbe aver bisogno di essere coordinata da cervelli americani, che non mi sembra che nella gestione dell'emergenza a New Orleans abbiano mostrato molta competenza..
Come si legge nel comunicato dell'associazione al quotidiano comunista, gli obbiettivi dichiarati dell'iniziativa sono di " rafforzare l'integrazione tra base e la realtà circostante", secondo le dichiarazioni dei comandi Usa del campo, sembra più essere una campagna per impedire che gli abitanti della zona di Pisa e Livorno, comprendano finalmente il rischio, la pericolosità il danno economico e ambentale che la presenza di camp Darby sul proprio territorio comporta. Questo progetto di collaborazione sembra quindi essere finalizzato a creare un clima favorevole nella cittadinanza nei confronti della base, che nell'agosto del 2005 aveva richiesto alle amministrazioni di Pisa e Livorno la concessione di altro territorio nella zona di Guasticcie, a pochi km da Livorno, progetto che ha trovato molta diffidenza da parte della popolazione locale - e di cui ben presto si è smesso di parlare . Anche in questo caso, come a Vicenza, l'amministrazione Usa cera di allacciare rapporti trasversali con le amministrazioni facendo passare i loro tentativi di intromettersi negli affari italiani come vantaggi per noi poveri italiani, ai quali non viene permesso però di decidere se tollerare queste intromissioni...
April 14

...Gli accordi segreti Usa-Ita..

..."Da parte italiana è stato recentemente firmato un Accordo quadro di cooperazione Italia_Usa che amplia il perimetro d cooperazione al settore della difesa da missili balistici.." Con queste parole il sottosegretario alla difesa Marco Verzaschi (Udeur) ha reso noto il 12 aprile la camera dei deputati di un accordo siglato in gra segreto , senza quindi prima discuterlo in parlamento un accordo che prevede la condivisione di difesa missilistica, analisi, e "altre forme" di collaborazione" tra Italia e Usa- così si legge in un comunicato del generale Henry Obering III, direttore dell'agenzia Usa di difesa mistilstaca , del 27 febbraio scorso. L'accorrdo era stato fin ora tenuto segreto, finchè il sottosegretario non è stato chiamato a risponderne alle camere lo scorso 3 aprile da un interpellanza presentata da Rifondazione Comunista, rientrerebbe secondo Verzeschi  tra le "molteplici iniziative di cooperazone intreprese in ambito Nato, dove a parteire dal 1996 sono state avviate varie attività volte alla realizzazione di idonei strumenti a protezione dell'Alleanza dal rischio derivante dall'uso di missili equipaggiati con armi di distruzione di massa di nazioni ostili o soggetti terroristici", e per questo coperto da norme di segretezza.Quindi nonostanto oramai la stessa amministrazione Bush abbia dovuto ammettere che quella della armi di distruzione di massa è stata un enorme bufala i nostri governani non si fanno problemi a tirare fuori questo movente mostrando un evidente mancanza d rispetto e di consderazione per l'intelligenza di tutti noi italiani.  Inoltre stesso Obering ha chiarito che lo schieramento in Europa di missili antimissili da perte degli Stati Uniti NON rientra in ambito Nato, ma che gli Usa stanno siglando accordi con i paesi Europei scavalcando l'Alleanza dopo aver riscosso un totale rifiuto da parte della Francia e di altri paesi Europei. A ora l'Usa ha ottenuto il consenso da parte di Gran Bretagna, Polonia Repubblica ceca con accordi bilaterali.Per la stesura di questi accordi quindi il governo avrebbe dovuto in qualche nmodo assicurarsi che gli italiani fossero almeno in maggioranza favorevoli e non cercare di venderci fischi per fiaschi. Cmq l'accordo all'Italia è stato proposto nel marzo del 2006 quando c'era ancora il governo della cdl, ma non fu firmato in vista delle elezioni..E così come per la base di Vicenza pare che il governo si sia trovato "costretto" a tenere fede all'impegni del suo predecessore e apporre la firma a un documento che impone non solo il posizionamento sul territorio italiano testate missilistiche puntate oltremare, ma anche una serie di accordi attuativi successivi che che coinvolgeranno non solo le industrie militari italiane, ma anche delle università e centri di ricerca provocando un' ulteriore mlitarizzazione della ricerca a scapito di quella civile - che già non mi sembra molto incoraggiata in italia-, con i conseguenti costi della spesa militare italiana e un rafforzamento dei comandi e delle basi Usa in italia che saranno sempre più utilizate come trampolino di lancio per operazioni militari verso sud e verso est- e questo mi preoccupa non poco avendone una qui a due passi, e memore del disastro del moby prince -...tutto questo mi sembra poco adatto ad un paese la cui costituzione ripudia la guerra, e ad un governo che fino a 2 anni fa scendeva in piazza con bandiera arcobaleno che adesso evidentemente utilizzano come strofinacci per ripulire il sangue di irakeni e afgani..inoltre questa situazione oltre a mettere l'italia nella condizione di possibile bersaglio militare rischia di destabilizzare gli equilibri strategici consolidati, "specialmente con la russia", ammette Verzaschi, e concorda con lui e lo ammonisce Chiracq che vede il costituirsi di un nuovo asse che potrebbe spaccare l'europa e dare vita ad una nuova guerra fredda in cui a riscuotere le botte degli Usa resta come sempre solo l'italia...Bella prospettiva no??!! ..specialmente alla luce delle recenti dichiarazioni successive al sequestro e al rilascio del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo da parte dell'aministrazione Usa attraverso le quali con grande arroganza venivano criticate le scelte del nostro governo, il quale tra l'altro non ha avuto nemmeno la prontezza di rispondere subito, anzi prima ha nascosto la mano dando tutta la colpa / merito ad Emergency, e adesso si limita ad una flebile difesa lasciando gli uomini di Gino Strada in balia di se stessi e della guerra, oppure del caso Calipari in cui il marins lozano non solo è libero di non presentarsi in aula e non rispondere del reato di omicidio di cui si è macchiato ma si permette pure di andare in televisione e ai giornali a sparlare dei nostri giornalisti senza un minimo di pudore, e a cui non è stata chiesta nemmeno la decenza di lasciare il corpo. Da dopo la seconda guerra mondiale gli usa hanno dimostrato di ritenere l'italia una loro colania dove poter fare i porci comodi senza dover minimamente rendere conto a nessuno, vedi ustica, vedi il cermis , vedi il moby prince e in fine l'omicidio di Nicola Calipari..ora la guerra è finita da più di 60 anni e tra poco persino in Giappone avrà pagato il suo debito e potrà esportare armi..ma noi a quanto pare siamo costretti in esterno a questo servilismo verso i padroni della terra..e così sia.. 
April 13

...telecom italia addio...

Non so quanti di voi ricorderanno la discussione che ha animato mass media la scorsa estate sulla acquisizione di telecom da parte del gruppo tim e il consequenziale piano di scorporamento del Nostro affezionato Tronchetti Provera. La tim a giugno era una delle poche aziende italiane con il capitale in attivo, ma la legge dell'economia vuole che le banche predilgano riversare il proprio capitale in aziende che vantano debiti a molti zeri, quindi il progetto di tim è sin dall'inizio quello di comprare telecom ereditarne parte del debito, risanadone l'altra parte e poi venderla recuperando parte del capitale.Questo progetto, criminale dal mio punto di vista, è stato bloccato dall'autority e si è cercato di trovare una soluzione che impedisse la scissione e l'acquisizione della più importante azianda delle telecomunicazioni italiana con capitali stranieri. Ma ieri l'Unione europea ha decretato lecita la scissione e non solo ha impedito all'autority di spingere per una rinazionalizzazione dell'azienda, auspicando addirittura l'apertura a capitali extraeuropei, che sarebbe a dire a AT&T grande colosso delle comunicazioni made in Usa, che da tempo sembra essere interessata all'ex azienda nazionale italiana. A prescindere dal fatto che io sia stata sempre contraria alla privatizzazione e de-nazionalizzazione delle aziende statali, come trenitalia o autostrade, nel caso della telecom l'arrivo di capitale straniero e in particolar modo americano mi preoccupa ancora di più. I recenti scandali che hanno animato le pagine dei quotidiani nell'ultimo anno, a partire da Antonveneta per arrivare a moggiopoli hanno mostrato come telecom non solo abbia il totale e indiscriminato controlo sulle vite di tutti noi ma anche come non sia stato difficile fare un uso delle intercettazoni illecito e scorretto, per il quale telecom è finita sotto inchiesta, e che ha reso impellente e necessaria la stesura di una legge sulle intercettazioni che però ancora non c'è stata. Alla luce di ciò e dei difficili rapporti internazionali che si stanno delineando anche per questioni legate alle guerre in corso mi sembra che la prospettiva dell'inserimento di soggetti stranieri specialmente americani, che avranno accesso ai dati sensibli e a tutte le conversazioni che passano per le proprie reti , sia abbastanza rischiosa e ben poco intelligente.

March 24

Telefonia..come non restare fregati dal post Bersani

 Come tutti saprete a partire dal 4 marzo sono stati aboliti con il decreto Bersani costi di ricarica dei cellulari..per questo i gestori telefonici, chi più chi meno si stanno ingegnando perchè quello che perdono da una parte rientri loro dall'altra..Con aumenti, offerte, nuovi servizi di messaggistica a pagamento ecc..per riuscire a orientars nella giungla delle tariffe telefoniche riporto una sintesi di alcuni articol sull'argomento pubblicati su www.soldiblog.it con qualche consiglio su come non passare per fessi.. 
 
 
 
La dura legge del taglione delle tariffe telefoniche
 
"Consumatori - gestori di telefonia mobile 1 a 0. Vinta la battaglia con l'abolizione dei costi di ricarica non si può dire che lo sia la guerra contro gli extra costi applicati ai telefonini. L'assedio agli interessi di settore sembra infatti destinato a durare ancora a lungo per quanto riguarda lo scatto alla risposta e la trasparenza sulle informative dei piani tariffari. Nonostante l'entrata in vigore della delibera del 6 marzo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sui prospetti informativi "trasparenti" i vari gestori non sembrano aver migliorato la leggibilità delle tariffe agli occhi dei consumatori. Certo ora compaiono sui vari siti delle comode e consultabili tabelline a volte anche comparative, fermo restando però un fitto sottobosco di noticelle e postille di non immediata comprensione.

Anche sul fronte costi di ricarica sembrano sorgere alcune complicazioni….se alcuni operatori hanno deciso il passaggio obbligato per il proprio bacino di utenza a tariffe più costose, altri hanno invece optato per la riformulazione delle offerte commerciali a tutto vantaggio delle opzioni "flat".

E' il caso di Tim  il cui neo-direttore generale Luca Luciani ha iniziato una politica tariffaria rivoluzionaria di rottura con il passato proponendo un ventaglio di offerte flat, tra cui MaxxiDay che offre la possibilità di disporre di 500 minuti al giorno per chiamare Tim e inviare 500 Sms sempre a telefonini Tim, al costo di 1 euro per un giorno, fino a 10 euro per 10 giorni. Sempre in questi giorni (ma a un target molto mirato di clienti di carte prepagate) ha offerto per 4 euro al mese 1.000 minuti di chiamate verso altri telefonini Tim.

Si prosegue poi con le tariffe "Tutto Compreso" da 30, 60, 90 euro a sostituzione delle vecchie Tim Relax:

  • con 30 euro si ha un telefonino (con 24 mesi di obbligo contrattuale), 250 minuti di telefonate verso tutti i numeri nazionali di fissa e mobile, senza distinzione di gestore;
  • con 60 euro si hanno 600 minuti di chiamate ma anche 600 Mbyte di navigazione;
  • con 90 euro ci sono 900 minuti di chiamate e 900 Mbyte di navigazione Internet.

Il ricco piatto delle offerte telefoniche prosegue con il cambio di rotta di Vodafone, che capita la tendenza all'utilizzo dello standard IP per le chiamate, apre a nuove frontiere cercando di dimenticare la burrascosa rivoluzione normativa. Arriva frettoloso dal Cebit di Hannover l'annuncio di un nuovo servizio che permetterà di effettuare chiamate via telefonino sfruttando la rete Internet. Sebbene il servizio in oggetto, denominato in codice Starfish e di fatto un programma "clone" di Skype, sia ancora un progetto pronto solo sulla carta il fatto che il primo carrier di telefonia mobile al mondo abbia di fatto confermato l'intenzione di portare sul cellulare anche i servizi Voip (dopo quelli di eBay, YouTube e MySpace) è sintomo di una imminente rivoluzione nel settore. Offrendo infatti ai clienti un software in grado di attivare chiamate su reti Ip, Vodafone metterebbe a repentaglio una parte dei propri profitti derivanti dalle chiamate voce tradizionali, e cioè l'attuale gallina delle uova d'oro per tutti gli operatori di rete mobile .

Non cercherà mica di farci dimenticare, con clamorosi effetti speciali, lo scandaloso tentativo di appiopparci opzioni mai richieste sui piani tariffari per recuperare pecunia sui costi di ricarica??
Da giorni il Codacons sta infatti ricevendo migliaia di segnalazioni da parte di arrabbiatissimi clienti Vodafone che si sono visti attivare sul proprio telefonino "Sms vocale". Il costo dell'invio di un "Sms vocale" è di 0,29 euro. La cosa che appare grave è che il servizio sia stato attivato ai clienti senza alcuna autorizzazione da parte loro e senza che gli stessi ne abbiano fatto richiesta o abbiano espresso il proprio consenso all'attivazione.

"Chiediamo all'Autorità per le comunicazioni di intervenire con urgenza, per verificare se il comportamento di Vodafone sia pienamente legittimo e, se necessario, disporre l'interruzione del servizio - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - L'impressione dei consumatori è che, dopo il taglio dei costi di ricarica imposto dal Decreto Bersani, l'arroganza delle compagnie telefoniche torni a farsi sentire più forte di prima".

Chi riuscirà a sopravvivere alle dure leggi del marcato ora che il protezionismo sul settore si sta sgretolando?"

 

Come aggirare la tele-truffa Vodafone

gli operatori di telefonia mobile le stanno provando tutte per compensare la perdita provocata dall'abbattimento dei costi di ricarica ... questo però non implica che il fine giustifichi i mezzi. Oltre a Wind anche Vodafone ha adottato un piccolo stratagemma per arginare le perdite sui costi fissi a totale insaputa dei consumatori. Dal 6 marzo infatti ha introdotto due nuove "funzionalità" ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica (al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica ossia il 99% degli utenti.

Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a e il telefono è spento sentirete una voce che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa funzione è necessario:

  • essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it
  • effettuare l'accesso al proprio account
  • Cliccare su "190 fai da te", poi sul menu di sinistra la voce "Servizi e Promozioni"
  • Cercare nell'elenco dei servizi le voci "Ricezione SMS vocale" e "Notifica Ricezione Vocale" (solitamente è nella seconda pagina)
  • Cliccare sul pulsante "Disattiva" nel rettangolo i ciascun servizio da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce minuscola in basso con scritto "Clicca qui per confermare l'operazione"
  • Eseguire lo stesso procedimento per entrambi i servizi.

Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!!

( Il servizio può essere disattivato anche chiamando il numero 42070, gratuito almeno questo. ndr.)

 

Chi semina Wind raccoglie tempesta!

"Gentile cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158"

Come denunciato da una nostra lettrice e confermato da una associazione Consumatori in questi giorni il "furbetto" del telefonino Wind ha comunicato a centinaia di clienti questo messaggio in cui si da chiara indicazione dell'avvenuto cambio tariffario da Wind 10 a Wind 12.

Wind 12, come si legge nella pagina di presentazione, prevede una tariffa, applicata per chiamate verso qualsiasi numero, di 12 centesimi di euro al minuto, uno scatto alla risposta di 16 centesimi (che con Wind 10 era di 15 cent), 15 centesimi per ogni SMS e notifica SMS (contro i 10 dell'offerta precedente), 60 centesimi per gli MMS. Le videochiamate verso cellulari Wind costeranno 50 centesimi al minuto, mentre quelle effettuate verso numeri di altri operatori costeranno 1 euro al minuto. Le lagnanze degli utenti vertono sul passaggio forzato dal piano tariffario previsto da Wind 10 alla nuova offerta Wind 12, meno conveniente. Gli operatori del call center Wind, interpellati dalla redazione a più riprese, sono stati concordi nel sottolineare che la variazione contrattuale coinvolgerà solamente chi oggi aderisce al piano Wind 10 e che questa modifica avviene in conformità all'articolo 2.4 della carta dei servizi.

Secondo il Codacons la strategia elaborata dalla compagnia “elude il Decreto Bersani con conseguenze pesanti per gli utenti".

Ad aggravare la situazione secondo D'Ambra la politica al rialzo di wind che verrà prossimamente applicata anche agli altri piani tariffari. L'Authority, inoltre, Generazione Attiva ha denunciato anche altri comportamenti ritenuti scorretti, "come quello di Tim e Vodafone circa il servizio SOS RICARICA su cui permane il costo di ricarica (ricarica da 3,00 euro contenente 1,00 euro rappresentato da costo di ricarica e solo 2 Euro di traffico)".

Adusbef e Federconsumatori hanno tempestivamente provveduto a denunciare l’accaduto all’Agcom perché ne valuti la legittimità sostenendo che le modifiche unilaterali dei contratti sono state attuate, illegittimamente, per recuperare quanto perso dai tagli dei costi di ricarica.

A denunciare l’attivazione di servizi non richiesti è invece l’Adoc, che chiede all’Authority di punire le compagnie protagoniste di ogni forma di elusione della legge che ha abolito i costi di ricarica visto che “migliaia di consumatori si lamentano per l’attivazione della segreteria telefonica, per la modifica unilaterale del piano tariffario, per la difficoltà nel reperire ricariche di piccolo taglio”.

Noi ci associamo invece al Movimento Consumatori nel consigliare il cambio di gestore viste le schizofreniche cattive notizie che piovono continuamente dall'aranciato cielo di Wind.

E' in questi giorni arrivato sul tavolo dell'Antitrust anche un esposto per pubblicità ingannevole, "dopo i messaggi che per giorni hanno invaso giornali, tv e radio veicolando informazioni che lasciavano intendere come, quella dell'eliminazione dei costi di ricarica, fosse stata una spontanea scelta degli operatori e senza minimamente far riferimento all'obbligo derivante dal Decreto legge che ne ha imposto l'abolizione. 


 


 

....disinformazione.it

Non è durato nemmeno tre giorni il senso di lieve sollievo dopo il rilascio del giornalista italiano Daniele Mastrogacomo rapito dai "talebani", il governo italiano con la presa di distanza dalle trattative portate avanti da emergency ha definitivamente detto addio ad ogni minima parvenza di discontinuità dalla politica di chi lo ha preceduto affermando la sua presenza in afganistan come una forza a fianco dell'invasori e non del popolo afgano..Ieri Massimo D'Alema, bombardato dalle accusa mosse dagli usa, dal governo afgano, dall' onu, insomma da tutti per aver trattato con i terroristi ha nascosto finalmente la sua manina dietro la schiena prendendo le distanze dalla mediazione importantissima di gino strada e promette a cordoleeza rice di mandare un altro contingente e degli armamenti in Afganistan.
La mozione sul rifinanziamento delle truppe in Afganistan sarà discussa alle camere martedì e lo spettro della scorsa crisi di governo aleggia ancora nelle stanze istituzionali e avrà purtroppo diritto di voto.
E intanto in Afganistan la guerra è ancora in corso, le truppe italiane sono coinvolte in azioni di guerra vere e proprie a sud del paese, luogo ameno in cui il controllo da parte del governo fantoccio afgano è completamente assente. Inoltre mentre in italia si sta a scusarsi son la nuova lady di ferro, in versione stelle e strisce, la sorte del mediatore d emergency che ha trattato per la liberazione di Mastrogiacomo, rapito dal governo afgano è incerta, come quella dell'interprete del giornalista di cui si sarebbero perse le tracce dopo la liberazione..Nemmeno la riconoscenza verso chi ha permesso di risparmiare una vita rischiando la propria ci fa trovare la dignità di andare fino in fondo e chiedere verità..
 
Per fortuna qualcuno questa verità ce la dice ... pubblico qui sotto un saggio scritto da  Antonella Randazzo  per www.disinformazione.it il e pubblicatto il 19 marzo 2007 , su come samo arrivati a questa guerra e quanto poco siano nobili gli scorpi e gli inetressi dei nostri alleati d'oltreoceano.

 

La distruzione dell’Afghanistan

di Antonella Randazzo  
Autrice del libro: "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"

Da molti anni le autorità anglo-americane si accaniscono in maniera crudele e spietata contro l'Afghanistan. Già nel 1919, gli inglesi fecero guerra all'Afghanistan per poter continuare ad imporre il proprio dominio. Quell'anno la resistenza afgana, guidata da Amanullah Khan, riuscì a prevalere e a rendere il paese indipendente. Iniziò una fase di riforme e cambiamenti. Furono realizzati sistemi d’irrigazione, costruite nuove strade e scuole, e venne abolito l'obbligo di portare il velo. Per molti anni gli inglesi e gli americani cercarono di imporre un controllo indiretto, finanziando governi conservatori. Negli anni Settanta diventò più difficile controllare l'Afghanistan perché il paese tendeva a laicizzarsi e a realizzare una maggiore libertà e indipendenza. Invano le autorità statunitensi foraggiavano bande di estremisti religiosi, che avevano il compito di opporsi alle riforme.  

Una svolta importante si ebbe nel 1978, quando il Partito Democratico del Popolo afghano (PDPA) iniziò la "rivoluzione d'aprile" e fondò la Repubblica Democratica dell'Afghanistan, sotto la guida di Nur Muhammad Taraki.
Gli Usa cercarono di far credere che il nuovo governo era un governo fantoccio dell'Urss, per poterlo abbattere. Ma ciò non era vero, come spiegarono il New York Times e il Washington Post, che riferirono che il nuovo governo era sostenuto dalla maggioranza degli afgani, e che "la lealtà degli afgani verso il governo è fuor di dubbio".[1]
Il governo di Taraki attuò riforme sociali importanti: iniziò una campagna per l'alfabetizzazione e introdusse l'assistenza medica gratuita per tutti. Inoltre, abolì il potere feudale nelle campagne, introdusse la libertà di religione e l'uguaglianza fra uomini e donne. Parecchie persone beneficiarono di questi cambiamenti, ad esempio, Saira Noorani racconta:

Ogni ragazza poteva andare alle scuole superiori e all'università. Potevamo andare dove volevamo e vestirci come ci pareva... Potevamo frequentare i caffè, e il venerdì andavamo al cinema a vedere gli ultimi film indiani e ascoltare gli ultimi successi della musica hindi... Tutto è cominciato ad andare storto quando i mujaheddin hanno iniziato a vincere... Uccidevano gli insegnanti e bruciavano le scuole... Eravamo terrorizzate. Era comico e nel contempo triste pensare che quelle erano le persone che erano state sostenute dall'Occidente.[2]

Il governo afgano veniva continuamente minacciato dagli Usa, e per questo chiese all'Urss di essere aiutato militarmente. Le autorità americane volevano intervenire prima possibile per abbattere il legittimo governo afgano. Anni dopo, lo stesso Zbigniew Brzezinski[3],  Consigliere per la Sicurezza Nazionale , confessò a Le Nouvel Observateur del 15 gennaio del 1998, che gli Usa avevano attuato in Afghanistan una serie di operazioni di sostegno dei mujaheddin, per alzare le probabilità di un intervento russo:

Secondo la versione ufficiale della faccenda, gli aiuti ai mujaheddin da parte della Cia sono cominciati durante il 1980, ovvero, dopo che l'armata rossa aveva cominciato l'invasione dell'Afghanistan il 24 Dicembre 1979. La realtà, rimasta fino ad oggi strettamente celata, è completamente diversa: è stato il 3 luglio 1979 che il presidente Carter ha firmato la prima direttiva per aiutare segretamente gli oppositori del regime filo sovietico di Kabul.

Quello stesso giorno ho scritto una nota al presidente nella quale si spiegava che a mio parere quell'aiuto avrebbe determinato un intervento armato dell'unione sovietica in Afghanistan.

(...) Non abbiamo spinto i russi ad intervenire, ma abbiamo consapevolmente aumentato le probabilità di un loro intervento... Il ruolo fondamentale è svolto dai servizi segreti pakistani (ISI) che ricevono intelligence e finanziamenti da USA e Arabia Saudita ( sono questi gli anni dell'alleanza economica tra la famiglia Bush e la famiglia saudita dei bin Laden, al cui proposito torneremo in seguito). L'ISI gestisce autonomamente i fondi americani e la guerra contro la Russia non viene presentata al popolo afgano e ai volontari stranieri (che d'ora in poi chiameremo arabi-afgani) come una guerra pro-America, ma come una jihad islamica contro gli infedeli comunisti. I pochi ufficiali, che in realtà erano a conoscenza del vero ruolo americano, lo hanno silenziosamente accettato, pur di abbattere l'allora principale nemico russo.[4]

A partire dal luglio del 1979, la Cia iniziò ad organizzare l'esercito dei mujaheddin, per poter fare una grande guerra per procura, sul modello di quella organizzata nel Laos negli anni Sessanta e Settanta.
La Cia preparò manuali operativi su cui si dovevano basare le nuove tecniche di arruolamento. Occorrevano ferventi predicatori, che convincessero molti giovani che Dio stesso li stava chiamando a combattere contro gli "invasori" russi. La paga era misera, all'incirca 10-20 dollari al mese, ma il premio ultraterreno oltremodo generoso: il paradiso. In un misto di inganno, mistificazione e licenza di commettere crimini, vennero addestrati centinaia di migliaia di combattenti per la jihad americana.

I capi mujaheddin erano fanatici, spietati e sanguinari, e ricevevano grosse somme dalla Cia per arruolare e addestrare. Uno di loro, Gulbuddin Hekmatyar, nel 1986, venne invitato a Londra, e in quell'occasione il Primo ministro inglese Margareth Thatcher lo definì "combattente per la libertà".[5]
Gli Usa si valsero del governo pakistano e dei suoi servizi segreti (Isi), organizzati dalla Cia, per addestrare 100.000 militanti islamici, fra il 1982 e il 1992. Crearono i combattenti mujaheddin, che utilizzarono in numerose guerre. Grazie ad infiltrati e ai servizi segreti, scatenarono un conflitto fra i diversi gruppi afgani e formarono gruppi di mercenari combattenti affinché mettessero in difficoltà il governo afgano. Robert Gates, direttore della Cia in quel periodo, nel suo libro From the Shadows, parlò delle operazioni segrete degli Usa in Afghanistan nel 1979. La Cia non si limitò a destabilizzare, ma pagò milioni di dollari affinché fosse rafforzato l'estremismo. Le autorità americane fecero pubblicare e diffondere nelle scuole molti libri che inneggiavano all'odio contro l'Occidente. A questo proposito, così scrisse il Washington Post del 23 marzo 2002:

Questi manuali zeppi di riferimenti al Jihad e di immagini di fucili, proiettili, soldati e mine sono alla base del programma scolastico nazionale. Anche i talebani hanno usato i libri pubblicati con i soldi americani (...). (libri che ) Hanno fomentato la violenza in un'intera generazione.[6]

Il fanatismo e la violenza fomentati dagli Usa scatenarono in Afghanistan, negli anni Novanta, una guerra civile. I Talebani, nel 1994 divennero la formazione politico-militare più forte, e alla fine degli anni Novanta sottomisero il paese all'estremismo religioso più violento e disumano.  Nel 1996 si impadronirono di Kabul grazie all'aiuto della società petrolifera americana Unocal (Union Oil of California), della Cia e dei servizi segreti pakistani. Dal gennaio del 1980, gli Usa sostennero economicamente e militarmente il Pakistan, allo scopo di bloccare l'avanzata dell'Urss in Afghanistan. Nel 1987 gli Usa avevano dato alla guerriglia circa 65000 tonnellate di armi e aiuti economici fino a 470 milioni di dollari. L'Isi assunse ben 150.000 persone, grazie ai dollari americani, e costruì un'organizzazione segreta efficiente e potente, che finanziava cellule di al Qaeda ovunque. Nel 1989 le truppe sovietiche furono costrette al ritiro. Questa sconfitta contribuirà alla futura dissoluzione dell'Urss, che era uno degli obiettivi dell'élite americana.

Il mondo assistette ignaro ai cambiamenti drammatici in atto in Afghanistan: nel 1993 era ormai un paese distrutto. Sarà diviso in diverse zone di influenza. Il Pakistan, grande produttore di oppio, voleva incrementare la produzione e il controllo di questa droga, e creò in Afghanistan grandi piantagioni di oppio. La Cia approvò pienamente il progetto e l'Afghanistan diventò uno dei maggiori produttori di oppio.[7]
Dal 1994 al 1998 il sostegno Usa ai Talebani fu totale, e in cambio chiedevano la tutela dei loro interessi strategici ed economici in quell'area. Dal 1999 al 2000 il sostegno non era più totale, perché i Talebani non obbedivano ciecamente a Washington e non riuscivano a sottomettere la popolazione.
La Unocal voleva realizzare un oleodotto che arrivasse fino al Pakistan, passando attraverso il Turkmenistan e l'Afghanistan. Nell'estate del 1998 iniziò la costruzione, ma già nell'agosto i lavori si interruppero e la Unocal uscì dal Centgas, il consorzio creato per la costruzione delle condutture. Il progetto fallì per diversi motivi, soprattutto per la difficoltà a mantenere la sicurezza. Il Business Recorder del 24 marzo del 2000 scrisse:

Secondo quanto confidato al nostro giornale da fonti attendibili, la società americana (Unocal) starebbe trattando con le autorità locali perché venga garantita la sicurezza del suo personale impegnato sul suolo afgano. Un'operazione curiosa, quella dell'azienda, dato che l'Afghanistan, considerato un fiancheggiatore del terrorismo, è oggetto di pesanti sanzioni da parte delle Nazioni Unite.

I rapporti fra gli Usa e i Talebani diventarono a dir poco ambigui e strani.  La Enron stabilì stretti legami con i Talebani per realizzare un oleodotto. Il paradosso fu che mentre Clinton bombardava l'Afghanistan, come presunto covo di bin Laden, la Enron foraggiava i talebani. Ufficialmente, già nel 1996, Osama bin Laden aveva trovato rifugio in Afghanistan e nell'agosto aveva iniziato la cosiddetta "guerra all'America". Nel novembre di quell'anno si ebbe un attentato terroristico in Arabia Saudita, che fece diciannove morti. Anche gli attentati del 23 febbraio del 1993 contro il World Trade Center, che uccisero 6 persone e ne ferirono più di 300, e del 1995 a Riad, furono collegati alla rete di bin Laden, ma come nulla fosse la Unocal e la Enron facevano affari con i Talebani. Nel 2000 si hanno prove di sostegno ai Talebani tramite l'Isi. Quindi, gli Usa, mentre ufficialmente criminalizzavano i Talebani, di nascosto li finanziavano e facevano affari con loro. I media parlavano di una rottura fra i Talebani e gli Usa, e di una conseguente "guerra terroristica" iniziata dai Talebani delusi dagli Usa.

Le autorità statunitensi iniziarono nel 2000 ad attuare misure contro l'Afghanistan. Il Toronto Sun scriveva il 4 dicembre del 2000: "Gli Stati Uniti misero in atto, contro l'Afghanistan devastato dalla guerra un embargo punitivo stile Iraq, in un momento in cui buona parte dei diciotto milioni di abitanti del paese era senza tetto e stava morendo di fame".[8]
L'embargo e le operazioni militari degli Usa avevano lo scopo di distruggere e piegare il paese, in modo tale da poterlo controllare. L'embargo colpiva la gente comune, e non i Talebani. Morirono almeno tre milioni di persone, di cui moltissimi erano bambini. In Afghanistan gli americani stavano praticando gli stessi metodi di sterminio dei civili praticati in Vietnam, in Cambogia, in Iraq e in molti altri paesi. Non c'erano prove certe che i Talebani fossero in contrasto con le volontà americane. Nel luglio del 2001 Christina Rocca, vicesegretario di Stato americano per l'Asia meridionale, annunciò che quarantatré milioni di dollari sarebbero stati dati ai Talebani. La motivazione era quella degli aiuti umanitari, ma i Talebani non erano tenuti a dare un rendiconto di cosa avrebbero fatto con tale somma.

Nei giorni successivi all'11 settembre, Bush si prodigò a dimostrare che i Talebani erano nemici, arrivando addirittura a parlare di un'operazione per abbattere il regime talebano. Il piano, che era stato delineato nella "Direttiva presidenziale per la sicurezza nazionale",  sosteneva interventi militari, diplomatici e di intelligence per lottare contro al Qaeda. In realtà si trattava di un'invasione progettata già dal 1997.[9] 
Dopo l'11 settembre Bush si sentiva di avere mano libera per agire ovunque. Il 7 ottobre del 2001 gli Usa iniziarono a bombardare l'Afghanistan, uccidendo migliaia di persone inermi e costringendo altre migliaia di persone a morire di fame a causa della difficoltà ad avere gli aiuti umanitari su cui si basava la loro esistenza. Dal 7 ottobre e il 10 dicembre morirono, sotto le bombe americane, 3.767 civili, in media 62 morti innocenti al giorno.[10]

Successivamente l'Onu, con la risoluzione n. 1368 ha legittimato la guerra, e dall'agosto del 2003 è intervenuta la Nato.
L'intervento bellico del 2001 si concluse due mesi dopo, con la caduta dei Talebani. Gli Usa volevano ripristinare la produzione di droga, che era precipitata in seguito agli accordi che i Talebani avevano stipulato con l'Onu nel 2000. L 'Onu aveva imposto il divieto di coltivazione del papavero. Con la vittoria degli Usa la produzione di droga, dall'1,4% (2001) della produzione mondiale, salì al 78% (2003).  Raggiunse quasi i livelli record del 1999 (79%). Gli Usa misero al governo Hamid Karzai, un ex agente della Cia, che aveva lavorato in Afghanistan nel periodo in cui la Unocal stava trattando con i Talebani per la costruzione dell'oleodotto.

Anche oggi i rapporti fra le autorità americane e Talebani sono a dir poco inquietanti. I mass media creano sempre più confusione sulla situazione afgana, per nascondere la verità. Alcune fonti[11] sostengono che i Talebani traggono profitti dai raccolti di oppio, mentre altre fonti[12] sostengono che è la Cia a coordinare la produzione e lo smercio internazionale dell'eroina. Il commercio di droga è terzo per la quantità di profitti (dopo il petrolio e la vendita di armi). E' un settore di massima importanza per la criminalità organizzata e per i servizi segreti americani. La Cia finanzia le sue numerose guerre per procura anche grazie ai proventi di questo traffico, e accresce il suo potere finanziario con investimenti nelle numerose banche compiacenti. Alla luce di questo si comprende che l'economia della droga ha dei padroni molto potenti, che basano il loro potere sulla supremazia militare mondiale e sul lavoro dell'intelligence. E' facile capire che non si tratta dei Talebani.  

Gli stessi americani sostengono che i Talebani si autofinanziano grazie al traffico di droga. Ma il traffico di oppio, in Afghanistan, è controllato dai Signori della guerra, che sono a loro volta controllati dal governo Karzai (che è controllato dalla Cia). Poco tempo fa emerse una lista di nomi dei Signori della guerra che controllano il traffico di droga. La lista venne immediatamente insabbiata perché c'era anche il nome del fratello di Karzai.

Siamo proprio sicuri che siano un gruppo di Talebani i nemici da combattere? Dai fatti non si direbbe. Attraverso l'agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (Usaid), le autorità americane finanziano gruppi di estremisti islamici, che operano, oltre che in Afghanistan, anche in Egitto e in Pakistan. Ufficialmente l'Usaid sarebbe un'organizzazione benefica, ma sono emerse numerose prove e testimonianze dell'aiuto finanziario che fornisce ai Talebani. In diversi casi è emerso che i Talebani sono stati protetti dai servizi segreti statunitensi. Il comandante delle truppe Isaf, il britannico David Richards, che aveva individuato una strategia per isolare i Talebani dalla popolazione, nel febbraio scorso è stato immediatamente sostituito con il generale americano Dan McNeil.

I Talebani sarebbero riforniti ed equipaggiati sul territorio pakistano, come avveniva al tempo della guerra contro l'Urss,  e sarebbero persino aiutati dal governo di Islamabad, con 2.500 esperti combattenti. Ma il governo pakistano è controllato, attraverso l'Isi dalla Cia. Ufficialmente, il governo di Pervez Musharraf è al fianco di Bush e contro i Talebani, ma in segreto aiuta ad armare e addestrare i terroristi, controllato dalla Cia, com'è sempre avvenuto.
I Signori della guerra non sono altro che l'85% dei parlamentari afgani, eletti con brogli, intimidazioni e irregolarità di vario genere. Le stesse persone, che siedono in Parlamento o che lavorano per il governo, si occupano del traffico di oppio. I Signori della guerra, nel periodo fra il 1992 e il 1996, hanno massacrato decine di migliaia di civili. Soltanto a Kabul vennero massacrati 65mila civili. Nessuno ha pagato per quei crimini, e molti responsabili oggi siedono in parlamento o governano. Questa situazione è stata denunciata anche dalla parlamentare Malalai Joya, che per questo è stata minacciata di morte. 

Nel 2006 sono state prodotte 6.100 tonnellate di oppio. Le coltivazioni interessano almeno 164.700 ettari e permettono di produrre il 90% del fabbisogno mondiale.
Prima che arrivasse la Cia , in Afghanistan e in Pakistan non esisteva la produzione di eroina, ma soltanto una modesta produzione di oppio. Dopo l'intervento americano i due paesi divennero i maggiori esportatori di oppio e di eroina.
Le morti per eroina negli Usa, negli anni Novanta, aumentarono del 100%, e in Pakistan, dove prima della guerra c'erano pochissimi tossicodipendenti, dopo la guerra diventarono 1,7 milioni. In un rapporto del Drug Control Program delle Nazioni Unite (Unidcp), pubblicato nel 2001, viene tradotto in cifre l'aumento notevole della produzione di oppio in Afghanistan: nel 1980 ne veniva prodotto appena il 5% della produzione mondiale, mentre nel 1990 se ne produceva il 70%. La società e l'economia afghana vennero devastate dalla massiccia militarizzazione e dalla cultura della droga, che ormai aveva assorbito gran parte delle coltivazioni.

La Costituzione afgana è stata redatta dagli occupanti, e presenta paradossali ambiguità: in teoria riconosce i diritti umani, politici e civili e la parità tra uomini e donne, ma in realtà non impedisce la pena di morte, la lapidazione e i "reati" religiosi. 
Nel 2006 i media si occuparono in modo serrato del caso di Abdul Rahman, condannato a morte perché si era convertito al cristianesimo. Ma nessuno diceva che ciò era legale perché previsto dalle leggi afgane, che sono state elaborate dagli americani e scritte dapprima in inglese. Le leggi imposte all'Afghanistan dalle autorità americane prevedono la pena di morte per chi rinnega la religione islamica. Ciò significa che il sistema di oppressione dell'estremismo religioso islamico è stato imposto agli afgani dagli occupanti per meglio controllare e vessare la popolazione. Hanno utilizzato la religione per opprimere il popolo, in modo tale che fosse più facile sottometterlo. In Occidente, invece, passa il messaggio errato che queste tradizioni siano volute dal paese, come se tutti i cittadini afgani fossero felici che la loro libertà venga limitata da una religione oppressiva. E come se il processo di laicizzazione non fosse stato bloccato dagli occupanti anglo-americani.

I fondamentalisti religiosi, grazie alle autorità americane, hanno acquisito un potere enorme. Essi impongono la legge coranica in modo fanatico, e  così aiutano gli Usa ad opprimere i cittadini. 
I nostri soldati si trovano a sostenere una guerra d'occupazione, con tutte le caratteristiche di una guerra coloniale, e infrangono l'articolo 11 della nostra Costituzione, che non ammette "missioni" di guerra. In Afghanistan sono stati portati diversi velivoli da combattimento italiani, che saranno utilizzati dalle nostre truppe contro la resistenza armata afgana. Le autorità italiane hanno diffuso una motivazione del tutto risibile: gli aerei da combattimento serviranno, secondo la versione ufficiale, per "fotografare i papaveri da oppio". Le nostre autorità militari e politiche si ostinano a farci credere che la missione Isaf è di "pace" e che i soldati possono combattere soltanto in risposta alle aggressioni. Ma in un paese occupato che cerca di liberarsi, le truppe d'appoggio all'occupante sono truppe di pace o di guerra?

Nel settembre del 2006 gli italiani parteciparono all'offensiva chiamata operazione 'Wyconda Pincer', che per sbaglio venne resa nota, facendo capire a tutti che le truppe Isaf non sono "truppe di pace". I combattimenti sono contro la resistenza afgana, che vuole liberare il paese dall'occupazione occidentale. Probabilmente, i Talebani servono a terrorizzare la popolazione e a permettere di propagandare la guerra come "missione contro il terrorismo". 
Il "terrorismo" è un modo per giustificare la militarizzazione e la guerra da parte delle truppe occidentali. Come spiega lo storico Frank Furedi: "terroristi diventano tutte le persone straniere che non piacciono. Inoltre il terrorismo viene ridefinito come metafora multiuso ogni qualvolta il Terzo Mondo richieda un'azione concorde dell'Occidente".[13]

Le autorità anglo-americane non ritengono possibile lasciare l'Afghanistan libero perché si tratta di un'area geostrategicamente importante, e perché occorre controllare la produzione di oppio. Le autorità occidentali vogliono apparire, attraverso i media, come benefattori. Non hanno il coraggio di dire che la missione Isaf è una missione di guerra. Una guerra contro un popolo, che prevede combattimenti feroci e l'uccisione di civili inermi. Oggi esistono numerosi filmati che testimoniano questo. Anche i rapporti delle Forze Aeree Usa (Centaf) attestano che la missione Isaf è una missione di guerra. Ad esempio, uno di questi rapporti dice:

4 ottobre (2006), 35 sortite. Un bombardiere Usa B- 1 ha sganciato bombe Gbu-38 da 227 chili nella provincia di Uruzgan nel corso di una battaglia tra truppe Isaf e talebani.

Caccia britannici Harrier hanno bombardato la zona di Samangan con bombe bombe Gbu-38 e missili.

Gli stessi aerei hanno poi sganciato bombe Gbu-16 “Paveway II” da 454 chili e lanciato missili nel distretto di Garmsir (Helmand).

Missioni di supporto aereo alle truppe Isaf impegnate in combattimenti a Nawzad (Helmand) e a Sado Kala (Ghazni).[14]

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