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* Nuda Veritas ***poca cognizione è cosa pericolosa...ma anche molta!**
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September 27 ...diritti e doveri...come l'uovo e la gallina...Insomma la febbre del
blog dopo aver contagiato comici, attori cantanti e umili mortali pare
essere venuta anche al nostro caro sindaco Alessandro Cosimi, in
seguito alla triste vicenda dei bambini Rom morti nel rogo di pian di
rota lo scorso agosto, e alla vergognosa reazione che ha avuto la
cittadinanza livornese, che si è dimostrata non tanto aperta e
tollerante quanto pensava di essere. E sul suo blog, , che non sto a
linkare ma che è raggiungibile dal sito del comune di livorno, da tutta
questa triste storia non è emerso solamente il razzismo insito forse in
tutti noi italiani, livornesi compresi, ma la tremenda ignoranza con cui
la maggior parte di chi commenta si relaziona al problema, parlando per
loghi comuni o per sentito dire, senza un minimo approfondimento
storico o culturale, cosa molto grave quando si parla di argomenti
delicati e se finalizzata come in molti casi a fomentare odio. Forse
molti livornesi che parlano e scrivono al blog e ai giornali non sanno
che per esempio a livorno la percentuale di rom sulla popolazione è
bassissima , circa il 2 % tra rom e zingari, e che queste due etnie
non sono proprio la stessa cosa, non sanno che i rom sono una
popolazione seminomade di origini rumene che è stata costretta da
decenni di persecuzioni, dai nazisti prima dai comunisti dopo da tutti
noi adesso, a seminarsi nel resto d'europa, mentre gli zingari sono
popolazioni nomadi per lo più gitani provenienti dalla spagna o
dall'ungheria. Forse non sanno nemmeno che il furto non è scritto nel
dna dei rom, che in molte realtà europee e anche italiane riescono a lavorare e a vivere in una casa pagando l'affitto.
Lo fanno, si intende, quando gliene viene data la possibilità, altrimenti
si organizzano come possono, come faremmo ognuno di noi se avessimo
fame, vivessimo sotto un ponte e se ci vedessimo negato il diritto alla
dignità. Forse non sanno che le comunità rom sono sparse per tutta
europa, sono in francia in germania e se questi paesi non hanno
problemi come l'italia, è perchè sono riusciti veramente ad optare per
una politica di intergrazione, - e questo vale per i rom come per tutte
le altre minoranze - applicando una legge europea che tutela
l'integrazione delle minoranze straniere, cosa che non è avvenuta in
italia. Infatti durante i giorni successivi si parlava costituire una
commisssione europea che facesse luce sui perchè questo in italia non
sia accaduto. Anche se effettivamente basta vedere in che direzione si
dirigono città come bologna o firenze, dove in nome della "legalita" si
attua una politica di tolleranza zero mirata a negare a queste persone
anche il diritto alla sopravvivenza. Ed è proprio sul concetto di
legalità che vorrei interrogare il nostro sindaco, che ho votato ma se
tornassi indietro me la mangerei la scheda elettorale, e i suoi
colleghi di partito Domenici e Cofferati, su cosa si intenda per
legalità? legalità è impedire alle minoranze di delinquere ma non
impedire agli italiani di sfruttarli? Mi ricordo l'eclatante caso dello
sgombero di qualche anno fa di un campo nomadi a Riva di Reno a
Bologna, le ruspe arrivarono all'accampamento in piena mattina, quando
c'erano solo donne e bambini perchè gli uomini, come tutti giorni erano
partiti all'alba, con un furgone di una ditta italiana che li portava su un
cantiere edile a lavorare logicamente in nero. Come si può pensare che
queste persone si facciano carico di doveri se non si inizia ad
estenderli diritti? perchè dobbiamo partire dal presupposto che prima
si deve adempiere a doveri per essere degni di diritti?dove sta
scritto?non potrebbe essere il contrario?per me dovrebbe! In uno stato
di diiritto alcuni diritti sono inalienabili, e non soggetti a
nazionalità sancita dal pagare le tasse come molti italiani pensano,
perchè per fortuna l'epoca in cui i diritti erano in vendita è finita
da un pezzo, quindi è giusto che chi delinque paghi, ma questo è
giusto per i rom per gli italiani ricchi, poveri o parlamentari che
siano, ma ad un reato corrisponde una pena non una sospensione dei
diritti. Inoltre nel caso della tragedia avvenuta nella nostra città a
venir meno è stato il diritto alla vita di 4 bambini innocenti e questo
fatto invece che sdegno e rabbia ha suscitato reazioni distaccate e
vergognose di buona parte della popolazione, che ha pensato e
pultroppo dichiarato alla stampa " che si poverini ma magari meglio
cosi tanto sarebbero finiti a rubare i portafogli", come se il furto di
un portafoglio, 2, 3 o anche 5000 fosse cosa tanto grave da compensare
la morte. Questo è vergognoso, aberrante ed abominevole. è
DISUMANO!!!!! July 26 ...Intervista a Mark Covell giornalista di Indymedia...MArK Covell è un giornalista inglese collaboratore di Indymedia che nel luglio del 2001 si è trovato a Genova nei pressi della scuola diaz ed è stato vittima dell'assalto incontrollato ed ingiustificato delle forze dell'ordine.In questa intervista rilasciata a Beppe Grillo, e pubblicata sul blog del comico genovese, non solo racconta la sua raccapricciante storia con molta lucidità e chiarezza, non solo mostra come ci fosse un disegno criminale dietro quello che è successo a genova, ma chiede che venga fatta un inchiesta parlamentare su coa è accaduto qella orrenda notte alla diaz o a bolzanetto, chiede che i 76 picchiatori indagati siano accusati di crimine contro i diritti umani. Se ciò non avverrà dichiara che sarà lui stesso a portare il caso di fronte alla corte europea dei diritti umani di strasburgo, e questo avrebbe ripercussioni molto gravi sulla nostra nazione in quanto le sanzioni sarebbero pesantissime. E così per noi italiani di nuovo oltra al danno la beffa... Questa è la legge che pare dominare la vicenda dei processi a carico delle istutuzioni per i fatti del g8. Mentre circa un mese fa sono state ammesse dall'allora vicequestore Michelangelo Fournier gli evidenti soprusi e le torture avvenute all'interno della scuola sono arrivate le sentenze civili che stabiliiscono risarcimenti a molti zer per alcune vittime della polizia, risarcimenti lecitissimi certo ma che saremo noi a pagare... Ma di una condanna penale ancora non si parla nei confronti di nessuno e forse se saranno fortunati al ritorno delle vacanze gli italiani saranno così rincoglioniti dalla stampa gossippara dell'estate e si saranno già dimenticati tutto.. June 21 ...processo allo stato...finalmente.......Manca giusto un mese dall'anniversario, il sesto dei tragici fatti avvenuti a Genova durante il meeting del G8, quando gli scontri cercati e voluti dalle forse dell'ordine e dei loro cari amici black block hanno portato all'uccisione di Carlo Giuliani e alle violenza subite da migliaia di persone andate a manifestare per il nostro diritto ad un mondo migliore - alle quali purtroppo, o per fortuna, al tempo non mi sono potuta unire a causa di un imminente esame universitario - e che improvvisamente si sono trovate rinchiuse a Bolzaneto o peggio massacrate all'interno della scuola Diaz , luogo che era stato messo a disposizione per i manifestanti dallo stesso comune di Genova ma in cui in piena notte ci fu un' ingiustificata irruzione da parte dei reparti cerere della polzia di stato che si avventarono sui manifestanti che riposavano usando gravi violenze. Da due anni a questa parte è in corso un processo contro 26 agenti per quell'irruzione processo che fino a poche settimane fa sembrava essere ad un punto morto ma che invece sembra aver preso una piega positiva dopo le dichiarazioni in aula del vicequestore di Genova ai tempi del g8, Michelangelo Fournier che ha definito quello ha definito lo scenario che li si è presentato al momento del suo ingresso nella scuola quell'orrenda notte "una mattanza mesicana", con i poliziotti che si avventavano con estrema violenza su manifestanti inermi. A seguito di queste dichiarazioni e di alcune intercettazioni telefoniche il capo della polizia Gianni de Gennaro, ai tempi di Genova 2001 questore del capoluogo ligure, è da ieri indagato di concorso nel reato di falsa testimonianza di Francesco Colucci ex questore di Genova , che sarebbe stato istigato da de gennaro a dire il falso in forza dei rapporti gerarchici che intercorrevano tra due. Per quanto De Gennaro sia sempre stato ritenuto il vero responsabile dei fatti avvenuti la notte tra il 20 e il 21 di luglio 2001 non si era mai riusciti a trovarne le prove fino a quando non sono venute fuori delle intercettazioni telefoniche tra il capo della polizia e l'ex vicequestore, che lo scorso maggio aveva presentato in aula una versione dei fatti del tutto diversa da quella resa all'inizio dell'inchiesta, e che mirava a cancellare una volta per tutte le responsabilità della polizia nei tragici fatti, e che sembra essergli stata suggerita telefonicamente da De Gennaro in persona. Il presidente del consiglio Romano Prodi prontamente stavolta ha stabilto, in accordo con i suoi alleati, la rimozione del capo della polizia dal suo incarico, decisione che ha fatto inbufalire i leader dell'opposizione Berlusconi in primis, che vanta la nomina del personaggio alla carica di capo delle " forze del male " poco dopo gli sconcertanti fatto di Genova, che hanno fatto presente il proprio disappunto - unito ad altri disappunti June 16 ....sono finite le speranze di vivere in democrazia...Passata una settimana dalla storica e non tanto gradita visita del presidente USA George Bush a roma ieri si è cominciato a capire quale fosse il vero scopo di tale evento. Per quanto per i giorni precedenti e quelli immediatamente successivi alla visita governo e media abbiano cercato - riuscendoci- come al loro solito di spostare l'attanzione degli italiani sulla manifestazione, sugli scontri e su una stupidissima scritta fatta in via Fani che paragonava George Bush ad Aldo Moro dimostrandosi frutto di una mano ignorante che evidentemente ben poco sa della storia di quegli anni e dell'omicidio altrimenti si sarebbe reso conto del complimento che ha fatto al presidente Usa e dell'insensatezza di ciò che ha scritto, ma che ha destato lo sdegno di giornalisti e politici, specialmente d quelli che in quegli anni c'erano, che si sdegnano ma ancora non ci pensano nemmeno a raccontarci come mai Aldo Moro è stato lasciato morire, ieri i nodi sono venti a galla attraverso la dichiarazione fatta in conferenza stampa dall'ambasciatore Usa Ronald Spogli che annuncia il benestare all'ampliamento della base Dal Molin a Vicenza da parte del governo, governo che non ha ritenuto nemmeno corretto e necessario verso il suo elettorato darci questa lieta notizia. Elettorato che ha più volte dimostrato ai suoi pseudo interlocutori una certa insofferenza verso le poltiche filo USA di una coalizione che solo 2 anni fa scendeva in piazza contro la guerra senza se e senza ma e che adesso per bocca del ministro degli esteri Massimo D'Alema si definsce gli USA com i nostri migliori amici. Per non parlare del vergognoso voltafaccia di Bertinotti - personaggio che io stimavo moltissimo - la cui voce non si sente da circa un anno se non quando si è recato in libano e ringraziare i nostri ragazzi impegnati nei territori di conflitto...Strane parole dette da colui che si era sempre schierato coi movimenti e con i popoli invasi e che adesso si trova a congratularsi con gli invasori. Da lui e da molti altri esponenti del governo che scendevano con noi in piazza chiedendo un intervento in palestina, in questi ultimi giorni non si è più sentita proferire parola nemmeno riguardo alla drammatica situazione in cui versa la striscia di Gaza, martoriata da una guerra civile e fraticida che vede la maggior parte della penisola sotto il controllo di Hamas e la Cisgiordania ancora scenario invece della contesa tra le milizie di Hamas e quelle di Fatah nella totale indifferenza dei paesi di tutto il mondo. May 10 ...tutti ai lavori forzati......Sulla scia delle elezioni francesi che hanno visto trionfare la destra di Sarkozy il neonato Partito Democratico ne approfitta per fare il suo primo, e non troppo timido, passo a destra e lo fa riguardo alla politica sulle droghe. Se già era ottimistico pensare che la coalizione che abbiamo mandato al governo riuscisse a mantenere la promessa di rivedere al più presto la giovanardi - fini in una luce meno repressiva , adesso con questo nuovo soggetto politico sembra diventare una vera e propria utopia. Ieri sulle pagine del corriere della sera, il democratico sindaco di torino, Sergio Camparini, pare aver delineato la nuova frontiera della nostrana lotta contro la droga, dando un colpo di spugna a quelle poche vittorie che il movimento antiproibizionista aveva faticosamente raggiunto, e alle speranze di quella svolta a sinistra per cui siamo andati a votare. " E' ora, dichiara CAmparini, di punire chi si droga...non tanto i drogati disperati ma chi lo fa per divertimento o curiosità". Un evidente attacco ai consumatori di droghe leggere e una totale negazione di ogni differenziazione tra sostanze. Il consumo di sostanze è in poche parole per il primo cittadino torinese immorale e per questo va represso. Non auspica punizioni corporali se non altro, si accontenta dei lavori forzati - ops scusate l'espressione giusta è socialmente utili -, soluzione che è sembrata ottimale al nostro ministro della sanita Livia Turco alla quale dobbiamo la signficativa April 21 ...iettatore USA......oggi attraverso la pagina di cronaca di Firenze e dintorni del manifesto l'associazione comunista il Pianeta Futuro di Pisa ci mette a conoscenza dell'esistenza di un accordo proposto all'amministrazione di Pisa dalla base Usa di Campo Darby, immensa area mlitare che si estende tra Livorno e Pisa e in cui stanzia l'ottavo gruppoe di supporto Usa che garantisce il supporto logistico a tutte le forze americane operant a sud del Po ed ha una responsabilità sul bacini del mediterraneo e del nord - Africa - responsabilità che si traduce facilmente nell'invio di armamenti attraverso il mare toscano - , che offre una collaborazione mirata ad integrare il sistema di protezione civile della zona. La popolazione pisana in caso di gravi calamità naturali potrà essere ospitata all'interno del campus la cui amministrazione mettera a loro disposizione addirittura Come si legge nel comunicato dell'associazione al quotidiano comunista, gli obbiettivi dichiarati dell'iniziativa sono di " rafforzare l'integrazione tra base e la realtà circostante", secondo le dichiarazioni dei comandi Usa del campo, sembra più essere una campagna per impedire che gli abitanti della zona di Pisa e Livorno, comprendano finalmente il rischio, la pericolosità il danno economico e ambentale che la presenza di camp Darby sul proprio territorio comporta. Questo progetto di collaborazione sembra quindi essere finalizzato a creare un clima favorevole nella cittadinanza nei confronti della base, che nell'agosto del 2005 aveva richiesto alle amministrazioni di Pisa e Livorno la concessione di altro territorio nella zona di Guasticcie, a pochi km da Livorno, progetto che ha trovato molta diffidenza da parte della popolazione locale - e di cui ben presto si è smesso di parlare . Anche in questo caso, come a Vicenza, l'amministrazione Usa cera di allacciare rapporti trasversali con le amministrazioni facendo passare i loro tentativi di intromettersi negli affari italiani come vantaggi per noi poveri italiani, ai quali non viene permesso però di decidere se tollerare queste intromissioni... April 14 ...Gli accordi segreti Usa-Ita....."Da parte italiana è stato recentemente firmato un Accordo quadro di cooperazione Italia_Usa che amplia il perimetro d cooperazione al settore della difesa da missili balistici.." Con queste parole il sottosegretario alla difesa Marco Verzaschi (Udeur) ha reso noto il 12 aprile la camera dei deputati di un accordo siglato in gra segreto , senza quindi prima discuterlo in parlamento un accordo che prevede la condivisione di difesa missilistica, analisi, e "altre forme" di collaborazione" tra Italia e Usa- così si legge in un comunicato del generale Henry Obering III, direttore dell'agenzia Usa di difesa mistilstaca , del 27 febbraio scorso. L'accorrdo era stato fin ora tenuto segreto, finchè il sottosegretario non è stato chiamato a risponderne alle camere lo scorso 3 aprile da un interpellanza presentata da Rifondazione Comunista, rientrerebbe secondo Verzeschi tra le "molteplici iniziative di cooperazone intreprese in ambito Nato, dove a parteire dal 1996 sono state avviate varie attività volte alla realizzazione di idonei strumenti a protezione dell'Alleanza dal rischio derivante dall'uso di missili equipaggiati con armi di distruzione di massa April 13 ...telecom italia addio...Non so quanti di voi ricorderanno la discussione che ha animato mass media la scorsa estate sulla acquisizione di telecom da parte del gruppo tim e il consequenziale piano di scorporamento del Nostro affezionato Tronchetti Provera. La tim a giugno era una delle poche aziende italiane con il capitale in attivo, ma la legge dell'economia vuole che le banche predilgano riversare il proprio capitale in aziende che vantano debiti a molti zeri, quindi il progetto di tim è sin dall'inizio quello di comprare telecom ereditarne parte del debito, risanadone l'altra parte e poi venderla recuperando parte del capitale.Questo progetto, criminale dal mio punto di vista, è stato bloccato dall'autority e si è cercato di trovare una soluzione che impedisse la scissione e l'acquisizione della più importante azianda delle telecomunicazioni italiana con capitali stranieri. Ma ieri l'Unione europea ha decretato lecita la scissione e non solo ha impedito all'autority di spingere per una rinazionalizzazione dell'azienda, auspicando addirittura l'apertura a capitali extraeuropei, che sarebbe a dire a AT&T grande colosso delle comunicazioni made in Usa, che da tempo sembra essere interessata all'ex azienda nazionale italiana. A prescindere dal fatto che io sia stata sempre contraria alla privatizzazione e de-nazionalizzazione delle aziende statali, come trenitalia o autostrade, nel caso della telecom l'arrivo di capitale straniero e in particolar modo americano mi preoccupa ancora di più. I recenti scandali che hanno animato le pagine dei quotidiani nell'ultimo anno, a partire da Antonveneta per arrivare a moggiopoli hanno mostrato come telecom non solo abbia il totale e indiscriminato controlo sulle vite di tutti noi ma anche come non sia stato difficile fare un uso delle intercettazoni illecito e scorretto, per il quale telecom è finita sotto inchiesta, e che ha reso impellente e necessaria la stesura di una legge sulle intercettazioni che però ancora non c'è stata. Alla luce di ciò e dei difficili rapporti internazionali che si stanno delineando anche per questioni legate alle guerre in corso mi sembra che la prospettiva dell'inserimento di soggetti stranieri specialmente americani, che avranno accesso ai dati sensibli e a tutte le conversazioni che passano per le proprie reti , sia abbastanza rischiosa e ben poco intelligente. March 24 Telefonia..come non restare fregati dal post Bersani Come tutti saprete a partire dal 4 marzo sono stati aboliti con il decreto Bersani costi di ricarica dei cellulari..per questo i gestori telefonici, chi più chi meno si stanno ingegnando perchè quello che perdono da una parte rientri loro dall'altra..Con aumenti, offerte, nuovi servizi di messaggistica a pagamento ecc..per riuscire a orientars nella giungla delle tariffe telefoniche riporto una sintesi di alcuni articol sull'argomento pubblicati su www.soldiblog.it con qualche consiglio su come non passare per fessi..
La dura legge del taglione delle tariffe telefoniche
"Consumatori - gestori di telefonia mobile 1 a 0. Vinta la battaglia con l'abolizione dei costi di ricarica non si può dire che lo sia la guerra contro gli extra costi applicati ai telefonini. L'assedio agli interessi di settore sembra infatti destinato a durare ancora a lungo per quanto riguarda lo scatto alla risposta e la trasparenza sulle informative dei piani tariffari. Nonostante l'entrata in vigore della delibera del 6 marzo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sui prospetti informativi "trasparenti" i vari gestori non sembrano aver migliorato la leggibilità delle tariffe agli occhi dei consumatori. Certo ora compaiono sui vari siti delle comode e consultabili tabelline a volte anche comparative, fermo restando però un fitto sottobosco di noticelle e postille di non immediata comprensione.
Anche sul fronte costi di ricarica sembrano sorgere alcune complicazioni….se alcuni operatori hanno deciso il passaggio obbligato per il proprio bacino di utenza a tariffe più costose, altri hanno invece optato per la riformulazione delle offerte commerciali a tutto vantaggio delle opzioni "flat".
E' il caso di Tim il cui neo-direttore generale Luca Luciani ha iniziato una politica tariffaria rivoluzionaria di rottura con il passato proponendo un ventaglio di offerte flat, tra cui MaxxiDay che offre la possibilità di disporre di 500 minuti al giorno per chiamare Tim e inviare 500 Sms sempre a telefonini Tim, al costo di 1 euro per un giorno, fino a 10 euro per 10 giorni. Sempre in questi giorni (ma a un target molto mirato di clienti di carte prepagate) ha offerto per 4 euro al mese 1.000 minuti di chiamate verso altri telefonini Tim. Si prosegue poi con le tariffe "Tutto Compreso" da 30, 60, 90 euro a sostituzione delle vecchie Tim Relax:
Il ricco piatto delle offerte telefoniche prosegue con il cambio di rotta di Vodafone, che capita la tendenza all'utilizzo dello standard IP per le chiamate, apre a nuove frontiere cercando di dimenticare la burrascosa rivoluzione normativa. Arriva frettoloso dal Cebit di Hannover l'annuncio di un nuovo servizio che permetterà di effettuare chiamate via telefonino sfruttando la rete Internet. Sebbene il servizio in oggetto, denominato in codice Starfish e di fatto un programma "clone" di Skype, sia ancora un progetto pronto solo sulla carta il fatto che il primo carrier di telefonia mobile al mondo abbia di fatto confermato l'intenzione di portare sul cellulare anche i servizi Voip (dopo quelli di eBay, YouTube e MySpace) è sintomo di una imminente rivoluzione nel settore. Offrendo infatti ai clienti un software in grado di attivare chiamate su reti Ip, Vodafone metterebbe a repentaglio una parte dei propri profitti derivanti dalle chiamate voce tradizionali, e cioè l'attuale gallina delle uova d'oro per tutti gli operatori di rete mobile . Non cercherà mica di farci dimenticare, con clamorosi effetti speciali, lo scandaloso tentativo di appiopparci opzioni mai richieste sui piani tariffari per recuperare pecunia sui costi di ricarica?? "Chiediamo all'Autorità per le comunicazioni di intervenire con urgenza, per verificare se il comportamento di Vodafone sia pienamente legittimo e, se necessario, disporre l'interruzione del servizio - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - L'impressione dei consumatori è che, dopo il taglio dei costi di ricarica imposto dal Decreto Bersani, l'arroganza delle compagnie telefoniche torni a farsi sentire più forte di prima". Chi riuscirà a sopravvivere alle dure leggi del marcato ora che il protezionismo sul settore si sta sgretolando?"
Come aggirare la tele-truffa Vodafone gli operatori di telefonia mobile le stanno provando tutte per compensare la perdita provocata dall'abbattimento dei costi di ricarica ... questo però non implica che il fine giustifichi i mezzi. Oltre a Wind anche Vodafone ha adottato un piccolo stratagemma per arginare le perdite sui costi fissi a totale insaputa dei consumatori. Dal 6 marzo infatti ha introdotto due nuove "funzionalità" ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica (al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica ossia il 99% degli utenti.
Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a e il telefono è spento sentirete una voce che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa funzione è necessario:
Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!! ( Il servizio può essere disattivato anche chiamando il numero 42070, gratuito almeno questo. ndr.)
Chi semina Wind raccoglie tempesta! "Gentile cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158" Come denunciato da una nostra lettrice e confermato da una associazione Consumatori in questi giorni il "furbetto" del telefonino Wind ha comunicato a centinaia di clienti questo messaggio in cui si da chiara indicazione dell'avvenuto cambio tariffario da Wind 10 a Wind 12. Wind 12, come si legge nella pagina di presentazione, prevede una tariffa, applicata per chiamate verso qualsiasi numero, di 12 centesimi di euro al minuto, uno scatto alla risposta di 16 centesimi (che con Wind 10 era di 15 cent), 15 centesimi per ogni SMS e notifica SMS (contro i 10 dell'offerta precedente), 60 centesimi per gli MMS. Le videochiamate verso cellulari Wind costeranno 50 centesimi al minuto, mentre quelle effettuate verso numeri di altri operatori costeranno 1 euro al minuto. Le lagnanze degli utenti vertono sul passaggio forzato dal piano tariffario previsto da Wind 10 alla nuova offerta Wind 12, meno conveniente. Gli operatori del call center Wind, interpellati dalla redazione a più riprese, sono stati concordi nel sottolineare che la variazione contrattuale coinvolgerà solamente chi oggi aderisce al piano Wind 10 e che questa modifica avviene in conformità all'articolo 2.4 della carta dei servizi.
Secondo il Codacons la strategia elaborata dalla compagnia “elude il Decreto Bersani con conseguenze pesanti per gli utenti". Ad aggravare la situazione secondo D'Ambra la politica al rialzo di wind che verrà prossimamente applicata anche agli altri piani tariffari. L'Authority, inoltre, Generazione Attiva ha denunciato anche altri comportamenti ritenuti scorretti, "come quello di Tim e Vodafone circa il servizio SOS RICARICA su cui permane il costo di ricarica (ricarica da 3,00 euro contenente 1,00 euro rappresentato da costo di ricarica e solo 2 Euro di traffico)". Adusbef e Federconsumatori hanno tempestivamente provveduto a denunciare l’accaduto all’Agcom perché ne valuti la legittimità sostenendo che le modifiche unilaterali dei contratti sono state attuate, illegittimamente, per recuperare quanto perso dai tagli dei costi di ricarica. A denunciare l’attivazione di servizi non richiesti è invece l’Adoc, che chiede all’Authority di punire le compagnie protagoniste di ogni forma di elusione della legge che ha abolito i costi di ricarica visto che “migliaia di consumatori si lamentano per l’attivazione della segreteria telefonica, per la modifica unilaterale del piano tariffario, per la difficoltà nel reperire ricariche di piccolo taglio”. Noi ci associamo invece al Movimento Consumatori nel consigliare il cambio di gestore viste le schizofreniche cattive notizie che piovono continuamente dall'aranciato cielo di Wind. E' in questi giorni arrivato sul tavolo dell'Antitrust anche un esposto per pubblicità ingannevole, "dopo i messaggi che per giorni hanno invaso giornali, tv e radio veicolando informazioni che lasciavano intendere come, quella dell'eliminazione dei costi di ricarica, fosse stata una spontanea scelta degli operatori e senza minimamente far riferimento all'obbligo derivante dal Decreto legge che ne ha imposto l'abolizione.
....disinformazione.itNon è durato nemmeno tre giorni il senso di lieve sollievo dopo il rilascio del giornalista italiano Daniele Mastrogacomo rapito dai "talebani", il governo italiano con la presa di distanza dalle trattative portate avanti da emergency ha definitivamente detto addio ad ogni minima parvenza di discontinuità dalla politica di chi lo ha preceduto affermando la sua presenza in afganistan come una forza a fianco dell'invasori e non del popolo afgano..Ieri Massimo D'Alema, bombardato dalle accusa mosse dagli usa, dal governo afgano, dall' onu, insomma da tutti per aver trattato con i terroristi ha nascosto finalmente la sua manina dietro la schiena prendendo le distanze dalla mediazione importantissima di gino strada e promette a cordoleeza rice di mandare un altro contingente e degli armamenti in Afganistan.
La mozione sul rifinanziamento delle truppe in Afganistan sarà discussa alle camere martedì e lo spettro della scorsa crisi di governo aleggia ancora nelle stanze istituzionali e avrà purtroppo diritto di voto.
E intanto in Afganistan la guerra è ancora in corso, le truppe italiane sono coinvolte in azioni di guerra vere e proprie a sud del paese, luogo ameno in cui il controllo da parte del governo fantoccio afgano è completamente assente. Inoltre mentre in italia si sta a scusarsi son la nuova lady di ferro, in versione stelle e strisce, la sorte del mediatore d emergency che ha trattato per la liberazione di Mastrogiacomo, rapito dal governo afgano è incerta, come quella dell'interprete del giornalista di cui si sarebbero perse le tracce dopo la liberazione..Nemmeno la riconoscenza verso chi ha permesso di risparmiare una vita rischiando la propria ci fa trovare la dignità di andare fino in fondo e chiedere verità..
Per fortuna qualcuno questa verità ce la dice ... pubblico qui sotto un saggio scritto da Antonella Randazzo per www.disinformazione.it il e pubblicatto il 19 marzo 2007 , su come samo arrivati a questa guerra e quanto poco siano nobili gli scorpi e gli inetressi dei nostri alleati d'oltreoceano.
La distruzione dell’Afghanistan di Antonella Randazzo Da molti anni le autorità anglo-americane si accaniscono in maniera crudele e spietata contro l'Afghanistan. Già nel 1919, gli inglesi fecero guerra all'Afghanistan per poter continuare ad imporre il proprio dominio. Quell'anno la resistenza afgana, guidata da Amanullah Khan, riuscì a prevalere e a rendere il paese indipendente. Iniziò una fase di riforme e cambiamenti. Furono realizzati sistemi d’irrigazione, costruite nuove strade e scuole, e venne abolito l'obbligo di portare il velo. Per molti anni gli inglesi e gli americani cercarono di imporre un controllo indiretto, finanziando governi conservatori. Negli anni Settanta diventò più difficile controllare l'Afghanistan perché il paese tendeva a laicizzarsi e a realizzare una maggiore libertà e indipendenza. Invano le autorità statunitensi foraggiavano bande di estremisti religiosi, che avevano il compito di opporsi alle riforme. Una svolta importante si ebbe nel 1978, quando il Partito Democratico del Popolo afghano (PDPA) iniziò la "rivoluzione d'aprile" e fondò la Repubblica Democratica dell'Afghanistan, sotto la guida di Nur Muhammad Taraki. Ogni ragazza poteva andare alle scuole superiori e all'università. Potevamo andare dove volevamo e vestirci come ci pareva... Potevamo frequentare i caffè, e il venerdì andavamo al cinema a vedere gli ultimi film indiani e ascoltare gli ultimi successi della musica hindi... Tutto è cominciato ad andare storto quando i mujaheddin hanno iniziato a vincere... Uccidevano gli insegnanti e bruciavano le scuole... Eravamo terrorizzate. Era comico e nel contempo triste pensare che quelle erano le persone che erano state sostenute dall'Occidente.[2] Il governo afgano veniva continuamente minacciato dagli Usa, e per questo chiese all'Urss di essere aiutato militarmente. Le autorità americane volevano intervenire prima possibile per abbattere il legittimo governo afgano. Anni dopo, lo stesso Zbigniew Brzezinski[3], Consigliere per la Sicurezza Nazionale , confessò a Le Nouvel Observateur del 15 gennaio del 1998, che gli Usa avevano attuato in Afghanistan una serie di operazioni di sostegno dei mujaheddin, per alzare le probabilità di un intervento russo: Secondo la versione ufficiale della faccenda, gli aiuti ai mujaheddin da parte della Cia sono cominciati durante il 1980, ovvero, dopo che l'armata rossa aveva cominciato l'invasione dell'Afghanistan il 24 Dicembre 1979. La realtà, rimasta fino ad oggi strettamente celata, è completamente diversa: è stato il 3 luglio 1979 che il presidente Carter ha firmato la prima direttiva per aiutare segretamente gli oppositori del regime filo sovietico di Kabul. Quello stesso giorno ho scritto una nota al presidente nella quale si spiegava che a mio parere quell'aiuto avrebbe determinato un intervento armato dell'unione sovietica in Afghanistan. (...) Non abbiamo spinto i russi ad intervenire, ma abbiamo consapevolmente aumentato le probabilità di un loro intervento... Il ruolo fondamentale è svolto dai servizi segreti pakistani (ISI) che ricevono intelligence e finanziamenti da USA e Arabia Saudita ( sono questi gli anni dell'alleanza economica tra la famiglia Bush e la famiglia saudita dei bin Laden, al cui proposito torneremo in seguito). L'ISI gestisce autonomamente i fondi americani e la guerra contro la Russia non viene presentata al popolo afgano e ai volontari stranieri (che d'ora in poi chiameremo arabi-afgani) come una guerra pro-America, ma come una jihad islamica contro gli infedeli comunisti. I pochi ufficiali, che in realtà erano a conoscenza del vero ruolo americano, lo hanno silenziosamente accettato, pur di abbattere l'allora principale nemico russo.[4] A partire dal luglio del 1979, la Cia iniziò ad organizzare l'esercito dei mujaheddin, per poter fare una grande guerra per procura, sul modello di quella organizzata nel Laos negli anni Sessanta e Settanta. I capi mujaheddin erano fanatici, spietati e sanguinari, e ricevevano grosse somme dalla Cia per arruolare e addestrare. Uno di loro, Gulbuddin Hekmatyar, nel 1986, venne invitato a Londra, e in quell'occasione il Primo ministro inglese Margareth Thatcher lo definì "combattente per la libertà".[5] Questi manuali zeppi di riferimenti al Jihad e di immagini di fucili, proiettili, soldati e mine sono alla base del programma scolastico nazionale. Anche i talebani hanno usato i libri pubblicati con i soldi americani (...). (libri che ) Hanno fomentato la violenza in un'intera generazione.[6] Il fanatismo e la violenza fomentati dagli Usa scatenarono in Afghanistan, negli anni Novanta, una guerra civile. I Talebani, nel 1994 divennero la formazione politico-militare più forte, e alla fine degli anni Novanta sottomisero il paese all'estremismo religioso più violento e disumano. Nel 1996 si impadronirono di Kabul grazie all'aiuto della società petrolifera americana Unocal (Union Oil of California), della Cia e dei servizi segreti pakistani. Dal gennaio del 1980, gli Usa sostennero economicamente e militarmente il Pakistan, allo scopo di bloccare l'avanzata dell'Urss in Afghanistan. Nel 1987 gli Usa avevano dato alla guerriglia circa 65000 tonnellate di armi e aiuti economici fino a 470 milioni di dollari. L'Isi assunse ben 150.000 persone, grazie ai dollari americani, e costruì un'organizzazione segreta efficiente e potente, che finanziava cellule di al Qaeda ovunque. Nel 1989 le truppe sovietiche furono costrette al ritiro. Questa sconfitta contribuirà alla futura dissoluzione dell'Urss, che era uno degli obiettivi dell'élite americana. Il mondo assistette ignaro ai cambiamenti drammatici in atto in Afghanistan: nel 1993 era ormai un paese distrutto. Sarà diviso in diverse zone di influenza. Il Pakistan, grande produttore di oppio, voleva incrementare la produzione e il controllo di questa droga, e creò in Afghanistan grandi piantagioni di oppio. La Cia approvò pienamente il progetto e l'Afghanistan diventò uno dei maggiori produttori di oppio.[7] Secondo quanto confidato al nostro giornale da fonti attendibili, la società americana (Unocal) starebbe trattando con le autorità locali perché venga garantita la sicurezza del suo personale impegnato sul suolo afgano. Un'operazione curiosa, quella dell'azienda, dato che l'Afghanistan, considerato un fiancheggiatore del terrorismo, è oggetto di pesanti sanzioni da parte delle Nazioni Unite. I rapporti fra gli Usa e i Talebani diventarono a dir poco ambigui e strani. La Enron stabilì stretti legami con i Talebani per realizzare un oleodotto. Il paradosso fu che mentre Clinton bombardava l'Afghanistan, come presunto covo di bin Laden, la Enron foraggiava i talebani. Ufficialmente, già nel 1996, Osama bin Laden aveva trovato rifugio in Afghanistan e nell'agosto aveva iniziato la cosiddetta "guerra all'America". Nel novembre di quell'anno si ebbe un attentato terroristico in Arabia Saudita, che fece diciannove morti. Anche gli attentati del 23 febbraio del 1993 contro il World Trade Center, che uccisero 6 persone e ne ferirono più di 300, e del 1995 a Riad, furono collegati alla rete di bin Laden, ma come nulla fosse la Unocal e la Enron facevano affari con i Talebani. Nel 2000 si hanno prove di sostegno ai Talebani tramite l'Isi. Quindi, gli Usa, mentre ufficialmente criminalizzavano i Talebani, di nascosto li finanziavano e facevano affari con loro. I media parlavano di una rottura fra i Talebani e gli Usa, e di una conseguente "guerra terroristica" iniziata dai Talebani delusi dagli Usa. Le autorità statunitensi iniziarono nel 2000 ad attuare misure contro l'Afghanistan. Il Toronto Sun scriveva il 4 dicembre del 2000: "Gli Stati Uniti misero in atto, contro l'Afghanistan devastato dalla guerra un embargo punitivo stile Iraq, in un momento in cui buona parte dei diciotto milioni di abitanti del paese era senza tetto e stava morendo di fame".[8] Nei giorni successivi all'11 settembre, Bush si prodigò a dimostrare che i Talebani erano nemici, arrivando addirittura a parlare di un'operazione per abbattere il regime talebano. Il piano, che era stato delineato nella "Direttiva presidenziale per la sicurezza nazionale", sosteneva interventi militari, diplomatici e di intelligence per lottare contro al Qaeda. In realtà si trattava di un'invasione progettata già dal 1997.[9] Successivamente l'Onu, con la risoluzione n. 1368 ha legittimato la guerra, e dall'agosto del 2003 è intervenuta la Nato. Anche oggi i rapporti fra le autorità americane e Talebani sono a dir poco inquietanti. I mass media creano sempre più confusione sulla situazione afgana, per nascondere la verità. Alcune fonti[11] sostengono che i Talebani traggono profitti dai raccolti di oppio, mentre altre fonti[12] sostengono che è la Cia a coordinare la produzione e lo smercio internazionale dell'eroina. Il commercio di droga è terzo per la quantità di profitti (dopo il petrolio e la vendita di armi). E' un settore di massima importanza per la criminalità organizzata e per i servizi segreti americani. La Cia finanzia le sue numerose guerre per procura anche grazie ai proventi di questo traffico, e accresce il suo potere finanziario con investimenti nelle numerose banche compiacenti. Alla luce di questo si comprende che l'economia della droga ha dei padroni molto potenti, che basano il loro potere sulla supremazia militare mondiale e sul lavoro dell'intelligence. E' facile capire che non si tratta dei Talebani. Gli stessi americani sostengono che i Talebani si autofinanziano grazie al traffico di droga. Ma il traffico di oppio, in Afghanistan, è controllato dai Signori della guerra, che sono a loro volta controllati dal governo Karzai (che è controllato dalla Cia). Poco tempo fa emerse una lista di nomi dei Signori della guerra che controllano il traffico di droga. La lista venne immediatamente insabbiata perché c'era anche il nome del fratello di Karzai. Siamo proprio sicuri che siano un gruppo di Talebani i nemici da combattere? Dai fatti non si direbbe. Attraverso l'agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (Usaid), le autorità americane finanziano gruppi di estremisti islamici, che operano, oltre che in Afghanistan, anche in Egitto e in Pakistan. Ufficialmente l'Usaid sarebbe un'organizzazione benefica, ma sono emerse numerose prove e testimonianze dell'aiuto finanziario che fornisce ai Talebani. In diversi casi è emerso che i Talebani sono stati protetti dai servizi segreti statunitensi. Il comandante delle truppe Isaf, il britannico David Richards, che aveva individuato una strategia per isolare i Talebani dalla popolazione, nel febbraio scorso è stato immediatamente sostituito con il generale americano Dan McNeil. I Talebani sarebbero riforniti ed equipaggiati sul territorio pakistano, come avveniva al tempo della guerra contro l'Urss, e sarebbero persino aiutati dal governo di Islamabad, con 2.500 esperti combattenti. Ma il governo pakistano è controllato, attraverso l'Isi dalla Cia. Ufficialmente, il governo di Pervez Musharraf è al fianco di Bush e contro i Talebani, ma in segreto aiuta ad armare e addestrare i terroristi, controllato dalla Cia, com'è sempre avvenuto. Nel 2006 sono state prodotte 6.100 tonnellate di oppio. Le coltivazioni interessano almeno 164.700 ettari e permettono di produrre il 90% del fabbisogno mondiale. La Costituzione afgana è stata redatta dagli occupanti, e presenta paradossali ambiguità: in teoria riconosce i diritti umani, politici e civili e la parità tra uomini e donne, ma in realtà non impedisce la pena di morte, la lapidazione e i "reati" religiosi. I fondamentalisti religiosi, grazie alle autorità americane, hanno acquisito un potere enorme. Essi impongono la legge coranica in modo fanatico, e così aiutano gli Usa ad opprimere i cittadini. Nel settembre del 2006 gli italiani parteciparono all'offensiva chiamata operazione 'Wyconda Pincer', che per sbaglio venne resa nota, facendo capire a tutti che le truppe Isaf non sono "truppe di pace". I combattimenti sono contro la resistenza afgana, che vuole liberare il paese dall'occupazione occidentale. Probabilmente, i Talebani servono a terrorizzare la popolazione e a permettere di propagandare la guerra come "missione contro il terrorismo". Le autorità anglo-americane non ritengono possibile lasciare l'Afghanistan libero perché si tratta di un'area geostrategicamente importante, e perché occorre controllare la produzione di oppio. Le autorità occidentali vogliono apparire, attraverso i media, come benefattori. Non hanno il coraggio di dire che la missione Isaf è una missione di guerra. Una guerra contro un popolo, che prevede combattimenti feroci e l'uccisione di civili inermi. Oggi esistono numerosi filmati che testimoniano questo. Anche i rapporti delle Forze Aeree Usa (Centaf) attestano che la missione Isaf è una missione di guerra. Ad esempio, uno di questi rapporti dice: 4 ottobre (2006), 35 sortite. Un bombardiere Usa B- 1 ha sganciato bombe Gbu-38 da 227 chili nella provincia di Uruzgan nel corso di una battaglia tra truppe Isaf e talebani. Caccia britannici Harrier hanno bombardato la zona di Samangan con bombe bombe Gbu-38 e missili. Gli stessi aerei hanno poi sganciato bombe Gbu-16 “Paveway II” da 454 chili e lanciato missili nel distretto di Garmsir (Helmand). Missioni di supporto aereo alle truppe Isaf impegnate in combattimenti a Nawzad (Helmand) e a Sado Kala (Ghazni).[14]
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